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Halophila stipulacea, la fanerogama venuta da lontano

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Le invasioni biologiche sono in aumento e negli ultimi decenni sono considerate uno dei maggiori problemi ambientali del 21° secolo. Il fenomeno delle migrazioni lessepsiane continua con l’arrivo della fanerogama Halophila stipulacea.

Fanerogame marine

È noto che le fanerogame giocano dal punto di vista ecologico ruoli importanti. Ad esempio, riducono l’energia delle onde permettendo ai sedimenti di depositarsi fuori dalla colonna d’acqua,  prevengono parzialmente la risospensione del sedimento  rappresentando  un importante substrato per le alghe epifite, forniscono inoltre  habitat, riparo e nursery  per molti organismi ecologicamente importanti.

Tuttavia, dopo l’apertura del Canale di Suez nel 1869 questa specie cominciò a spostarsi in Mediterraneo dove è stata segnalata per la prima volta la sua presenza nel 1896 al largo della costa di Cipro.

Un‘estesa prateria è stata trovata nell’ottobre 1997 nella Sicilia orientale in una zona ad est di Capo Murro di Porco, a sud di Siracusa. Questa prateria era anche popolata dalla specie invasiva Caulerpa racemosa, un’alga verde tropicale molto probabilmente introdotta nel Mediterraneo anche attraverso il Canale di Suez.

Halophila stipulacea è una specie di fanerogama della famiglia Hydrocharitaceae originaria dell’Oceano Indiano, specie aliena diffusa nel Mediterraneo dopo l’apertura del Canale di Suez. Sembra sia presente abbondantemente oggi anche nel mare dei Caraibi.

H. stipulacea è stata classificata come specie invasiva grazie alla sua capacità di sostituire le specie autoctone. Può farlo formando tappetini spessi, adattarsi alle mutevoli condizioni ambientali e tollerare forti gradienti di profondità. L’ IUCN l’ha inserita nella sua “lista nera delle specie invasive nell’ambiente marino del Mediterraneo”

Come la Posidonia, questa pianta marina è costituita da sottili rizomi (spessore 0,5-2 mm) da cui spuntano foglie sottili ad intervalli regolari. Le foglie hanno bordi seghettati e sono lunghe 3-6 cm e larghe 2,5-8 mm. I rizomi sono attaccati alla sabbia dalle radici a partire da ciascun nodo.

L’invasione in Mediterraneo fu documentata per la prima volta nel 1896 . Si suggerisce che l’espansione di H. stipulacea dal Mar Rosso al Mar Mediterraneo sia stata il risultato dell’apertura del Canale di Suez nel 1869.

Halophila  è tra le 100 specie aliene più invasive del Mediterraneo.

Nel suo areale nativo, Halophila stipulacea cresce in diversi tipi di condizioni ambientali e su vari substrati costieri. Tuttavia, la distribuzione ecologica di questa specie nel Mediterraneo orientale è molto meno importante ed è limitata ai soli substrati molli (sabbia e fango). Si può vedere formare praterie monospecifiche o miste con una posidonia o con Cymodocea nodosa .

Specie invasive

Nel Mediterraneo, gli studi suggeriscono che H. stipulacea è in grado di soppiantare piante marine autoctone come Posidonia oceanica e Cymodocea nodosa e le loro comunità associate.

Le matte di H. stipulacea si espandono rapidamente e resistono a diversi tipi di condizioni ambientali, rappresentando un potenziale pericolo per la biodiversità locale e regionale.

Competizione

Halophila sembra rubare gli spazi sia alla Posidonia che alla Cymodocia, in particolare uno studio svolto tra le acque della Tunisia ha visto come l’Halophila possa rapidamente soppiantare la Cymodocia ed instaurare una prateria forte e competitiva.

Stessa cosa nel Mar dei Caraibi. In 20 anni Halophila ha soppiantato piante ed alghe native del Mar dei Caraibi con effetti sugli ecosistemi non sempre positivi.

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