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Come pescare il polpo in apnea: tecnica e periodo giusto | Il Giornale dei Marinai
Tecnica di pesca in apnea

Come pescare il polpo in apnea

Riconoscere la tana, scegliere il momento giusto ed estrarlo senza romperlo: la tecnica più antica della pesca subacquea, spiegata passo per passo.

Il polpo (Octopus vulgaris) è probabilmente la preda più amata da chi pratica la pesca in apnea — non per la difficoltà nell’avvistarlo, ma per l’abilità richiesta nel riconoscere la sua tana e nell’estrarlo senza spezzarlo. A differenza della maggior parte delle prede della pesca subacquea, il polpo raramente si cattura col fucile: si cattura a mano, o con un semplice uncino, dopo averlo individuato nel suo rifugio.

Questa guida spiega la tecnica dall’inizio alla fine. Per l’attrezzatura generale e le altre tecniche di pesca in apnea, la guida completa alla pesca subacquea resta il punto di riferimento.

Riconoscere la tana del polpo

Il polpo si trova cercando i segnali che lascia, non il polpo stesso.

Il polpo è un animale territoriale e sedentario: occupa una tana — un anfratto tra le rocce, un buco nella sabbia vicino a un masso, a volte anche una tanica o un copertone abbandonato — e la mantiene ordinata come una vera casa. Il segreto per trovarlo non è cercare l’animale, ma cercare i segni della sua presenza.

Il segnale più affidabile è il castello: un cumulo di gusci vuoti di molluschi (cozze, patelle, cardi, piccoli gasteropodi) e a volte piccoli sassi, ammucchiati proprio davanti all’ingresso della tana. Sono i resti dei pasti del polpo, che li spinge fuori dal rifugio con i tentacoli.

Resti di conchiglie all'ingresso di una tana di polpo

Le zone più produttive sono i fondali misti — roccia alternata a sabbia o posidonia — tra 1 e 8 metri di profondità, dove il polpo trova sia riparo che prede facili. Le tane vicino a moli, scogliere artificiali e frangiflutti sono spesso le più abbondanti, perché offrono rifugi già pronti.

Quando pescare il polpo

Non esiste un unico periodo, ma alcune stagioni rendono tutto più facile.

Polpo su fondale roccioso visto dal pescatore in apnea

Il polpo si può incontrare tutto l’anno, ma la sua abbondanza e la sua attività variano con la temperatura dell’acqua. Nei mesi più caldi (tarda primavera ed estate) i polpi sono generalmente più numerosi e più attivi vicino alla costa, complice anche la riproduzione — un periodo in cui, come racconta la scheda sulla riproduzione del polpo, la femmina in cova è l’unico esemplare che tende ad attaccare invece di fuggire. In autunno-inverno i polpi tendono a spostarsi verso acque leggermente più profonde, ma restano catturabili con la stessa tecnica.

Le ore migliori sono spesso quelle centrali della giornata, con buona luce e acqua limpida: il castello di gusci si individua molto più facilmente quando la luce arriva bene sul fondale. Per conoscere meglio la biologia e il comportamento della specie, la scheda completa su Octopus vulgaris approfondisce intelligenza, alimentazione e ciclo vitale.

L’attrezzatura per la pesca al polpo

Molto più semplice di quella per la pesca a fucile.

Attrezzatura per la pesca al polpo vicino alla tana
  • Uncino da polpi (o rampino) — piccolo gancio metallico usato per stanare l’animale con delicatezza quando non è raggiungibile a mano
  • Fiocina a mano o canna per cefalopodi — attrezzi individuali ammessi per legge, alternativi alla cattura manuale
  • Maschera e pinne corte — la manovrabilità in spazi ristretti tra le rocce conta più della velocità di pinneggiata
  • Guanti sottili — proteggono da tagli su rocce e cirripedi durante l’estrazione a mano
  • Retino o sacca porta-pesce — il polpo appena catturato tende a scappare: va contenuto subito

Non serve il fucile subacqueo per questa tecnica: chi lo utilizza rischia di danneggiare l’animale inutilmente, oltre a complicare l’estrazione dalla tana. Per la scelta del fucile da usare nelle altre tecniche di pesca in apnea, la guida arbalete o pneumatico resta comunque utile per chi pratica anche altre forme di pesca subacquea.

Come estrarre il polpo dalla tana

Il momento più delicato di tutta la tecnica.

Pescatore in apnea che estrae un polpo dalla tana

Avvicinati con calma

Il polpo percepisce le vibrazioni nell’acqua. Un’apnea rapida e rumorosa vicino alla tana lo fa ritirare in profondità, rendendo l’estrazione molto più difficile.

Verifica che sia raggiungibile

Se il polpo è visibile e a portata di mano, si può tentare la presa diretta, afferrando il mantello (la parte “a sacco”, non i tentacoli) con decisione.

Usa l’uncino solo se necessario

Se il polpo è infilato in profondità nella tana, l’uncino serve a stimolarlo delicatamente a uscire — mai a forzarlo o strapparlo, per non ferirlo inutilmente o romperlo lasciando parti nella tana.

Capovolgilo per neutralizzarlo

Una volta afferrato, capovolgere il mantello del polpo (tecnica dell'”inversione”) lo immobilizza rapidamente ed è il metodo più rispettoso per la sua uccisione immediata, evitando sofferenza prolungata.

Attenzione al morso Il polpo ha un becco corneo alla base dei tentacoli, capace di un morso doloroso anche se raramente pericoloso nelle specie mediterranee. Va sempre afferrato per il mantello, mai lasciando le dita vicino al centro dei tentacoli. Occhio anche a non confondere il polpo comune con specie simili come il moscardino: la guida alle differenze tra polpo e moscardino aiuta a riconoscerli a colpo d’occhio.

Normativa sulla pesca del polpo

Nessuna taglia minima nazionale, ma attenzione alle regole locali.

📏 Taglia minima
In Italia non esiste una taglia minima nazionale per il polpo (quella di 500 g spesso citata riguarda solo la zona FAO 34, non applicabile nel Mediterraneo).
⚖️ Limite di cattura
Il pescatore sportivo subacqueo può catturare fino a 5 kg complessivi al giorno tra pesci e molluschi cefalopodi, salvo singolo esemplare più pesante.
📅 Fermi stagionali
Alcune regioni (es. Sicilia, in parte Puglia e Campania) applicano fermi biologici stagionali, spesso legati al fermo strascico estivo: vanno sempre verificati localmente.
🚫 Aree marine protette
Nelle AMP e nei parchi nazionali marini la pesca sportiva del polpo può essere vietata in modo permanente o stagionale: da verificare caso per caso prima dell’uscita.

Per il quadro normativo completo della pesca subacquea in apnea — età minima, distanze di sicurezza, obblighi di segnalazione — resta valido il regolamento generale della pesca subacquea.

Domande frequenti

Serve il fucile per pescare il polpo?+

No. Il polpo si cattura quasi sempre a mano o con un uncino, dopo averlo individuato nella tana. Il fucile è l’attrezzo tipico per la caccia ad altre specie ittiche, non per il polpo.

Come si riconosce una tana occupata?+

Il segnale più affidabile è il “castello” di gusci vuoti accumulati all’ingresso — i resti dei pasti del polpo. Un buco pulito e privo di sedimento è un altro indizio di occupazione recente.

C’è una taglia minima per il polpo?+

In Italia non esiste una taglia minima nazionale per il polpo. Esistono però limiti di cattura giornalieri (5 kg complessivi tra pesci e cefalopodi) e possibili restrizioni regionali o locali da verificare prima di ogni uscita.

Il polpo morde?+

Sì, ha un becco corneo alla base dei tentacoli. Il morso è doloroso ma nelle specie mediterranee raramente pericoloso. Va sempre afferrato per il mantello, non vicino al centro dei tentacoli.

È una tecnica adatta a chi inizia la pesca in apnea?+

Sì, è tra le tecniche più accessibili per un principiante: si pratica in acque basse, non richiede il fucile e sviluppa capacità di osservazione utili anche per le altre tecniche di pesca subacquea.

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino — Biologo marino

Fondatore e direttore scientifico de Il Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. ilgiornaledeimarinai.it

Fonti

  • D.P.R. 2 ottobre 1968, n. 1639 — attrezzi e modalità della pesca sportiva subacquea
  • FIPIA — Federazione Italiana Pesca In Apnea, tabella misure minime per le catture
  • Ordinanze regionali e di compartimento marittimo sui fermi biologici del polpo (variabili per zona)