Gli organismi del Neuston

Il Giornale dei MARINAI Biologia marinaGli organismi del Neuston
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Una distesa di piccoli animaletti blu sulla superficie del mare. Accade ogni anno in primavera. Sono migliaia, a volte milioni di cnidiari della specie Velella velella conosciuta anche come barchetta di San Pietro. Grazie ad una sorta di vela questi idrozoi vengono trasportati dal vento sulla superficie del mare. Come la medusa bottone blu (Porpita porpita), la physalia (Physalia physalis), il mollusco argonauta, la lumaca janthina o il ragno pattinatore marino questi organsimi fanno parte del Neuston.

Il biologo marino Alister Hardy aveva descritto questi organismi con il nome di « The Blue Fleet », la flotta blu. Dunque fanno parte del neuston tutti gli organismi acquatici legati alla superficie ed all’interfaccia aria-acqua.

Gruppo di velella

Non si tratta solamente di organismi galleggianti, tra questi ad esempio c’è il ragno pattinatore della specie Halobates che riesce a camminare sulla superficie dell’acqua sfruttando la tensione artificiale dell’acqua.

Tutti gli organismi che si trovano al di sopra della superficie sono raggruppati nella categoria dell’ epineuston, quelli che vivono invece sotto la superficie sono nella categoria dell’ iponeuston.

L’Epineuston

In particolare fanno parte dell’epineuston il ragno pattinatore ed il ragno palombaro.

Ragno pattinatore

Il ragno pattinatore deve il loro nome alla capacità di “scivolare” sull’acqua poggiando solo i tarsi delle zampe medie e posteriori senza affondare.

Ragni d’acqua

Solamente il 10% dei ragni d’acqua vive in acqua salata

L’iponeuston

SI classificano dunque nell’iponeuston i pesci volanti, i sargassi, le velelle, la lumaca janthina, l’argonauta e le meduse neustoniche.

Janthina

La lumaca Janthina Janthina vive sul pelo dell’acqua grazie ad una zattera di bolle di muco sotto cui depone capsule di uova rosa. Si nutre delle velelle che trova in abbondanza in primavera.

Lepadi

I lepadi vivono in colonie sui residui di alghe in sospensione, sulla chiglia delle navi o su oggetti in legno alla deriva.

Caravella portoghese

La caravella portoghese non è una medusa ma è un sifonoforo* (colonia di zoidi altamente specializzati) formato da diverse colonie cellulari, organizzate per garantire le diverse funzioni (digestione, galleggiamento, difesa) che coesistono insieme nel “super-organismo”.

Medusa bottone blu

La Porpita porpita è un idrozoo coloniale, un esemplare che varia tra i 0,5 ai 2 cm, di un colore blu brillante. Ha un dischetto pieno di gas che gli permette il galleggiamento e somiglia all’iride di un occhio, ha tentacoli sottili e ben ramificati.

La differenza tra neuston e plancton è semplice, fanno parte del neuston i nuotatori attivi mentre gli organismi planctonici sono trasportati dalla forza delle correnti.

Il vermocane, dal nome scientifico di Hermodice carunculata è un polichete, un verme marino conosciuto anche con il nome di verme di fuoco o verme cane.

Sembra che il nome derivi dal fatto che gliantichigrecilidescrivevano come animali con due sembianze, poteva infatti essere un cane che strisciava senza le zampe o semplicemente un verme infernale che abbaiava.

Il vermocane, sebbene è una specie Mediterranea pian piano si sta spostando sempre piu’ verso nord, tanto da essere stato segnalato nella costa della Francia del Sud.

In Italia e specialmente in Sicilia e Calabria il vermocane lo trova facilmente su bassi fondali. Questo verme marino puo’ raggiungere facilmente i 25cm di lunghezza si nutre di organismi in decomposizione.

I subacquei ed i pescatori in apnea lo conoscono bene. Il vermocane infatti è dotato di setole urticanti che rilasciano aghi ad uncino. Il risultato dell’attacco di un vermocane è una dolorosa irritazione della pelle. Capita spesso tra i pescatori in apnea che sono alla ricerca di polpi o di ricci di toccare a mani nude un vermocane. Il dolore si acutizza rapidamente con forte prurito ed intorpidimento della mano. Lo stesso vale per i pescatori professionali che ogni tanto lo ritrovano nelle reti da posta.

I rimedi della nonna per il vermocane

In caso di contatto con un vermocane la cosa migliore da fare è di eliminare i piccoli aculei conficcatisi nella pelle aiutandosi con una pinzetta o con del nastro adesivo ed applicare una pomata antistaminica per il dolore. In ogni caso io consiglio di andare alla guardia media o ad un pronto soccorso per scongiurare infezioni dovute dal contatto con un vermocane.

Le immagini nell’articolo sono state scattate tra le acque della Riserva dello Zingaro a Castellamare del Golfo ed a Marinella di Selinunte (Tp).

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Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

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