La vongola verace o Tapes decussatus (e non come erroneamente riporta il Decreto Ministeriale 27/3/2002 sull’ etichettatura dei prodotti ittici, Tapes decussata), è ormai scomparsa dalle nostre tavole.
La specie alloctona Tapes philippinarum ha completamente occupato l’areale di distribuzione della specie autoctona. La vongola filippina viene quindi commercializzata come vongola verace, ma in realtà si tratta di una specie ben distinta, molto simili morfologicamente alla verace. Il Decreto suddetto riporta il nome Tapes semidecussatus, per indicare la vongola filippina, ma in realtà questa è diffusamente conosciuta come Ruditapes semidecussatus, quindi il legislatore ha commesso un errore. Molluschi di una stessa specie possono avere diversi nomi scientifici (R. semidecussatus e V. japonica) e si possono, quindi, fregiare di ben due distinte denominazioni commerciali, vale a dire “vongola verace” e, rispettivamente “vongola giapponese”. In altri casi si parla di vongola verace filippina, soprattutto nella zona del Polesine. Dal punto di vista biologico la specie Tapes philippinarum sopporta notevoli variazioni di salinità ed è molto resistente a fenomeni di anossia, al parassitismo, alla competizione e, soprattutto, il suo periodo riproduttivo si prolunga per un tempo doppio rispetto a quello della Tapes decussatus. In soli due anni raggiunge una dimensione notevole, ben 40 mm., contro i tre anni necessari alla verace.NOME SCIENTIFICO: Tapes decussatus (Linneo, 1758)
NOME VOLGARE: Vongola verace, cappa, venere incrocicchiata, caparozzolo (Veneto), carpet shell o cross cut carpet shell (Inglese), clovisse, palourde (Francese), teppichmuschel (Tedesco), almeja (Spagnolo), chàvaro (Greco).

Tassonomia e Nomenclatura
La specie risponde alla classificazione tassonomica che la inserisce nella classe Bivalvia, sottoclasse Heterodonta, ordine Venerida e famiglia Veneridae. Il genere di riferimento è Ruditapes (storicamente inserito in Tapes). Oltre alle denominazioni ufficiali FAO, che identificano la specie come Grooved carpet shell in lingua inglese e Palourde croisée d’Europe in lingua francese, la nomenclatura locale italiana fa riferimento al termine vongola verace, affiancato da sinonimi dialettali e commerciali storici quali arsella in Toscana, cocciola in Sardegna e caparozzolo nelle lagune venete. È fondamentale non confonderla dal punto di vista tassonomico con la specie aliena indo-pacifica Ruditapes philippinarum (vongola filippina), introdotta massicciamente a scopi di acquacoltura.
Caratteri Diagnostici e Morfologia
L’habitus morfologico di Ruditapes decussatus è caratterizzato da una conchiglia solida, equivalente e marcatamente asimmetrica, con un profilo ovale o sub-quadrangolare. L’apparato schemetico calcareo presenta umboni pronunciati e rivolti anteriormente. Il carattere diagnostico principale della specie è la microscultura della superficie esterna delle valve: essa evidenzia una fitta zigrinatura formata dall’intersezione tra sottili strie radiali e solchi di accrescimento concentrici, configurazione che crea un tipico aspetto a scacchiera rilevabile al tatto, particolarmente evidente nella porzione posteriore della conchiglia.
La cerniera è di tipo eterodonte e presenta tre denti cardinali su ciascuna valvola, con il dente centrale della valvola sinistra e i due denti posteriori della valvola destra marcatamente bifidi. All’interno della conchiglia, la linea palleale mostra un seno palleale molto profondo, a forma di U, che non supera la metà della lunghezza della valvola ma testimonia lo sviluppo degli organi interni. La livrea esterna mostra una colorazione altamente variabile in funzione del sedimento ospitante, spaziando dal bianco-giallastro, al grigio, fino al bruno-olivastro, spesso ornata da bande radiali o screziature scure. L’interno delle valve è liscio, di colore bianco-ottico, talvolta sfumato di giallo o violaceo nella regione posteriore.
I tessuti molli interni rivelano un adattamento anatomico fondamentale per la distinzione visiva sul campo: i sifoni (inalante ed esalante) sono completamente separati tra loro per tutta la loro lunghezza, a differenza della specie aliena R. philippinarum in cui i sifoni sono fusi insieme fino a due terzi della struttura. La specie non presenta un dimorfismo sessuale morfologico esterno. La maturità riproduttiva viene raggiunta intorno al primo anno di vita (circa 20 mm di lunghezza); la lunghezza massima documentata si attesta tra i 7 e gli 8 cm, anche se la taglia media degli esemplari selvatici campionati oscilla comunemente tra i 3 e i 5 cm.
Distribuzione e Habitat
La specie presenta una distribuzione geografica focalizzata nell’Atlantico nord-orientale, dalle coste britanniche fino al Marocco, includendo l’intero bacino del Mar Mediterraneo e penetrando nel Mar Nero. Dal punto di vista ecologico, si tratta di un organismo bentonico ed endobionte, che vive infossato nei primi 5–15 cm di profondità all’interno di substrati molli, prediligendo sedimenti misti composti da sabbia grossolana, fango compatto e detrito conchigliare.
Il range batimetrico ottimale è limitato alla fascia intertidale e infralitorale superficiale, dalla linea di riva fino a pochi metri di profondità, risultando particolarmente abbondante nelle zone di estuario, nelle lagune costiere e nei laghi salmastri caratterizzati da idrodinamismo moderato e ricambio idrico costante. La specie manifesta un’elevata tolleranza alle fluttuazioni di salinità (specie eurialina) e temperatura, sebbene temperature invernali rigidissime possano causare morie localizzate negli stock sedimentari.
La pesca delle vongole
La vongola verace selvatica viene pescata dalle «vongolare», imbarcazioni dotate di draghe idrauliche o turbosoffianti che catturano le vongole (e tutti gli altri organismi presenti) penetrando il fondale sabbioso di qualche cm e avanzando. La pesca delle vongole veraci è effettuata con un rastrello a mano, essendo vietata la raccolta con draghe turbosoffianti.
Biologia e Riproduzione
Ruditapes decussatus opera come un organismo filtratore sospensivoro microfago. Attraverso il sifone inalante, l’animale aspira l’acqua circostante convogliandola verso le branchie ciliate (ctenidi), le quali trattengono le particelle organiche in sospensione, composte principalmente da fitoplancton, batteriooplancton e detrito organico particellato. L’acqua reflua e i prodotti di scarto vengono successivamente espulsi tramite il sifone esalante. Questo costante processo di filtrazione conferisce alla specie un ruolo ecologico primario nella chiarificazione delle acque lagunari e nel ciclo dei nutrienti bentonici.
La strategia riproduttiva è di tipo gonocorico a fecondazione esterna, senza ermafroditismo stabile. L’emissione dei gameti avviene simultaneamente nella colonna d’acqua durante i mesi estivi, stimolata dall’innalzamento termico stagionale dell’acqua (solitamente tra giugno e agosto). Lo sviluppo embrionale attraversa una fase larvale planctonica libera (larva trocofora e successivamente veliger) che dura circa due-tre settimane, durante le quali l’organismo viene disperso dalle correnti prima di effettuare la metamorfosi e insediarsi definitivamente sul substrato (settlement) sotto forma di recluta bentonica.
Stato di Conservazione
Le popolazioni autoctone di Ruditapes decussatus hanno subito una drastica contrazione numerica a partire dagli anni Ottanta del XX secolo. Sebbene la specie sia classificata nella Lista Rossa IUCN come Least Concern (LC) a livello globale per l’ampiezza dell’areale, nei bacini italiani ed europei la risorsa selvatica è in forte sofferenza ecologica. La causa principale di questo declino è la competizione interspecifica competitiva con la vongola filippina (R. philippinarum), specie aliena caratterizzata da tassi di crescita doppi, maggiore tolleranza agli inquinanti e superiore efficienza riproduttiva, che ha quasi interamente sostituito la verace autoctona nei principali siti di produzione (come la Laguna di Venezia e le sacche di Goro).
La gestione e lo sfruttamento della specie sono regolamentati in modo rigido sia a livello comunitario che nazionale. Secondo il Regolamento Mediterraneo (Reg. CE 1967/2006), la taglia minima biologica legale per lo sbarco, la detenzione a bordo e la commercializzazione è fissata a 25 mm di lunghezza. La raccolta professionale e amatoriale è soggetta a quote giornaliere e restrizioni sui sistemi di prelievo, vietando l’utilizzo di strumenti trainati idraulici (turbosoffianti) in ambienti lagunari protetti e consentendo solo la raccolta manuale o tramite rastrelli da piedi senza l’ausilio di propulsione meccanica, al fine di tutelare l’integrità strutturale dei sedimenti di transizione.
Fonti Scientifiche di Riferimento
- IUCN Red List of Threatened Species: Ruditapes decussatus, Global assessment and population trend reports.
- FAO Species Identification Sheets: Western Indian Ocean / Mediterranean and Black Sea Bivalves, Food and Agriculture Organization.
- Regolamento (CE) N. 1967/2006: Consiglio dell’Unione Europea, relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel Mar Mediterraneo.
- Breber, P. (1985): Introduction & acclimatization of the Pacific clam, Tapes philippinarum, to Italian lagoons. Journal of Shellfish Research, 5, 48-52. (Analisi della competizione ecologica).
- Pranovi, F., et al. (2006): The impact of an alien species on a native ecosystem: the case of the Manila clam in the Venice Lagoon. Biological Invasions, 8, 251–261.
Domande frequenti
Come si distingue la vongola verace autoctona da quella filippina?
La verace autoctona (Ruditapes decussatus) ha i due sifoni completamente separati tra loro per tutta la lunghezza e presenta una conchiglia con rigature a scacchiera più fini e delicate.
Qual è il suo habitat principale?
Vive infossata nei primi centimetri di fondali sabbiosi, fangosi o misti in zone costiere poco profonde, estuari e lagune salmastre caratterizzate da maree regolari.
Perché è diventata rara nei mercati italiani?
A causa dell'introduzione della vongola filippina, una specie aliena molto più resistente e a crescita rapida, che ha progressivamente colonizzato e sostituito la specie autoctona nei principali siti di raccolta.


