Tecnica da riva

Pesca alla bolognese in mare: attrezzatura, montatura, esche e prede

La pesca alla bolognese è una tecnica a galleggiante che si pratica con una canna telescopica lunga, dotata di anelli e mulinello. In mare è una delle tecniche più usate da porti, moli e scogliere per insidiare cefali, saraghi, orate, spigole e occhiate. In questa guida trovi attrezzatura, montatura, pastura, esche, prede e gli errori da evitare.

8 fonti citate
In questo articolo · 9 sezioni
  1. Cos’è la pesca alla bolognese
  2. L’attrezzatura
  3. Il galleggiante
  4. Pastura ed esche
  5. Le prede della bolognese in mare
  6. Dove e quando pescare
  7. Errori da evitare
  8. Domande frequenti
  9. Fonti
La pesca alla bolognese in mare all'italiana

Cos’è la pesca alla bolognese

Si pesca con un galleggiante fisso sulla lenza, lasciando scorrere l’esca nella corrente (pesca «in passata») a una distanza di solito compresa tra 10 e 40 metri dalla riva. L’abboccata si vede dal galleggiante: quando affonda o si sposta, si ferra.

Bolognese, canna fissa, roubaisienne e inglese

TecnicaCannaPunti di forzaLimiti
BologneseTelescopica con anelli e mulinello, 5–7 mGestisce corrente forte e fondali profondi; galleggianti anche oltre 10 gMeno precisa della canna fissa a corta distanza
Canna fissaSenza anelli né mulinelloSemplice, sensibileDistanza limitata, galleggianti di solito sotto 1,5 g (vedi la pesca con la canna fissa)
RoubaisienneCanna fissa a innesti fino a 14,5 mGrande precisioneStessi limiti della canna fissa
Inglese (match)Canna con mulinello, galleggiante piombatoLanci lunghiFunziona solo con acqua quasi ferma

L’attrezzatura

  • Canna: tra 5 e 7 metri; una 6 metri è il miglior compromesso per iniziare. 5–6 m nei porticcioli e negli spazi stretti, 7–8 m per pescare più lontano. La grammatura (spesso 5–20 g) indica la robustezza della canna. Vedi anche come scegliere la canna da pesca.
  • Mulinello: taglia 2000–2500 per canne da 5–6 m, 3000 per 7–8 m; meglio non salire oltre. Approfondisci in come scegliere il mulinello.
  • Lenza madre: in genere 0,14–0,18 mm; fino a 0,18–0,20 per saraghi grossi e spigole di notte.
  • Terminale: 0,10–0,14 mm, spesso in fluorocarbon, sempre più sottile della madre. Lungo 80–100 cm per spigole, saraghi e orate, 30–70 cm per i cefali.
  • Ami: in genere dal 12 al 18; 14–16 a gambo lungo per il cefalo, 10–12 per i pesci notturni e per l’impasto ai saraghi.

Il galleggiante

Il peso è la scelta più importante e dipende dal mare:

  • 1–3 g affusolati per il cefalo in porto con acqua calma;
  • 2–5 g dagli scogli bassi;
  • fino a 10 g di notte o con mare mosso.

La forma segue le condizioni: affusolato o a penna con acqua calma, a pera rovesciata o a goccia con corrente media, a pallina con mare mosso. Con il vento scegli forme che offrono poca presa, per non allontanarti dalla pastura. Per una panoramica sulla tecnica leggi anche la pesca da terra con il galleggiante.

La piombatura e la profondità

  • A gruppo (bulk o torpille): fa scendere l’esca in fretta, utile in acqua profonda e in estate, quando i pesci piccoli rubano l’esca durante la discesa;
  • scalare (spallinata): pallini distanziati per una discesa lenta e naturale, ideale in acqua bassa e in inverno;
  • mista: combina le due.

Prima di iniziare misura il fondale con il sondino in più punti. Per il cefalo l’esca va tenuta circa 20 cm sopra il fondo; per il sarago con l’impasto, circa una spanna.

Pastura ed esche

La regola d’oro è poco e spesso. Un esempio di pastura per il cefalo: 1 kg di pastura bianca fine, 300 g di pangrattato e 100 g di pecorino, impastati con latte, senza olio e senza sardina. Si parte con 4–5 palle grandi come un mandarino, poi una noce ogni 10 minuti circa. Per saraghi e pesci di scogliera si usa sardina tritata o un mix al formaggio, lanciato anche con la fionda.

Le esche più usate:

  • bigattini e camole, le più versatili;
  • verme coreano;
  • gamberetto, anche vivo per la spigola;
  • filetto di sardina o acciuga;
  • cozza;
  • pane (mollica di filone o pancarré) e impasti al formaggio per cefali, salpe e boghe.

Le prede della bolognese in mare

SpecieQuandoNote
CefaloPrimavera, estate e autunno (acqua 20–28 °C); in inverno con filetto di sardinaPane, impasti, bigattini; esca vicino al fondo
SaragoInverno, con mare in scaduta e acqua torbidaImpasto, coreano, cozza; vedi consigli per i saraghi
SpigolaSera e notte, acqua mossaGamberetto vivo; vedi come pescare le spigole
OcchiataEstateEsca a mezz’acqua
AgugliaMaggio–giugnoAppena sotto la superficie, striscioline di pesce
Salpa e bogaTutto l’annoPane e impasti

Dove e quando pescare

I posti classici sono porti, banchine, moli, dighe foranee, scogliere e foci. I momenti migliori sono l’alba e il tramonto, la sera e la notte, le giornate coperte e il mare in scaduta. Con mare calmo e pieno giorno dagli scogli bassi la pesca è difficile; con mare formato e vento forte è meglio rinunciare.

Errori da evitare

  • non sondare il fondale;
  • galleggiante troppo leggero per il mare, o lenza piombata male;
  • pasturare troppo;
  • usare filo e ami troppo grossi, o un terminale più spesso della madre;
  • lasciare troppa «pancia» al filo, che ritarda la ferrata;
  • ferrare troppo presto o troppo tardi;
  • sollevare il pesce con la canna invece di usare il guadino;
  • cambiare posto prima che la pastura abbia fatto effetto;
  • usare la spallinata in estate.

Sicurezza: non pescare mai sotto i cavi elettrici o durante un temporale, perché le canne in carbonio conducono elettricità, e usa scarpe adatte sugli scogli.

Domande frequenti

Che canna serve per la pesca alla bolognese in mare?

Una canna telescopica con anelli tra 5 e 7 metri; per iniziare la misura più consigliata è 6 metri, con un mulinello taglia 2000–3000.

Che galleggiante usare per la bolognese in mare?

Da 1 a 3 grammi in porto con acqua calma, 2–5 grammi dagli scogli, fino a 10 grammi di notte o con mare mosso.

Cosa si pesca con la bolognese?

Soprattutto cefali, saraghi, orate, spigole, occhiate, salpe, boghe e aguglie.

Fonti

Marcello Guadagnino
A cura di
Marcello Guadagnino
Direttore e resp. scientifico del Giornale dei Marinai
Biologo marinoResponsabile Scientifico Oceanis

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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