Il pesce persico del Nilo e l’invasione del lago Vittoria

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Il pesce persico del Nilo (Lates niloticus), è un pesce d’acqua dolce originario del fiume Nilo, dove é abbondantemente presente sopratutto tra le acque etiopi. Pesce che puo’ raggiungere 1.80m e pesare sino a 250Kg, il persico del Nilo era già conosciuto dagli antichi egizi, era rappresentato in monumenti funerari e venerato nella città di Esna. La città di Latopolis prende il nome da questo magnifico pesce.

L. niloticus è presente non solo nel Nilo ma anche in grandi fiumi come il Congo ed il Niger. Predatore aggressivo, Il pesce persico del Nilo si nutre principalmente di pesci, i giovani si nutrono invece di plancton ed piccoli crostacei.

Il caso del persico del Nilo ed il lago Vittoria

Nel 1954 il pesce persico del Nilo fu introdotto nelle acque del lago Vittoria , il più grande lago tropicale del mondo. Non vi è nessuna certezza ma sembra che un certo John Ofulla Amaras abbia raccontato al quotidiano  East African Standard (25 febbraio 1978): “Si prega di notare che, per ordine dell’ufficiale capo Mr. Alec Anderson, il pesce persico del Nilo del lago Albert […] fu scaricato da me nei laghi Victoria e Kyoga nell’agosto 1954 [.. .] , assistito da diversi assistenti di guardia pesca, tra cui Augustino Kyomya, Benwa Magadu, Peter Karakaba e altri. 

Il lago Vittoria ha le dimensioni dell’Irlanda e contiene oltre 400 specie di ciclidi. La superficie di 68.000 km 2  ne fa il lago più grande dell’Africa e il quarto al mondo. Di forma circolare (320 km in direzione nord-sud e 275 km in direzione est-ovest), poco profondo (che non supera gli 82 metri e rimane mediamente intorno ai 40 metri).

La storia del Lago Vittoria è l’esempio che meglio illustra la perdita di biodiversità attraverso l’introduzione di specie aliene. Questo lago era considerato un laboratorio naturale dell’evoluzione: dal suo ultimo prosciugamento totale, 12.000 anni fa, sono comparse più di 300 specie di ciclidi e molti ricercatori stanno cercando di verificare i meccanismi dell’evoluzione di Darwin.

Dopo l’immissione del pesce persico del Nilo, sino al  1977le catture dei ciclidi rappresentavano ancora il 32% delle catture totali e quelle del pesce persico solamente l’1%.

Rapidamente la tendenza cambia e già nel 1983 ben 68% delle catture erano di pesce persico e 1% ciclidi. Questo predatore ha sterminato in breve tempo la fauna locale soppiantandola e facendo scomparire almeno 2/3 delle 300 specie endemiche nel giro di pochi anni.

Lates niloticus é tra le cento peggiori specie invasive del mondo .

IUCN

I pescatori del lago vittoria si sono cosi adattati alla cattura del pesce persico. Già nel 1993 dal lago venivano catturate 100.000 tonnellate di pesce ogni anno. Il pesce cominciò cosi ad essere esportato in Europa e ad entrare nei mercati ittici più importanti. Nel 1987, l’ Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura ha segnalato “la presenza del Persico del Nilo nelle zone di pesca del Lago Vittoria” come “uno sviluppo estremamente positivo dal punto di vista del benessere umano”.

Ma già dalla fine del primo decennio del 2000 si comincia ad assistere ad una diminuzione delle catture. Se nel 2006 erano 654.000 tonnellate di pesce catturato nel 2010 si passa a 310.000. Il calo delle catture per unità di sforzo e la significativa riduzione della dimensione media dei pesci attestano il declino della popolazione dovute a pratiche di pesca incontrollate.

Nel 2004 in regista austriaco Hubert Sauper gira il docufilm Darwin’s Nightmare dove denuncia lo sfruttamento del pesce persico del Nilo e le sue conseguenze.

L’allevamento di Lates niloticus è abbastanza recente. La Nigeria è l’unico Paese produttore al mondo (15.417 tonnellate nel 2018); Ha iniziato questa produzione in gabbie galleggianti sul fiume Niger alla fine degli anni ’90, principalmente per nutrire le popolazioni locali.

Riproduzione del Persico del Nilo

Si tratta di un pesce a fecondità elevata, sembra che ogni femmina matura rilasci circa 100.000 uova/kg. Gli individui di lunghezza superiore al metro sono quasi esclusivamente femmine, il che ha portato diversi autori a ritenere che il pesce persico del Nilo possa essere proterandrico, vale a dire che gli individui maschi diventano femmine quando invecchiano. La longevità di L. niloticus è stimata intorno ai venti anni.

Perche’ il persico del Nilo si è adattato a vivere nel lago Vittoria

Il pesce persico del nilo si pesca con reti da posta e palmamiti. E’ anche preda della pesca sportiva.

Un ambiente favorevole, pochi predatori e cibo, ecco i tre motivi principali per cui il persico del Nilo ha trovato nel lago Vittoria una  habitat favorevole al suo sviluppo. Dopo un periodo abbastanza rapido di 25 anni il pesce si era impossessato del lago e ne era divenuto la specie più abbondante.

Quanto è sicuro il persico del Nilo ?

Oggi il persico del Nilo viene anche allevato. Sebbene per diverso tempo si è parlato di allevamenti  in condizioni poco affidabili, in acque insalubri e lavorato in ambienti non a norma, uno studio effettuato dal dipartimento di igiene e tecnologie alimentari della facoltà di Medicina veterinaria di Cipro afferma il contrario.

Si tratta di un pesce dalle carni bianche e gustose, ricco di proteine e vitamine e che è venduto ad un prezzo più che accessibile. Come per la Tilapia ed il Pangasio, non si tratta dunque di mostri alimentari, ma piuttosto di sostituti di stock più sfruttati a prezzi accessibili e con qualità nutrizionali accettabili.

Secondo la ricerca il pesce persico è suscettibile ad essere attaccato da microorganismi e parassiti.

Fonti : Nile Perch (Lates niloticus): The Promising White Meat of the World

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