Il tonno alalunga, conosciuto anche come alalunga o tonno bianco, è uno dei tunnidi più diffusi al mondo. Si riconosce a colpo d’occhio per le pinne pettorali straordinariamente lunghe — da cui deriva il nome — che negli esemplari adulti si estendono fino alla seconda pinnula dorsale, superando di gran lunga quelle di qualsiasi altro tonno del Mediterraneo. Pelagico, migratore instancabile e predatore di acque aperte, è anche una delle specie commercialmente più importanti nel bacino mediterraneo e nell’Atlantico.
Classificazione scientifica
Dal punto di vista sistematico il tonno alalunga appartiene al dominio Eukaryota, regno Animalia, phylum Chordata, classe Actinopterygii, ordine Perciformes, famiglia Scombridae, genere Thunnus, specie T. alalunga. Fu descritto per la prima volta da Bonnaterre nel 1788. Non presenta sottospecie riconosciute, sebbene le popolazioni mediterranee e quelle oceaniche mostrino differenze genetiche e comportamentali documentate.
Morfologia: come riconoscere l’alalunga

Il corpo è fusiforme e robusto, tendenzialmente panciuto negli adulti, interamente adattato al nuoto rapido e prolungato. È ricoperto di squame piccole, con un corsaletto di squame più grandi che si estende fino a metà della lunghezza.
Le pinne pettorali sono il tratto distintivo per eccellenza: lunghissime, possono arrivare fino all’altezza della seconda pinnula dorsale, superando il 30% della lunghezza totale. Nessun altro Thunnus del Mediterraneo ha pinne così sviluppate — il che rende l’identificazione immediata anche a occhio profano.
Il peduncolo caudale è molto stretto, fiancheggiato da due robuste carene laterali tipiche del genere. La pinna caudale è semilunare con lobi sottili, che conferiscono la spinta propulsiva necessaria per le lunghe migrazioni.
La colorazione è caratteristica: dorso blu-nero metallico, quasi acciaio; banda iridescente con riflessi verdastri verso la coda a separare il dorso dal ventre; ventre bianco-argenteo. Le pinnule dorsali e una o due di quelle codali mostrano una zona centrale di colore giallo cromo. Il margine posteriore della codale è percorso da una sottile linea bianca, visibile negli esemplari freschi.
Distribuzione geografica e habitat
L’alalunga è una specie cosmopolita delle acque temperate e subtropicali, presente in Atlantico, Pacifico, Indiano e nel Mediterraneo. Preferisce temperature tra 15 e 20°C, evitando sia le acque tropicali più calde (oltre i 24°C) sia le regioni polari.
In Mediterraneo è più abbondante nel basso Tirreno, nel Canale di Sicilia, nelle acque della Calabria ionica e della Sicilia, dove le condizioni trofiche sono ottimali. Si ritrova tuttavia lungo tutte le coste italiane, oltre che in acque greche, turche ed egiziane.

È un pesce strettamente pelagico: abita acque aperte e profonde, scende anche a diverse centinaia di metri e si avvicina alla costa quasi esclusivamente in fase riproduttiva. Vive e caccia in banchi composti da esemplari di taglia simile, che durante le grandi migrazioni stagionali possono essere molto numerosi.
Biologia e comportamento
Alimentazione
L’alalunga è un predatore attivo e opportunista. La sua dieta comprende principalmente pesci pelagici gregari — alici (Engraulis encrasicolus), sardine (Sardina pilchardus), sugarelli, pesci volanti (Exocoetidae) e alacce (Sardinella aurita) — oltre a cefalopodi e, in misura minore, crostacei pelagici.
Come tutti i tunnidi, sfrutta la sua velocità per separare e disorientare i banchi di prede. La caccia è quasi sempre cooperativa: il branco coordina i movimenti per massimizzare l’efficienza predatoria.
Termoregolazione e fisiologia
L’alalunga è dotata di un sistema vascolare di scambio termico controcorrente — la cosiddetta rete mirabile — che le consente di mantenere la temperatura corporea al di sopra di quella dell’acqua circostante. Questo adattamento aumenta l’efficienza muscolare durante il nuoto prolungato e permette di colonizzare acque relativamente fredde restando metabolicamente attivo, esattamente come fanno i grandi esemplari di tonno rosso.
Migrazioni
Il tonno alalunga è uno dei migratori più attivi del Mediterraneo e dell’Atlantico. Le popolazioni atlantiche compiono migrazioni transoceaniche dalle aree di riproduzione tropicali verso le acque temperate europee per l’alimentazione estiva, poi ritornano. Le popolazioni mediterranee effettuano movimenti stagionali nord-sud legati alle temperature, meno estesi ma altrettanto strutturati.
Riproduzione
La riproduzione avviene tra metà luglio e metà settembre, prevalentemente nel basso Tirreno e nelle acque meridionali del Mediterraneo occidentale. Le femmine depongono uova pelagiche; le larve, anch’esse pelagiche, sono morfologicamente simili a quelle delle altre specie del genere Thunnus. La maturità sessuale viene raggiunta intorno ai 5–6 anni di età, quando gli individui misurano circa 80 cm.
Subito dopo la riproduzione, gli animali si trovano in condizioni fisiche più deboli. Il periodo ottimale per il consumo gastronomico è tra settembre e ottobre, quando l’alalunga ha recuperato le riserve lipidiche e le carni sono al massimo della qualità.

Pesca: tecniche, stagionalità e mercato
Tecniche di cattura

Il tonno alalunga è oggetto di una pesca commerciale intensa in tutto il suo areale. I metodi principali nel Mediterraneo sono:
- Reti a circuizione (alalongare): il sistema più diffuso nella pesca professionale, efficace per catturare i banchi in acque aperte.
- Palangaro derivante e di profondità: utilizzato soprattutto nell’Atlantico per raggiungere individui che stazionano in profondità.
- Traina: tecnica preferita nella pesca sportiva e artigianale di qualità. Se sei interessato alla tecnica, leggi la nostra guida su come pescare il tonno alalunga a traina.
La taglia minima legale per la cattura è di 40 cm. Per una panoramica completa sui metodi della pesca professionale, puoi approfondire la nostra sezione sulla pesca del tonno rosso, che condivide molte analogie tecniche.
Stagionalità e mercato
In Mediterraneo la pesca è più produttiva tra luglio e settembre, quando i branchi migrano in acque superficiali. In autunno gli individui sono generalmente più grassi e di qualità superiore.
La carne dell’alalunga è molto apprezzata sui mercati internazionali, in particolare in Giappone, dove è impiegata per sushi e sashimi — anche se il mercato nipponico preferisce il tonno rosso (Thunnus thynnus), la cui pesca è oggi soggetta a controlli sempre più stringenti. Viene commercializzata fresca, congelata, inscatolata e affumicata.
Valori nutrizionali
La carne è bianco-rosata, più chiara di quella del tonno rosso, con una consistenza più morbida e un sapore delicato — caratteristiche che la rendono particolarmente adatta alla conservazione in scatola (è la base di gran parte del “tonno bianco” che si trova nei supermercati). Per ogni 100 g di prodotto edibile:
I pesci ossei del Mediterraneo: Guida illustrata a 150 specie
150 schede illustrate su identificazione, biologia e curiosità. 319 pagine, di Marcello Guadagnino.
Sfoglia alcune schede specie tratte dal libro: identificazione, biologia e curiosità per ogni pesce.
| Nutriente | Quantità |
|---|---|
| Proteine | 21,5 g |
| Grassi totali | 8,1 g |
| di cui Omega-3 (EPA+DHA) | elevato |
| Calorie | ~150 kcal |
| Vitamina D, B12, Selenio, Fosforo | significativi |
L’elevato contenuto di acidi grassi omega-3 è un fattore nutrizionale positivo. Tuttavia questo aspetto va sempre letto in relazione al problema della contaminazione, trattato nella sezione seguente.
Contaminazione da mercurio e inquinanti organici
Questo è uno degli aspetti più importanti — e spesso sottovalutati — che riguarda il consumo di alalunga. Nessuna scheda completa su questa specie può permettersi di ignorarlo.
Bioaccumulo e biomagnificazione
L’alalunga si trova ai vertici della catena alimentare marina. Questo comporta il fenomeno della biomagnificazione: ogni predatore accumula nel proprio tessuto una concentrazione di contaminanti superiore a quella delle proprie prede. Nel caso del metilmercurio — la forma organica del mercurio, la più tossica e biodisponibile — l’effetto è cumulativo e particolarmente marcato nei tessuti muscolari dei grandi predatori.
I dati IFREMER per il Mediterraneo
Le analisi condotte dall’IFREMER su campioni di tonno alalunga pescato nel Mediterraneo mostrano dati inequivocabili:
- Il mercurio totale varia da 0,84 a 1,45 mg/kg (peso umido), con una media di 1,17 mg/kg
- Nel 78,6% dei campioni di alalunga il livello di mercurio supera il limite massimo di 1 mg/kg fissato dal Regolamento CE 1881/2006
- Il mercurio è presente per il 77–100% nella forma metilata (media: 91,3%)
A confronto, nei campioni di tonno rosso mediterraneo degli anni 2000 si rilevavano concentrazioni tra 0,16 e 2,59 mg/kg (media 1,18 mg/kg), con il 61,1% dei campioni oltre soglia.
Rischi per la salute e indicazioni OMS
Secondo le stime dell’OMS, la quantità di metilmercurio ingerita settimanalmente da un consumatore medio che consuma regolarmente alalunga supera la soglia settimanale tollerabile provvisoria (PTWI). Il metilmercurio è neurotossico, con effetti documentati sul sistema nervoso particolarmente gravi in fase di sviluppo fetale e neonatale.
Le autorità sanitarie europee raccomandano alle donne in gravidanza, alle donne che allattano e ai bambini piccoli di limitare o evitare il consumo di tonno alalunga e tonno rosso.
Altri contaminanti liposolubili
I tessuti più grassi dell’alalunga — in particolare la carne a diretto contatto con la colonna vertebrale, pregiata dalla cucina giapponese — possono contenere concentrazioni significative di PCB, diossine, furani e IPA (idrocarburi policiclici aromatici). La presenza di questi composti è documentata in letteratura scientifica e rappresenta un ulteriore elemento di attenzione per i consumatori abituali.
Alalunga vs tonno rosso: le differenze principali
Una delle domande più frequenti riguarda proprio il confronto tra alalunga e tonno rosso. Le differenze sono sostanziali:
| Caratteristica | Tonno alalunga | Tonno rosso |
|---|---|---|
| Pinne pettorali | Lunghissime, fino alla 2ª pinnula | Corte, meno del 30% del corpo |
| Dimensioni | Max 130 cm / 40 kg | Max 300+ cm / 600+ kg |
| Colore della carne | Bianco-rosato | Rosso scuro |
| Habitat | Acque temperate, pelagico | Acque temperate e calde |
| Valore commerciale | Alto | Molto alto |
| Pregio sushi/sashimi | Buono | Eccellente (otoro, chutoro) |
Per un’analisi approfondita su quale delle due specie sia più pregiata dal punto di vista gastronomico ed economico, leggi il nostro articolo: è più pregiato il tonno rosso o il pinna gialla?
Stato di conservazione e gestione della pesca

Il tonno alalunga è classificato come Near Threatened (NT) nella Lista Rossa IUCN, con popolazioni in tendenza al declino in diversi areali. La pressione è più intensa sulle popolazioni mediterranee rispetto a quelle atlantiche.
La gestione degli stock è affidata principalmente all’ICCAT (Commissione Internazionale per la Conservazione dei Tonni dell’Atlantico), che stabilisce quote di cattura annuali e taglie minime legali per i paesi membri. Proprio su questo fronte ci sono notizie importanti: l’ICCAT ha recentemente approvato nuovi TAC per il periodo 2026–2028 con quote aggiuntive per il tonno rosso, in un contesto in cui anche gli stock di tonno rosso stanno mostrando segnali di ripresa.
La specie non è inclusa negli Appendici CITES e dunque non gode di protezione al commercio internazionale.
Il tonno alalunga in cucina
La carne bianco-rosata dell’alalunga, delicata e dalla consistenza morbida, si presta a numerose preparazioni:
- Fresca: in tranci al forno, alla griglia, a carpaccio, marinata al limone
- Conservata: sott’olio (base della maggior parte dei tonni in scatola di qualità), affumicata, sotto sale
- Tradizione siciliana: ruote di alalunga al forno con cipolla di Tropea, capperi, olive nere, pomodorini, vino bianco — un classico irrinunciabile
Se sei interessato al prezzo di acquisto dei grandi tunnidi, abbiamo analizzato in dettaglio il prezzo del tonno rosso al kg .
Il periodo migliore per acquistare e consumare l’alalunga fresca è tra settembre e ottobre, quando gli esemplari hanno ricostituito le riserve energetiche dopo la riproduzione estiva e offrono le carni più saporite e ricche.
Fonti scientifiche
- Froese, R. & Pauly, D. (eds.) — FishBase — Thunnus alalunga
- IFREMER — analisi sulla contaminazione da mercurio nei tunnidi del Mediterraneo
- IUCN Red List — Thunnus alalunga, assessment 2011
- Regolamento CE n. 1881/2006 — limiti massimi di contaminanti nei prodotti alimentari
- ICCAT — rapporti sullo stato degli stock nel Mediterraneo e nell’Atlantico
- Collette, B.B. & Nauen, C.E. (1983) — FAO Species Catalogue Vol. 2: Scombrids of the World
Domande frequenti
Che differenza c'è con il tonno rosso?
L'alalunga ha pinne pettorali molto lunghe ed è più piccola.
È il tonno bianco in scatola?
Sì, l'alalunga è venduta come «tonno bianco».
Come si pesca?
Con palangari derivanti e reti di superficie.


