Haenyeo

Le donne Haenyeo hanno ancora una struttura familiare matriarcale. Figlie di quella Korea del sud, che si evolve ad una velocità rapidissima, le Haenyeo rimangono legate  alla cultura ed al loro lavoro. E lo fanno da centinaia di anni.

Il termine Haenyeo è stato utilizzato per la prima volta nel 17° secolo, quando una grande migrazione partita dalla terra ferma portò in Giappone, e più esattamente nella Provincia di Jeiu, diverse popolazioni a stabilirsi sull’Isola.

In quel tempo erano gli uomini ad andar per mare: pescatori o marinai, il mare era legato ad una cultura  maschile come anche la gestione della famiglia.

Le donne invece, arrivate in Giappone con la migrazione, si avvicinarono al mare pian piano, raccogliendo dapprima i frutti di mare nella zona prossima alla costa. Col tempo questa attività divenne un vero e proprio lavoro.  Come dettato da un piccolo processo evolutivo, le Haenyeo si allontanarono sempre più dalla costa per ricercare il cibo. Un cibo che permetteva alle famiglie di sostentarsi, data l’abbondanza del conchigliame e dei molluschi in particolare sotto costa.

Le Haenyeo cominciarono quindi ad immergersi in acqua per raccogliere i frutti di mare, sino a quando arrivarono sull’isola le prime mascherine subacquee. Quel momento permise una rivoluzione nel lavoro delle “donne del mare”. Magre, piccole ma instancabili, le Haenyeo cominciarono ad immergersi in apnea, raccogliendo quanto più frutti di mare possibile. Si attrezzarono, investirono. Le prime mute, zavorre, retini ed arpioni fecero si che si sviluppasse un proprio circuito economico attorno a queste donne coraggiose.

Le Haenyeo a quel punto trasferirono il ruolo degli uomini a se stesse, compresa la gestione domestica e familiare, divenendo una società matriarcale. Sull’isola di Mara i ruoli uomo donna si sono invertiti. Sono adesso le donne a portare il denaro a casa mentre gli uomini si occupano dei figli.

Un evoluzione che ha fatto scontrare la stessa cultura coreana, dove la donna tradizionalmente svolgeva un ruolo minore nella società. Tanto che lo Stato Coreano cercò di frenare il lavoro di queste donne, ma senza successo.

Haenyeo
La tabella mostra come dal 1970 questo lavoro stia pian piano scomparendo

Tra la fine del 1970 e i primi anni del 1980, il Giappone cominciò ad esportare i frutti di mare come conchiglie, polpi e le grosse orecchie di mare (abaloni), portando un reddito nelle casse delle donne Haenyeo non indifferente. Allora le donne cominciarono a costruire case, mandare i figli a scuola e rendere ricca la provincia di Jeiu.

Un lavoro usurante che scompare

La cultura scolastica è diventata una minaccia per il mestiere che rese benestanti le donne Haenyeo. Le loro figlie scelsero di lavorare nel settore del turismo o di trasferirsi nelle grandi città portando ad una calo drastico nel numero delle “lavoratrici del mare”. Se nel 1950 le donne registrate con alla camera di commercio Giapponese erano circa 30.000, sull’isola adesso sono meno di 5000 a portare avanti questo mestiere destinato a scomparire. Gli ultimi dati del 2014 registrano poco meno di 4500 donne che continuano a fare questo mestiere, molte delle quali sono di età superiore ai 60 anni.

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Autore

Marcello Guadagnino

marcelloguadagnino@gmail.com

Marcello Guadagnino - Biologo Marino Biologo marino (Università di Palermo/Camerino) con 10 anni di esperienza nella pesca professionale in Francia per Pacific Peche. Collabora con Oceanis e enti di ricerca scientifica francesi per comunicazione e ricerca. Oltre 500 immersioni scientifiche nel Mediterraneo. Consulente scientifico ed esperto di pesca professionale. Linkedin : Visita il mio profilo LinkedIn

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