Scheda scientifica marina

Il moscardino – Eledone moschata

Eledone moschata

Cephalopoda IUCN LC — Minor preoccupazione
Ordine
Famiglia
Nome scientifico
Eledone moschata
Stato IUCN
LC — Minor preoccupazione

Il moscardino muschiato (Eledone moschata) è un piccolo polpo del Mediterraneo, lungo al massimo una quarantina di centimetri. Si distingue dal polpo comune per la sola fila di ventose sulle braccia e per il forte odore di muschio. Vive su fondali sabbiosi e fangosi, di solito entro i 100 metri.

Moscardino muschiato (Eledone moschata) su fondale sabbioso

Come si riconosce

  • Una sola fila di ventose su ogni braccio: il polpo comune ne ha due.
  • Colore grigio-bruno o beige con macchie scure ben marcate.
  • Pelle liscia o appena granulosa.
  • Odore di muschio forte e caratteristico.
  • Taglia: mantello fino a circa 15–19 cm, lunghezza totale fino a circa 40 cm.
  • Nei maschi il terzo braccio destro è modificato (ectocotile) e serve per l’accoppiamento.

Moscardino muschiato e moscardino bianco

Moscardino muschiatoMoscardino bianco
Nome scientificoEledone moschataEledone cirrhosa
ColoreGrigio-bruno con macchie nereArancio-rossastro con chiazze più chiare
PelleLisciaVerrucosa
Odore di muschioSì, forteNo
Profondità tipicaSotto i 100 mPiù profondo, fino a 500 m
Le due specie di moscardino dei mari italiani.

Il moscardino bianco ha una scheda dedicata.

Dove vive

È diffuso in tutto il Mediterraneo e nel vicino Atlantico, dal Golfo di Cadice al Portogallo. Vive su fondali sabbiosi e fangosi della piattaforma continentale, da pochi metri fino a circa 300 metri, più spesso entro i 100. A differenza del polpo non cerca tane tra le rocce: si nasconde nel sedimento o in conchiglie vuote.

Cosa mangia

È carnivoro e caccia soprattutto di notte: granchi, gamberi, molluschi e piccoli pesci, che afferra con le braccia e apre con il becco. Usa anche il veleno della saliva per immobilizzare le prede. Quando è minacciato emette una nuvola di inchiostro e fugge a reazione con il sifone.

Riproduzione

Si riproduce soprattutto tra fine inverno e inizio estate. La femmina depone poche centinaia di uova grandi, lunghe oltre un centimetro, attaccate a conchiglie o sassi, e le sorveglia fino alla schiusa. Dalle uova escono piccoli moscardini già formati, senza fase larvale. Come quasi tutti i polpi vive poco, circa due anni, e la femmina muore dopo la cova.

Pesca e consumo

È pescato con lo strascico, con le nasse e con le reti da posta, ed è molto apprezzato in cucina, in umido o fritto. Nelle catture a strascico prevale però il moscardino bianco. Per la Lista Rossa IUCN è a minore preoccupazione (LC).

Domande frequenti

Che differenza c’è tra moscardino e polpo?

Il moscardino ha una sola fila di ventose su ogni braccio, il polpo due. È anche più piccolo e vive su fondali sabbiosi e fangosi, non tra le rocce.

Perché si chiama moscardino muschiato?

Perché emana un forte odore di muschio, che si sente anche dopo la cottura. Da qui il nome moschata.

Quale moscardino si mangia di più?

Nel commercio italiano arrivano sia il moscardino muschiato sia il moscardino bianco (Eledone cirrhosa), più comune nelle catture a strascico.

Quanto vive il moscardino?

Poco: circa due anni. Come molti cefalopodi, la femmina muore dopo aver deposto e curato le uova.

Fonti

Domande frequenti

Che differenza c'è tra moscardino e polpo?

Il moscardino ha una sola fila di ventose su ogni braccio, il polpo due. È anche più piccolo e vive su fondali sabbiosi e fangosi, non tra le rocce.

Perché si chiama moscardino muschiato?

Perché emana un forte odore di muschio, che si sente anche dopo la cottura. Da qui il nome moschata.

Quale moscardino si mangia di più?

Nel commercio italiano arrivano sia il moscardino muschiato sia il moscardino bianco (Eledone cirrhosa), più comune nelle catture a strascico.

Quanto vive il moscardino?

Poco: circa due anni. Come molti cefalopodi, la femmina muore dopo aver deposto e curato le uova.

L'autore

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino

Biologo marino · GDM

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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