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Urticante
Medusa luminosa
Pelagia noctiluca
È la “medusa viola” del Mediterraneo e la specie che causa il maggior numero di irritazioni. Ombrella rosa-viola fino a 10 cm, otto tentacoli estensibili fino a 1 metro. Peculiarità unica: sviluppo diretto senza stadio polipoide — si riproduce interamente in mare aperto. Bioluminescente al buio. Il veleno è termolabile: il calore è il primo alleato nel trattamento.
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Poco urticante
Polmone di mare
Rhizostoma pulmo
La medusa più grande del Mediterraneo: fino a 50 cm di diametro, 9 kg di peso. Ombrella biancastra con caratteristico bordo blu a 80 lobi. Generalmente innocua, ma produce la rizolisina, proteina emolitica che causa dermatiti su pelli sensibili. Ospita in simbiosi avannotti di Trachurus, Boops e Seriola. Attenzione ai frammenti intrappolati nel costume.
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Poco urticante
Medusa quadrifoglio
Aurelia aurita
Riconoscibile per la trasparenza vitrea e i quattro anelli gonadici viola visibili attraverso l’ombrella (fino a 20 cm). La specie più comune negli acquari, ma non del tutto innocua: su pelli sensibili può causare arrossamenti e prurito. Bloom storici nel Golfo di Trieste (1962, 1989).
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Innocua
Medusa uovo fritto
Cotylorhiza tuberculata
Specie endemica del Mediterraneo, inconfondibile per la forma a “uovo fritto al tegamino”. L’ombrella bruna (colorita da zooxantelle simbiotiche) ha protuberanza centrale gialla e braccia orali con dischetti blu-violacei. Frequente in Adriatico, vive in superficie in compagnia di giovani Trachurus. Possiede una lieve capacità urticante ma è considerata sostanzialmente innocua.
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Urticante
Medusa compasso
Chrysaora hysoscella
Ombrella appiattita fino a 30 cm con 16 bande scure radiali — da qui il nome “compasso”. Possiede 24 tentacoli molto lunghi disposti in gruppi di tre. Comune in primavera. Puntura dolorosa con eritemi persistenti. In passato classificata separatamente come Chrysaora mediterranea per distinguerla dalle popolazioni atlantiche.
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Pericolosa
Caravella portoghese
Physalia physalis
Non è una medusa: è un sifonoforo — una colonia di polipi specializzati che funzionano come un unico organismo. Riconoscibile per la sacca galleggiante (pneumatoforo) azzurro-violacea. I tentacoli raggiungono i 30 metri e contengono veleno potente: svenimenti, tachicardia, difficoltà respiratorie. La specie più pericolosa nelle acque italiane.
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Urticante
Cubomedusa
Carybdea marsupialis
L’unica cubomedusa del Mediterraneo. Ombrella cubica di 4–5 cm con quattro tentacoli trasparenti. Meno letale della “vespa di mare” australiana (Chironex fleckeri), ma le tossine si inoculano con rapidità estrema. In caso di contatto: rimozione immediata dei residui con carta di credito (mai strofinare), senza acqua dolce.
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Poco urticante
Medusa capovolta
Cassiopea andromeda
Specie lessepsiana (ingresso tramite Canale di Suez). Vive adagiata a testa in giù sui fondali sabbiosi di baie e lagune per esporre le zooxantelle simbiotiche alla luce. Contatto raramente problematico per l’uomo, salvo pelle molto sensibile.
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Non urticante
Barchetta di San Pietro
Velella velella
Non è una medusa solitaria ma una colonia galleggiante di idrozoi (pleuston). Disco blu di 7–8 cm con vela cornea che la fa navigare col vento. Si trovà spesso spiaggiata in masse azzurre insieme al gasteropode Janthina pallida (suo predatore) e al cirripede Lepas anatifera. Indicatore di correnti superficiali. Nessun rischio per i bagnanti.
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Poco urticante
Medusa a pois
Phyllorhiza punctata
Specie alloctona originaria dell’Australia, primo avvistamento in Sardegna nel 2009. Identificabile per le macchie bianche regolari sull’ombrella bruna. La sua puntura è debole e di solito provoca solo lievi irritazioni. Monitorata come specie invasiva nel bacino occidentale.
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Molto urticante
Medusa gigante
Drymonema dalmatinum
Descritta da Ernst Haeckel nel 1880, considerata scomparsa per decenni. Può superare 1 metro di diametro. Tossicità elevata. Si nutre prevalentemente di altre meduse, in particolare Aurelia aurita. I recenti avvistamenti in Adriatico hanno riacceso l’interesse scientifico: non è ancora chiaro se si tratti di ricolonizzazione o di avvistamenti episodici.
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Urticante
Medusa fosforica
Olindias phosphorica
Piccola idromedusa emisferica (6 cm) con bioluminescenza blu-verde notturna. Quattro canali radiali rosso-viola con gonadi bianche festonate. Possiede il velum tipico delle idromeduse. Nonostante le dimensioni ridotte, la sua puntura è decisa e non va sottovalutata. Comune sulle coste rocciose del Mediterraneo occidentale.
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