Gli attrezzi da pesca del Mediterraneo

Il Giornale dei MARINAI La pesca professionaleGli attrezzi da pesca del Mediterraneo
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Pesca industriale o artigianale, piccola pesca costiera oppure i grandi strascichi ? Quali sono gli attrezzi da pesca del Mediterraneo e quale è il loro impatto.

Il mar Mediterraneo è un mare di pescatori. Da sempre. E da sempre l’uomo ha cercato di evolversi per cercare di catturare più pesce e fare sempre meno fatica. Questo a portato all’uso improprio di diversi attrezzi. Che sia in superficie, a mezz’acqua o sul fondo esistono degli attrezzi specifici per catturare le specie ittiche e tutte sono progettate alla zona di pesca, al tipo di mare ed alle specie target ricercate. . Oggi i sistemi di pesca si sono sviluppati per cercare di massimizzare le catture delle specie bersaglio ed evitare al massimo le by-catch (specie indesiderate).

Le barche in legno sono ancora dei supporti nautici molto validi nel basso Mediterraneo

Attrezzi da pesca attivi e attrezzi di pesca passivi

Gli attrezzi di pesca si dividono in attrezzi attivi ed in attrezzi passivi. Quelli attivi sono ad esempio le reti a strascico o le sciabiche e tutte le reti a circuizione (cianciolo), gli attrezzi passivi sono invece quelli che vengono depositati in pesca come ad esempio le reti tremaglie, i palamiti, le nasse

Le reti da strascico

Si tratta di reti trainate dai pescherecci che strascicano sul fondale raccogliendo tutto cio’ che si trova davanti alla bocca della rete. Sono solitamente usate per la cattura di crostacei e pesci di fondale sabbioso come merluzzi e triglie. Il pesce, una volta raccolta la rete si ritrova all’interno di un sacco che viene svuotato sul ponte della barca prima di fare la selezione del pescato. Queste reti hanno un impatto importante sia sugli ecosistemi marini che sulle specie in quanto vengono spesso catturate specie non bersaglio che dopo lo stress subito all’interno del sacco sono ributtate in mare morte. Lo strascico provoca anche dei danni importantissimi agli ecosistemi dato che arando la superficie del fondo questo viene deteriorato con una distruzione completa del fondale. Le specie bersaglio dello strascico di fondo sono i merluzzi, i pesci piatti, scampi e gamberi. Per cercare di ridurre il numero di specie indesiderate con il tempo sono state ingrandite le maglie ma le catture di grandi elasmobranchi o di tartarughe sono sempre frequenti.

Il traino pelagico

Il traino pelagico o reti divergenti sono utilizzate per la cattura di aringhe, sgombri, acciughe e sardine. Grazie all’utilizzo dell’elettronica, queste reti permettono una precisione maggiore e minori catture di specie indesiderate.

La sciabica

La sciabica è una rete da pesca a strascico utilizzata sotto costa. Questa tecnica è utilizzata per catturare piccoli pesci che si avvicinano alla costa. Grazie ad una barca a remi la rete viene calata in mare a forma di semicerchio ma è da teraa che poi verrà tirata dalle braccia dell’uomo. Una volta che la barca ha calato le reti in mare i pescatori cercheranno di fare rumore e lanciare delle pietre al centro per far si che i pesci vadano incontro alla rete. I pescatori divisi nei due capi della rete tireranno il tutto in maniera sincrona. Le specie target della sciabica sono i cicerelli, ma anche latterini, triglie e sogliole. Nata in Danimarca, questa tecnica è stata adottata rapidamente anche in Mediterraneo. La rete è formata da file di galleggianti in superficie e da piombi sul fondo che bloccano il passio dei pesci. La sciabica a maglie fine era anche utilizzata per la cattura del novellame (bianchetto e rossetto).

Le reti da posta

Le reti da posta sono degli attrezzi passivi. Il tramaglio, tra i più utilizzati, è una barriera posizionata orizzontalmente. Il tramaglio è composto 3 reti sovrapposte, quella interna a magli piccole e le 2 esterne a maglie più grandi.  La rete per rimanere in posizione sul fondo è armata con piombi o corda piombata nella parte bassa e con galleggianti nella parte alta. Una volta disteso parallelamente alla costa, il tramaglio diventa una vera e propria barriera per le specie che si spostano con ritmi circadiani. Questo tipo di attrezzo è utilizzato per la pesca di seppie, polpi, aragoste, pesci come orate, pagri e pagelli,…

Il palamito

Chiamato anche long line, il palamito o palangaro è un attrezzo da pesca con ami, utilizzato sia per la pesca di superficie che di fondo. Esistono diversi tipi di palamiti ma quello piu’ utilizzato è il palamito a mazzerino. Si tratta di un lungo filo (letto) dove sono legati dei braccioli lunghi da 1 a 5 metri che terminano con un amo legato. Il palamito solitamente viene lasciato pescare qualche ora prima di essere ritirato. Il palamito è comunque un attrezzo da pesca molto selettivo. I palamiti per i grandi pelagici possono invece essere pericolosi per tartarughe e squali che ne rimangono vittime.

Le nasse

Le nasse sono invece delle vere e proprie trappole. Pesci, molluschi e crostacei ne rimangono vittime entrandone all’interno attirati da qualche esca. Una volta all’interno, la struttura della nassa non permetta alla preda di uscire, essa rimarrà all’interno sino a quando il pescatore non la tirerà fuori. In passato le nasse erano costruite in giunco, oggi invece sono in plastica o nylon.

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Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

2 thoughts on “Gli attrezzi da pesca del Mediterraneo”

  1. Elena ha detto:

    Bell’articolo Marcello!

    1. Marcello Guadagnino ha detto:

      Grazie Elena, mi sono reso conto che in realtà non avevo mai creato un articolo ricapitolativo delle tecniche di pesca. Pian piano aggiungero’ gli attrezzi mancanti (imbrocco, trabucchi, ect ect)

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