Pesca alla bolognese in mare: attrezzatura, montatura, esche e prede
La pesca alla bolognese è una tecnica a galleggiante che si pratica con una canna telescopica lunga, dotata di anelli e mulinello. In mare è una delle tecniche più usate da porti, moli e scogliere per insidiare cefali, saraghi, orate, spigole e occhiate. In questa guida trovi attrezzatura, montatura, pastura, esche, prede e gli errori da evitare.
In questo articolo · 9 sezioni
Cos’è la pesca alla bolognese
Si pesca con un galleggiante fisso sulla lenza, lasciando scorrere l’esca nella corrente (pesca «in passata») a una distanza di solito compresa tra 10 e 40 metri dalla riva. L’abboccata si vede dal galleggiante: quando affonda o si sposta, si ferra.
Bolognese, canna fissa, roubaisienne e inglese
| Tecnica | Canna | Punti di forza | Limiti |
|---|---|---|---|
| Bolognese | Telescopica con anelli e mulinello, 5–7 m | Gestisce corrente forte e fondali profondi; galleggianti anche oltre 10 g | Meno precisa della canna fissa a corta distanza |
| Canna fissa | Senza anelli né mulinello | Semplice, sensibile | Distanza limitata, galleggianti di solito sotto 1,5 g (vedi la pesca con la canna fissa) |
| Roubaisienne | Canna fissa a innesti fino a 14,5 m | Grande precisione | Stessi limiti della canna fissa |
| Inglese (match) | Canna con mulinello, galleggiante piombato | Lanci lunghi | Funziona solo con acqua quasi ferma |
L’attrezzatura
- Canna: tra 5 e 7 metri; una 6 metri è il miglior compromesso per iniziare. 5–6 m nei porticcioli e negli spazi stretti, 7–8 m per pescare più lontano. La grammatura (spesso 5–20 g) indica la robustezza della canna. Vedi anche come scegliere la canna da pesca.
- Mulinello: taglia 2000–2500 per canne da 5–6 m, 3000 per 7–8 m; meglio non salire oltre. Approfondisci in come scegliere il mulinello.
- Lenza madre: in genere 0,14–0,18 mm; fino a 0,18–0,20 per saraghi grossi e spigole di notte.
- Terminale: 0,10–0,14 mm, spesso in fluorocarbon, sempre più sottile della madre. Lungo 80–100 cm per spigole, saraghi e orate, 30–70 cm per i cefali.
- Ami: in genere dal 12 al 18; 14–16 a gambo lungo per il cefalo, 10–12 per i pesci notturni e per l’impasto ai saraghi.
Il galleggiante
Il peso è la scelta più importante e dipende dal mare:
- 1–3 g affusolati per il cefalo in porto con acqua calma;
- 2–5 g dagli scogli bassi;
- fino a 10 g di notte o con mare mosso.
La forma segue le condizioni: affusolato o a penna con acqua calma, a pera rovesciata o a goccia con corrente media, a pallina con mare mosso. Con il vento scegli forme che offrono poca presa, per non allontanarti dalla pastura. Per una panoramica sulla tecnica leggi anche la pesca da terra con il galleggiante.
La piombatura e la profondità
- A gruppo (bulk o torpille): fa scendere l’esca in fretta, utile in acqua profonda e in estate, quando i pesci piccoli rubano l’esca durante la discesa;
- scalare (spallinata): pallini distanziati per una discesa lenta e naturale, ideale in acqua bassa e in inverno;
- mista: combina le due.
Prima di iniziare misura il fondale con il sondino in più punti. Per il cefalo l’esca va tenuta circa 20 cm sopra il fondo; per il sarago con l’impasto, circa una spanna.
Pastura ed esche
La regola d’oro è poco e spesso. Un esempio di pastura per il cefalo: 1 kg di pastura bianca fine, 300 g di pangrattato e 100 g di pecorino, impastati con latte, senza olio e senza sardina. Si parte con 4–5 palle grandi come un mandarino, poi una noce ogni 10 minuti circa. Per saraghi e pesci di scogliera si usa sardina tritata o un mix al formaggio, lanciato anche con la fionda.
Le esche più usate:
- bigattini e camole, le più versatili;
- verme coreano;
- gamberetto, anche vivo per la spigola;
- filetto di sardina o acciuga;
- cozza;
- pane (mollica di filone o pancarré) e impasti al formaggio per cefali, salpe e boghe.
Le prede della bolognese in mare
| Specie | Quando | Note |
|---|---|---|
| Cefalo | Primavera, estate e autunno (acqua 20–28 °C); in inverno con filetto di sardina | Pane, impasti, bigattini; esca vicino al fondo |
| Sarago | Inverno, con mare in scaduta e acqua torbida | Impasto, coreano, cozza; vedi consigli per i saraghi |
| Spigola | Sera e notte, acqua mossa | Gamberetto vivo; vedi come pescare le spigole |
| Occhiata | Estate | Esca a mezz’acqua |
| Aguglia | Maggio–giugno | Appena sotto la superficie, striscioline di pesce |
| Salpa e boga | Tutto l’anno | Pane e impasti |
Dove e quando pescare
I posti classici sono porti, banchine, moli, dighe foranee, scogliere e foci. I momenti migliori sono l’alba e il tramonto, la sera e la notte, le giornate coperte e il mare in scaduta. Con mare calmo e pieno giorno dagli scogli bassi la pesca è difficile; con mare formato e vento forte è meglio rinunciare.
Errori da evitare
- non sondare il fondale;
- galleggiante troppo leggero per il mare, o lenza piombata male;
- pasturare troppo;
- usare filo e ami troppo grossi, o un terminale più spesso della madre;
- lasciare troppa «pancia» al filo, che ritarda la ferrata;
- ferrare troppo presto o troppo tardi;
- sollevare il pesce con la canna invece di usare il guadino;
- cambiare posto prima che la pastura abbia fatto effetto;
- usare la spallinata in estate.
Sicurezza: non pescare mai sotto i cavi elettrici o durante un temporale, perché le canne in carbonio conducono elettricità, e usa scarpe adatte sugli scogli.
Domande frequenti
Che canna serve per la pesca alla bolognese in mare?
Una canna telescopica con anelli tra 5 e 7 metri; per iniziare la misura più consigliata è 6 metri, con un mulinello taglia 2000–3000.
Che galleggiante usare per la bolognese in mare?
Da 1 a 3 grammi in porto con acqua calma, 2–5 grammi dagli scogli, fino a 10 grammi di notte o con mare mosso.
Cosa si pesca con la bolognese?
Soprattutto cefali, saraghi, orate, spigole, occhiate, salpe, boghe e aguglie.




