I balani – Cirripedi

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I balani sono un ordine di artropodi cirripedi appartenenti al sottordine dei crostacei.

I balani (dal greco balanos, “ghianda”, per la loro forma conica) sono crostacei marini sessili, facenti parte dell’infraclasse dei cirripedi e privi di peduncolo (Sono i lepadi ad essere peduncolati). Si trovano in gran numero sulle rocce della zona intertidale, sui moli, sugli elementi di segnalazione (boe, pali, ecc.), sulle carene delle navi non protette, cioè su tutti i corpi solidi, eventualmente anche su organismi viventi come le balene, in contatto permanente o quotidiano con l’acqua di mare. I marinai le chiamano “denti di cane”. Nel senso stretto del termine, “balano” dovrebbe servire ad indicare esclusivamente il genere Balanus, ma viene generalmente applicato ai generi vicini al gruppo dei “balanomorfi”, tra cui i cthamali, e anche i “verrucomorfi” come Verruca stroemia, i cui rappresentanti sono molto comuni sulle coste europee e sono inclusi nell’ordine dei Sessilia di Martin & Davis.

Descrizione

Gli elementi protettivi del corpo

Il corpo dei balani è protetto da un insieme di piastre calcificate disposte a cono che costituiscono la parete, la quale riposa sul supporto attraverso una base che può essere membranosa o calcificata. In cima alla parete, un’apertura, suscettibile di essere chiusa da quattro piastre che formano l’opercolo, consente all’animale di comunicare con l’ambiente esterno. La faccia interna della parete, dell’opercolo e anche la base sono ricoperte da una sottile lamina epidermica, il mantello, che secerna queste strutture. Il mantello delimita uno spazio, la cavità paleale, di solito riempito d’acqua di mare, in cui è sospeso il corpo vero e proprio dell’animale.

La parete

Nei balani (generi Balanus, Semibalanus, Solidobalanus, ecc.), la parete è costituita da sei piastre: due piastre dispari, il rostro anteriormente e la carena posteriormente, e due piastre pari, la laterale e la carino-laterale andando dall’avanti all’indietro. Si suppone che il rostro provenga dalla fusione di tre piastre primitive, il rostro vero e proprio affiancato dalle due rostro-laterali. Generalmente si mantiene il nome di rostro per questo insieme eterogeneo. Le piastre si sovrappongono parzialmente: la parte sovrapposta si chiama raggio (= raggio) e la parte coperta ala. Una piastra può avere due raggi (o raggi), due ali o un raggio e un’ala. Nei balani , il rostro ha due raggi e la carena due ali. Al contrario, nei cthamali (genere Chthamalus), il rostro e la carena hanno ciascuno due ali e sono di dimensioni approssimativamente uguali.

L’opercolo

Le piastre dell’opercolo a coppie sono, anteriormente, lo scudo, posteriormente il tergo. Queste piastre sono mosse da muscoli retrattori e, per lo scudo, da un potente muscolo interscutale che attraversa la regione cefalica dell’animale, consentendo di avvicinare le piastre e chiudere l’apertura. Nello spazio tra le piastre opercolari, due stretti bordi cuticolari a forma di labbra, le linguette tergo-scutali, presentano, in genere, macchie vivacemente colorate, molto utili per l’identificazione delle specie.

Nel genere Verruca, l’opercolo ha solo due piastre (scudo e tergo) disposte come una trappola sull’apertura. Le altre due piastre sono state incorporate nella parete che è fortemente asimmetrica. Nel genere Elminius, la parete è formata solo da quattro piastre.

Il corpo

Il corpo è formato da due parti, la testa (= cefalotorace) il torace (= pereion) La testa

La testa dei balani è situata al di sotto dei due scudi a cui l’animale è in qualche modo appeso, ma il territorio della testa si estende fino alla base della balena dove si trovano i resti delle antennule che hanno servito a fissare la larva cypris. La parte individualizzata della testa, attraversata dal muscolo interscutale, ha come unici appendici le parti boccali che costituiscono un cono molto sporgente, il cono boccale che comprende 6:

Il corpo é costituito da sei metameri, di cui il primo è infatti fuso alla testa, ognuno dei quali porta una coppia di appendici (pereiopodi o toracopodi) caratteristiche: i cirri. Questi ultimi sono formati da una base (protopodite) di due articoli che portano due flagelli di diversi articoli, uno interno, l’endopodite, l’altro esterno, l’esopodite. Questi cirri costituiscono due gruppi di tre coppie: il gruppo anteriore ha ramificazioni relativamente corte e robuste, a volte chiamate maxillipedi, il gruppo posteriore ha ramificazioni molto lunghe e curve. Tutti questi appendici sono forniti di setole, quelle del gruppo posteriore sono lunghe, rigide e più o meno incrociate. Costituiscono un setaccio che consente la cattura del cibo. Il torace porta alla sua estremità posteriore il pene, di solito ripiegato tra le basi dei cirri, e, immediatamente dietro la base del pene, l’ano (il territorio intorno all’ano è probabilmente il vestigio dell’addome e del telson). Gli orifizi genitali femminili si trovano alla base del primo paio di cirri. Da ogni lato del torace, ma non collegate a questa parte del corpo, ci sono due tasche a pareti pieghettate, le branchie, appese al mantello. La funzione respiratoria non è tuttavia affidata esclusivamente a questi organi, tutta la superficie del corpo vi partecipa.

Alimentazione

I balani catturano, grazie ai loro tre paia di cirri posteriori, le particelle viventi o non in sospensione nell’acqua (sono microfagi e sospensivori), che vanno da granuli di polline a piccoli organismi planctonici animali (Tintinnidi, Foraminiferi, Copepodi, Anfipodi, Cnidari, Molluschi, ecc.) passando per catene di cellule di alghe e granuli di quarzo. In un intervallo di 130 minuti, un esemplare di Balanus crenatus ha catturato 45 naupli di Artemia salina. Le particelle trattenute dal ventaglio dei grandi cirri vengono trasferite ai cirri n. 3, poi ai cirri n. 2 e n. 1 e infine alle parti boccali. I movimenti dei grandi cirri possono essere principalmente rapidi estensioni-ritratti o lunghe estensioni a ventaglio.

Crescita

Come tutti i crostacei e gli artropodi in generale, i balani devono mutare per completare la loro crescita lineare. Tuttavia, la muta assume qui un aspetto particolare. Infatti, il corpo dell’animale e il rivestimento interno della cavità paleale mutano normalmente: le exuvie (vecchia cuticola) vengono frequentemente raccolte nel plancton costiero. Al contrario, la parete e le parti opercolari non partecipano a questo fenomeno e crescono in modo simile alla conchiglia dei molluschi. L’allungamento delle piastre della parete avviene lungo il loro bordo inferiore che, a differenza delle apparenze, non è saldato al supporto. È semplicemente ancorato da una moltitudine di piccoli muscoli striati, dotati di un tendine ad ogni estremità, che applicano saldamente la parete al supporto. L’incremento del perimetro della balena avviene a livello della giunzione raggio-ala. Una sottile pellicola epidermica si insinua a questo livello tra le piastre (così come tra il limite inferiore delle piastre e la base) e secreta i materiali che ne consentono l’allargamento. Quando la densità degli individui è elevata (A partire da 16 individui per centimetro quadrato per Balanus balanoides), i balani, adiacenti l’una all’altra, assumono una forma prismatica e la loro altezza può superare i due centimetri, per la specie sopra citata.

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