Tra leggenda e realtà: ecco la storia di un pesce che appartiene alla stessa famiglia del piranha e sul quale circolano voci incredibili

Passato alla ribalta grazie a Jeremy Wade, conduttore del celebre programma River Monster, la leggenda del Pacu è forse più leggenda di quanto detto e scritto. Il pesce dotato di una forte dentatura sembrerebbe, secondo Wade, essere l’autore di diversi attacchi sanguinolenti ai genitali di esseri umani.

In un episodio della serie, Wade è volato verso la Papua Nuova Guinea dove ha intervistato diversi abitanti, i quali hanno affermato che il Pacu ha ferito mortalmente dei bagnanti mordendoli ai testicoli fino ad ucciderli.

primo piano sulla dentatura del pacuIl Pacu, meglio conosciuto come pesce strappatesticoli, può raggiungere tranquillamente i 20 kg, ed è un pesce prevalentemente vegetariano. Grazie alla sua possente dentatura riesce a schiacciare noci e frutti. Questa sua predilezione verso le noci sembra essere stato l’innesco disastroso che ha reso famoso il pesce. Pacu è un termine di origine indo-brasiliana. Diverse specie del genere Colossoma sono entrate in commercio per adornare gli acquari e sono stati erroneamente etichettati Pacu. Pacu, e piranha, sono attualmente classificati nella sottofamiglia Serrasalminae. La sua fama si è diffusa nell’etere di internet dal 2001, quando si sparse la voce che due pescatori erano stati attaccati alla “parti basse” morendo dissanguati. Sembra invece che il solo attacco riguardò un bambino a cui il pesce morse le dita. Commentando l’incidente, il direttore del Deep Sea World, Matthew Kane ha detto, “il pacu mangia qualsiasi cosa, anche i testicoli dei bambini”.

Lo scorso anno un esemplare di Pacu è stato sorprendentemente ritrovato anche in Europa e più precisamente nello stretto di Oresund tra Svezia e Danimarca. Studiato dall’Università di Copenaghen da Peter Rask Møller, il pesce potrebbe essere stato gettato in acqua da qualche incauto proprietario di acquari. Solo una volta prima d’ora un Pacu era stato catturato in Europa, nel 2002, vicino a una centrale elettrica sul fiume Oder in Polonia.

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