Phronima sedentaria, il «mostro nel barile» che vive nel Mediterraneo
È lunga pochi centimetri, quasi trasparente, e ha l’aspetto di una creatura da film dell’orrore. La femmina di Phronima sedentaria uccide una salpa, la svuota e ne usa il guscio gelatinoso come un barile, che spinge in mare aperto con dentro i suoi piccoli. E vive anche nel Mediterraneo.
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Che animale è
Phronima sedentaria è un anfipode iperide, un piccolo crostaceo parente lontano delle pulci di mare che saltano sulla sabbia. È la specie più grande e più abbondante della sua famiglia: le femmine arrivano a circa 4 centimetri, i maschi si fermano intorno a 1,5. Vive nelle acque temperate, subtropicali e tropicali di tutti gli oceani, Mediterraneo compreso, ma non sulla costa: il suo mondo è il mare aperto, la colonna d’acqua lontana dal fondo.
Di giorno resta in profondità, fra 300 e 600 metri circa, spesso in acque povere di ossigeno dove rallenta il metabolismo. Di notte risale verso la superficie per nutrirsi, compiendo ogni giorno una migrazione verticale di diverse centinaia di metri.
Il barile: casa, culla e mezzo di trasporto
La parte più incredibile della sua vita riguarda le femmine. Una Phronima attacca un organismo gelatinoso del plancton, di solito una salpa, un pirosoma o un doliolo. Con bocca e chele ne mangia i tessuti interni e lascia solo l’involucro trasparente, che diventa un barilotto aperto alle due estremità.
La femmina ci entra, vi depone le uova (fino a 600 per volta) e da quel momento lo spinge nell’acqua con le zampe addominali. Il movimento fa circolare acqua fresca e cibo per i piccoli, che dopo la schiusa si dispongono ad anello lungo la parete interna del barile. Crescono così, trasportati dalla madre, finché non sono abbastanza grandi per andarsene.
Tecnicamente Phronima non è un parassita in senso stretto, perché l’ospite non sopravvive: è più corretto parlare di parassitoide o di predatore che riutilizza la preda.
Chi segue GDM conosce già alcuni dei suoi «fornitori di barili»: il Pyrosoma e la salpa maggiore.

Quattro occhi per il mare aperto
La testa di Phronima è dominata dagli occhi. Ha due serie di occhi composti: una coppia mediana, enorme, che occupa quasi tutta la parte superiore della testa e guarda verso l’alto, e una coppia laterale che guarda di lato.
Gli occhi rivolti verso l’alto hanno una grande superficie che raccoglie la luce e una retina minuscola. Il risultato è una visione molto acuta in un campo stretto, perfetta per riconoscere le sagome delle prede che si stagliano contro la debole luce che arriva dall’alto. Sono anche particolarmente sensibili alla luce blu-verde, il colore dei lampi di bioluminescenza di prede e predatori.
Chi la mangia
Nonostante il riparo, Phronima è una preda importante del mare aperto. Fra i suoi predatori ci sono il sauro feroce, alcuni calamari pelagici, l’alalunga e altri tonni. È un piccolo anello, ma reale, della rete trofica che collega il plancton gelatinoso ai grandi predatori.
E la leggenda di Alien?
Da anni si racconta che Phronima abbia ispirato le creature di Alien. È una storia molto citata, ma non ci sono conferme documentate dagli autori del film: va presa come una leggenda affascinante, non come un fatto. Del resto, per sembrare un mostro Phronima non ha bisogno di Hollywood.
Se vi piacciono le creature strane del mare aperto, su GDM trovate anche i pesci abissali.
Fonti
- Wikipedia (en), voci Phronima e Phronima sedentaria
- Smithsonian Ocean, «Phronima female and young»
- Science Friday, «Monster in a barrel, and other haunting ocean drifters»






