Il Giornale dei MARINAI La pesca professionale,Pesca e alimentazione Bianchetto: Tradizione o DISTRUZIONE delle larve di sardina?

Bianchetto: Tradizione o DISTRUZIONE delle larve di sardina?


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Col nome di neonata o nunnata i pescatori siciliani indicano le larve di sardina (bianchetto). In Sicilia si distinguono volgarmente cinque tipi di neonata : quella di sarda, quella di alici, quella di alaccia, la nunnata di luvaru e il cicirieddu.

In grandi quantità si pescano le larve di sarda, quella di alici, e quella di pagello : la prima e la terza in inverno, la seconda in estate.

La pesca del bianchetto praticata da diversi secoli lungo le coste dell’Italia intera ha un influenza importante sugli stock ittici come la sardina (Sardina pilchardus). Gli organismi vengono prelevati dal mare ancora non sviluppati e non avranno la possibilità quindi di riprodursi. Purtroppo, da molti anni a questa parte si registra un impoverimento sensibile e costante dei principali stock di alcune specie ittiche, poiché l’attività di pesca è molto intensa e i pesci catturati troppo piccoli. I pescherecci, sempre più efficaci grazie ai progressi tecnologici, sfruttano al limite le risorse del mare.

La quantità di pesci adulti e di grossa taglia è rapidamente diminuita e la pesca si è concentrata progressivamente sugli individui più piccoli, riducendo il numero delle femmine che raggiungono l’età riproduttiva e minacciando in tal modo la sopravvivenza delle popolazioni. Alla luce di questi fatti, i rischi più gravi appaiono tanto il possibile impatto che la pesca del “novellame” può avere sulla consistenza numerica delle popolazioni ittiche, quanto il fatto che il bianchetto, come tutti i piccoli pelagici, ha abitudini gregarie, formando banchi di notevoli dimensioni mono o plurispecifici.

Nei periodi invernali si osserva un brulicare di imbarcazioni che navigano nel sottocosta alla ricerca dell’ “oro bianco del mare”, questo fa si che nelle marinerie arrivino compratori spesso inconsapevoli dell’illegalità.

Bianchetto: come si cattura

Per la cattura del novellame si utilizza una rete a circuizione, denominata sciabica, formata da due lunghi lati ed un piccolo sacco a maglie molto fitte (1-2 mm). Oggi la pesca del bianchetto è regolata con l’istituzione del “fermo biologico” che decreta le date di inizio e di fine dell’attività di cattura al novellame.

L’industria della pesca in Sicilia è un’attività di grande importanza sia per il numero di personale impiegato che per l’importanza economica che la caratterizza. Ne consegue che la cattura di novellame, rientrando tra le attività di pesca svolte, sia per molte marinerie siciliane estremamente remunerativa. Non va dimenticato, però, che l’eccessivo impoverimento delle popolazioni può precludere in talune specie la possibilità di recupero anche quando sia cessata o in qualche modo limitata la cattura.

L’oro bianco del mare

Infine, una spiacevole considerazione sul consumo di novellame deriva dal fatto che negli ultimi anni, a causa dell’elevata domanda, stock non provenienti dal Mediterraneo stanno invadendo sempre più spesso il mercato italiano, spacciando col nome di “bianchetto” specie di dubbia provenienza e traendo in inganno i consumatori, convinti di acquistare un prodotto nostrano, senza che sia garantito un adeguato controllo igienico-sanitario da parte degli operatori del settore. È auspicabile, dunque, la necessità di trovare sistemi atti a garantire la tracciabilità di tali prodotti.

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2 thoughts on “Bianchetto: Tradizione o DISTRUZIONE delle larve di sardina?”

  1. Gabriele ha detto:

    Vorrei precisare a chi e contro la pesca di questa specie ,che ci state portando alla fame…… il tonno no, lo spada no, i pesci pelagici in genere no , le specie demersali anche……e potrei continuare per giorni….e tornando al bianchetto la domanda sorge spontanea: da quando e chiusa la pesca di questa specie e cambiato qualcosa in meglio intendo???? Io da pescatore artigianale professionista vedo essendo nel settore il contrario…… noi pescatori (la maggior parte)ce la mettiamo tutta a tirare la cinghia….. ma e la strada sbagliata….. non e la pesca eccessiva di poche ormai barche rimaste che non superano i 10mt a distruggere la specie ma l’inquinamento …..mettetevelo bene in testa…perche solo noi possiamo sapere quello che vediamo negli sbocchi delle fiumare e strisce di corrente putride e maleodoranti….. aprite gli occhi e cambiate strada avete puntato il dito su dei poveri padri di famiglia arrivati allo stremo ( piccola pesca artigianale) e non avete risolto nulla……ripeto nulla..

    Un saluto

  2. Roberto D'Alessandro ha detto:

    Basterebbe punire veramente , seriamente e severamente chi lo vende questo novellame, bisogna tener sempre ben presente che si sta operando una totale eliminazione di alcune specie di pesci ed in particolare di quelle che sono alla base dell’intero ciclo alimentare del mare: le sarde sono le prede di tantissimi altri pesci fra cui il più famoso è il tonno. Anni fa eravamo pieni di alici e sarde, oggi quelle in vendita sono spagnole o greche , quelle locali sono rarissime e costano cifre enormi.

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