La pesca con il rezzaglio (giacchio o sparviero)
Il rezzaglio, chiamato anche giacchio o sparviero, è una rete circolare che si lancia a mano: aprendosi in aria cade sull’acqua come un ombrello e intrappola i pesci sotto di sé. È una delle tecniche di pesca più antiche e ancora oggi si usa in tutto il mondo, dalle foci dei fiumi italiani ai delta dell’Asia.
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Com’è fatto
- Forma: una rete a cono che, aperta, forma un cerchio.
- Piombi: lungo tutto il bordo, per farla affondare in fretta e chiudersi sul fondo.
- Tasche: il bordo è ripiegato verso l’interno e legato con dei tiranti, così si formano delle sacche dove i pesci restano intrappolati.
- Cima di recupero: una corda legata al centro della rete, fissata al polso del pescatore.
- Materiali: un tempo cotone o canapa, oggi nylon.
Ne esistono due versioni principali: con le tasche sul bordo, la più diffusa in Italia, e con un sistema di cordini interni che chiudono il bordo quando si tira la cima.
Come si lancia
Il lancio è la parte più difficile e richiede molta pratica. Il pescatore tiene la cima avvolta in una mano, raccoglie una parte del bordo con i piombi e, con una torsione del busto, lancia la rete in modo che si apra completamente in un cerchio prima di toccare l’acqua. La rete affonda, i piombi toccano il fondo e chiudono i pesci sotto di sé. Dopo pochi secondi si recupera lentamente la cima: il bordo si stringe, i piombi strisciano sul fondo e i pesci finiscono nelle tasche.
Dove e quando si usa
Il rezzaglio funziona in acque basse, di solito fino a un metro e mezzo o due di profondità: foci, canali, lagune, spiagge e moli. Si usa di giorno, quando si vedono i branchi, e di notte. Le catture tipiche sono cefali, latterini, piccoli sparidi, gamberetti e, in acqua dolce, carpe e altri pesci di fiume. Nel resto del mondo è un attrezzo fondamentale per la piccola pesca di sussistenza, per esempio in India, nel Sud-est asiatico, in Africa e in America Latina.
Cosa dice la legge in Italia
Nella pesca sportiva in mare, il regolamento sulla pesca marittima (DPR 1639/1968, art. 138 e 140) include il giacchio, rezzaglio o sparviero tra gli attrezzi consentiti, con un limite: il perimetro della rete non può superare i 16 metri. Restano validi le taglie minime, il divieto di vendita del pescato e le ordinanze delle Capitanerie, che in alcune zone ne vietano l’uso, per esempio vicino alle foci o in porto. Nelle acque interne, cioè fiumi e laghi, valgono i regolamenti regionali, che spesso lo vietano o lo limitano: controlla sempre le regole della tua regione.
Un po’ di storia
Reti da lancio simili al rezzaglio sono raffigurate già in antichi dipinti e mosaici del Mediterraneo e si trovano, con forme diverse, in quasi tutte le culture di pescatori. In Italia il giacchio era diffuso soprattutto nelle lagune venete, nelle valli da pesca, lungo le foci del Tirreno e in Sardegna, dove si usava per i muggini.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra rezzaglio, giacchio e sparviero?
Nessuna: sono nomi regionali dello stesso attrezzo, una rete circolare da lancio con i piombi sul bordo.
Si può usare il rezzaglio in mare da pescatore sportivo?
In generale sì, con una rete di perimetro non superiore a 16 metri, salvo divieti locali. Verifica sempre le ordinanze della Capitaneria.




