Vertical jigging : la tecnica di pesca per ricciole e dentici.

Il Giornale dei MARINAI Pesca sportivaVertical jigging : la tecnica di pesca per ricciole e dentici.
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Il vertical jigging è una tecnica di pesca moderna nata casualmente in Giappone.

La pesca a jigging permette di catturare specie come il dentice e la ricciola con l’ausilio di artificiali metallici detti appunto Jig.

Il vertical jigging si praticata dalla barca su fondali spesso importanti dai 40 agli 80 metri.

I Jig sono artificiali pesanti che una volta calati sul fondo vengono animati con veloci risalite effettuate grazie alla pompata della canna e del successivo recupero del filo con il mulinello. Una volta sollevato il jig dal fondo si riapre l’archetto ed il jig filerà ancora verso il fondo con un movimento detto a foglia morta che stimola l’istinto predatorio dei pesci.

Le prede del vertical jigging

La pesca a vertical è praticata in Mediterraneo per la pesca delle ricciole e dei dentici ma alcune varianti permettono delle catture meno pregiate e di taglia inferiore.

Si tratta dei kabura e degli inchiku, degli artificiali metallici piu’ leggeri e muniti di una gonnellina siliconica o di un octopus che permettono la cattura di scorfani, gallinelle, pagelli e pagri.

La scelta del fondale

Il fondale è importantissimo per la pesca a vertical jigging. Bisogna infatti pescare su fondali rocciosi dove i predatori cacciano le loro prede. Oggi esistono differenti jig di taglie e misure differenti. Per la pesca dei dentici e delle ricciole si prediligono dei jig di grandi dimensioni

Il vertical è una pesca che da delle  grandi sensazioni soprattutto perché praticata canna in mano che permette si sentire gli attacchi del pesce all’esca e di ferrare istintivamente.

Possiamo suddividere la pesca a jigging in 2 grandi categorie. La pesca pesante e la pesca leggera.

Jigging pesante e leggero

Il jigging pesante è la tecnica per catturare dentici, ricciole, cernie e anche i tonni. Nei mari tropicali tale tecnica è utilizzata per la cattura dei carangidi e dei tonni a denti di cane.

La pesca a jigging leggero invece si indirizza alla cattura pesci pelagici come la lampuga, i tonnetti alletterati o ancora le palamite.

La pesca jigging pesante

Tale tecnica richiede degli artificiali con un peso da 100 a 300 grammi per pescare su fondali che possono anche superare i 100 metri.

Canne corte e mulinelli potenti

La canna da jigging è una canna corta e potente con una buona sensibilità in punta che permetta di sentire i movimenti dell’artificiale in acqua quando si trova a contatto con il fondale. Il mulinello da jigging deve essere rapido e potente. In generale si predilige dei mulinelli da spinning in taglia 8000/10000. Oggi esistono in commercio dei mulinelli da jigging a tamburo rotante che permettono delle animazioni più precise quando l’artificiale si trova sul fondo.

Treccia o nylon ?

Per la pesca a jigging il consiglio è di utilizzare il trecciato. Per il jigging pesante andrà bene un 50 lbs con una decina di metri di fluorocarbon a fare da raccordo tra il trecciato e l’artificiale.

L’azione di pesca

La conoscenza dei fondali è importantissima per una riuscita della vostra battuta di pesca. Qui gioca un ruolo fondamentale l’ecoscandaglio. Infatti sarà pressoché inutile animare per ore un jig su fondali vuoti dove non c’è pesce. Rischiate di affaticarvi per ore senza alcun risultato.

Una volta scelto il fondale cominciate con aprire l’arco del mulinello e far scendere il jig sul fondale. Una volta che il jig tocca il fondo cominciate a dare delle jerkate (dei colpi sulla canna per far risalire di qualche metro il jig) e recuperate il filo con il mulinello. Rimontate il jig per una ventina di metri e lasciatelo ricadere sul fondale. Attenzione perché contrariamente a quello che si possa pensare molti attacchi avvengono quando il jig scende e non quando sale per cui massima attenzione al mulinello in discesa. Pronti a frenare il trecciato ed a ferrare la preda.

La scelta del colore dei jig

Preferite colori come il rosa ed il blu. Naturalmente ognuno ha il suo colore preferito ma il mio consiglio è di non divagare troppo sui colori e scegliere tra i piu’ catturanti.

La pesca a jigging leggero

Questa tecnica di pesca invece viene praticata spesso sottocosta con dei piccoli jig detti casting jig, che vengono lanciati e recuperati in orizzontale. Questa pesca permette la cattura di pesci pelagici azzurri come tonnetti alletterati, lampughe, palamite e altri pelagici.

Kabura ed inchiku invece vengono utilizzati su fondali meno importanti per la cattura dei pagri, dei dentici, dei pagelli, di scorfani e gallinelle ed altre prede di fondo.

Il mulinello da jigging invece deve essere scelto con attenzione. Frizione, velocità di recupero e potenza devono essere calibrati alle nostre prede. Mulinelli poco potenti potrebbero “fumare” rapidamente dopo un combattimento con una bella ricciola o un grosso dentice. Il jigging è questo: prendere o lasciare !

https://www.youtube.com/watch?v=_MPHPgJmH9g

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Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

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