Il primo tonno dell’anno continua a essere molto più di un semplice evento commerciale. Al mercato ittico di Tokyo, l’asta di Capodanno ha segnato un nuovo primato storico: un tonno rosso del Pacifico da 243 chilogrammi è stato battuto per 510,3 milioni di yen, pari a circa 2,8 milioni di euro, il prezzo più alto mai registrato dall’inizio delle rilevazioni nel 1999.
L’esemplare, pescato al largo di Oma, nella prefettura settentrionale di Aomori, è stato acquistato dalla società Kyomura, che gestisce la celebre catena di sushi Sushizanmai, da anni protagonista delle aste di inizio anno. Il pesce verrà sezionato nella storica area di Tsukiji e distribuito nei ristoranti del gruppo in tutto il Giappone. Nonostante la cifra record, l’azienda ha annunciato che i prezzi al pubblico rimarranno invariati.

«Il primo tonno dell’anno porta fortuna. Vogliamo che il maggior numero possibile di persone possa assaggiarlo e iniziare l’anno con energia», ha dichiarato ai media giapponesi Kiyoshi Kimura, presidente di Kyomura, al termine dell’asta.
Il valore raggiunto supera nettamente il precedente record di 333,6 milioni di yen, stabilito nel 2019, anno simbolico segnato anche dal trasferimento del mercato ittico da Tsukiji alla nuova sede di Toyosu, nella zona orientale della capitale. L’asta si è svolta alle 5:10 del mattino di lunedì 5 gennaio 2025, in un clima particolarmente animato, con la presenza di numerosi operatori del settore e di turisti stranieri.
Secondo gli analisti, le cifre delle aste di Capodanno sono tornate a crescere dopo il forte ridimensionamento degli anni della pandemia. Il ritorno di offerte così elevate, spesso considerate più simboliche che strettamente legate al valore commerciale del pesce, viene interpretato come un segnale di rinnovata fiducia nel comparto della ristorazione e dei consumi. A incidere sono anche le strategie di marketing legate alle tradizioni giapponesi e l’aumento costante del turismo internazionale.
Il tonno rosso, specie iconica ma anche vulnerabile alla sovrapesca, resta al centro di un equilibrio delicato tra valore culturale, interesse economico e sostenibilità delle risorse marine. L’asta di Tokyo, ancora una volta, riflette tutte queste tensioni in un solo numero da record.

