Cefalopodi del Mediterraneo

Ocythoe tuberculata, il polpo del Mediterraneo con la vescica natatoria (e i maschi che vivono dentro le salpe)

Quando pensiamo a un polpo immaginiamo un animale che striscia tra gli scogli. Ocythoe tuberculata è l’opposto: vive in mare aperto, nuota vicino alla superficie e ha una caratteristica che nessun altro cefalopode possiede, una vera vescica gassosa simile alla vescica natatoria dei pesci. Le femmine possono superare il metro, i maschi restano dieci volte più piccoli e spesso vivono dentro le salpe. Ed è un polpo descritto per la prima volta proprio nel Mediterraneo.

In questo articolo · 8 sezioni
  1. Un polpo “siciliano” con una famiglia tutta sua
  2. Femmine giganti, maschi nani
  3. I maschi che abitano nelle salpe
  4. L’unico cefalopode con una vescica natatoria
  5. Un milione di uova tenute dentro il corpo
  6. Domande frequenti
  7. Per approfondire
  8. Fonti
ocythoe tuberculata

Un polpo “siciliano” con una famiglia tutta sua

La specie fu descritta nel 1814 dal naturalista Constantine Rafinesque a partire da un esemplare catturato nel Mediterraneo, negli anni in cui Rafinesque viveva in Sicilia. È così particolare che i zoologi l’hanno messa in una famiglia a parte, gli Ocythoidae, di cui è l’unica specie. I suoi parenti più stretti sono gli altri polpi pelagici del gruppo degli argonauti: l’argonauta e il polpo coperta (Tremoctopus), di cui abbiamo parlato nell’articolo sul dimorfismo sessuale.

Vive in tutti i mari caldi e temperati, ma soprattutto nell’emisfero nord: Mediterraneo, Atlantico e Pacifico settentrionale. Sta nella fascia più superficiale del mare aperto, dalla superficie fino a circa 200 metri. È raro vederlo e ancora più raro studiarlo vivo: molto di quello che sappiamo viene da esemplari finiti nelle reti o negli stomaci dei predatori, come i tonni alalunga.

Femmine giganti, maschi nani

In Ocythoe la differenza tra i sessi è estrema. Le femmine hanno un mantello fino a circa 30 cm e, con le braccia, superano il metro di lunghezza. I maschi hanno un mantello di appena 3 cm e misurano in tutto una decina di centimetri. Anche l’aspetto è diverso: solo le femmine hanno sulla parte inferiore del mantello una rete di tubercoli uniti da creste di pelle, quella che dà il nome alla specie (tuberculata). Da vive sono blu intenso sul dorso e rosa-violetto sul ventre, con riflessi argentati.

Come negli altri polpi, il maschio usa un braccio modificato per trasferire lo sperma, l’ectocotile. In Ocythoe è il terzo braccio destro: si sviluppa chiuso dentro una sacca e, al momento dell’accoppiamento, si stacca dal corpo del maschio e resta a lungo nel mantello della femmina. Proprio come succede nell’argonauta, gli zoologi dell’Ottocento che trovavano questi bracci staccati all’interno delle femmine li scambiarono all’inizio per vermi parassiti.

I maschi che abitano nelle salpe

Il dettaglio più curioso riguarda dove vivono i piccoli maschi. Sono stati trovati più volte, insieme a giovani femmine, dentro il corpo trasparente delle salpe, i tunicati gelatinosi che galleggiano in mare aperto. Lo aveva già osservato a Napoli, alla fine dell’Ottocento, lo zoologo Giuseppe Jatta, nella sua monografia sui cefalopodi del Golfo. Più tardi due ricercatori giapponesi hanno descritto un esemplare che si era fatto il “nido” dentro una salpa gigante, Tethys vagina, e in California un maschio è stato visto entrare e uscire dalla sua salpa.

tethys vagina salpa

Ocythoe tuberculata all’interno della salpa Tethys vagina. Questa associazione, osservata in esemplari giovanili, potrebbe offrire al piccolo cefalopode un rifugio protettivo nell’ambiente pelagico. Ricostruzione illustrativa basata sulle osservazioni naturalistiche delle due specie.

Perché lo facciano non è ancora chiaro. L’ipotesi più semplice è che la salpa sia un rifugio: in mare aperto non ci sono scogli né tane, e un polpo di pochi centimetri è una preda facile. È lo stesso trucco usato da altri piccoli animali pelagici, come l’anfipode Phronima, il “mostro nel barile”, che svuota le salpe e ci vive dentro.

L’unico cefalopode con una vescica natatoria

Ogni animale che vive in mare aperto deve risolvere un problema: non affondare senza sprecare energia. I pesci ossei hanno la vescica natatoria, un sacco pieno di gas. Le seppie usano l’osso di seppia, una conchiglia interna piena di camere di gas. Molti calamari di profondità riempiono i tessuti di ammonio, più leggero dell’acqua. L’argonauta ingoia una bolla d’aria in superficie e la intrappola nella sua conchiglia.

La femmina di Ocythoe ha scelto la soluzione dei pesci. Nella parte dorsale del mantello ha una vera vescica gassosa, un organo che non esiste in nessun altro cefalopode conosciuto. Lo hanno descritto nel 1994 Andrew Packard e l’italiano Maurizio Würtz in uno studio pubblicato dalla Royal Society, dal titolo eloquente: “Un polpo, Ocythoe, con una vescica natatoria e getti tripli”. I maschi nani, invece, la vescica non ce l’hanno: forse perché, così piccoli, possono contare sulla “casa galleggiante” della salpa.

Da dove venga il gas e come venga regolato è ancora oggetto di ricerca. È un bell’esempio di evoluzione convergente: animali lontanissimi tra loro, un pesce e un polpo, che arrivano in modo indipendente alla stessa soluzione per lo stesso problema.

Un milione di uova tenute dentro il corpo

Quasi tutti i polpi depongono le uova e le sorvegliano in una tana. Ocythoe non ha tane, e allora le tiene dentro il corpo: la femmina incuba le uova all’interno degli ovidotti fino alla schiusa. È uno dei pochissimi cefalopodi considerati ovovivipari, cioè che “partoriscono” piccoli già nati.

E le uova sono tantissime. Le uova, lunghe meno di 2 millimetri, si contano normalmente a centinaia di migliaia: una femmina australiana ne conteneva oltre 100.000. Una femmina catturata nel maggio 2003 e studiata da ricercatori turchi ne aveva circa un milione, il numero più alto mai registrato in un polpo.

Domande frequenti

Ocythoe tuberculata vive nel Mediterraneo?

Sì. Anzi, la specie è stata descritta proprio da un esemplare mediterraneo. È però un animale di mare aperto e viene catturato solo occasionalmente, di solito con reti pelagiche o palangari.

È pericoloso?

No. Come tutti i polpi può mordere se maneggiato, ma non è considerato pericoloso per l’uomo e vive lontano dalla costa.

Perché i maschi sono così piccoli?

Il nanismo dei maschi si ritrova in tutti i polpi pelagici del gruppo degli argonauti. In mare aperto gli incontri sono rari: per una femmina conviene diventare grande e produrre moltissime uova, per un maschio conviene maturare in fretta, con un corpo piccolo, e accoppiarsi appena possibile.

Per approfondire

Fonti

  • Packard A., Würtz M. (1994), An octopus, Ocythoe, with a swimbladder and triple jets, Philosophical Transactions of the Royal Society B 344: 261–275.
  • Roper C.F.E., Sweeney M.J. (1976), The pelagic octopod Ocythoe tuberculata Rafinesque, 1814, Bulletin of the American Malacological Union 1975: 21–28.
  • Okutani T., Osuga K. (1986), A peculiar nesting behavior of Ocythoe tuberculata in the test of a gigantic salp, Tethys vagina, Venus 45: 67–69.
  • Salman A., Akalin M. (2012), A rare pelagic cephalopod Ocythoe tuberculata: the record fecundity for Octopoda and new data on morphometry, Turkish Journal of Fisheries and Aquatic Sciences 12(2): 339–344.
  • Jatta G. (1896), I cefalopodi viventi nel Golfo di Napoli, Fauna und Flora des Golfes von Neapel 23.
  • Mangold K., Vecchione M., Young R.E., Ocythoidae, Tree of Life Web Project.
Marcello Guadagnino
A cura di
Marcello Guadagnino
Direttore e resp. scientifico del Giornale dei Marinai
Biologo marinoResponsabile Scientifico Oceanis

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *