Meno nota e più elusiva della celebre Pinna nobilis, con cui viene spesso confusa, Pinna rudis — la “nacchera spinosa” o pinna ruvida — è il secondo rappresentante della famiglia Pinnidae nei nostri mari: un grande bivalve dal guscio scultoreo, che vive ancorato alla roccia in ambienti ben diversi da quelli della sua sorella maggiore.
Un nome che racconta la texture del guscio
Rudis, in latino, significa “ruvido, rozzo, non lavorato” — un aggettivo che descrive bene la superficie della conchiglia, ricoperta di squame sporgenti disposte in file piuttosto regolari, più marcate vicino all’apertura, e percorsa per tutta la lunghezza da una mezza dozzina di coste radiali che partono dall’estremità appuntita. Un aspetto decisamente più “grezzo” e scultoreo rispetto al guscio liscio della Pinna nobilis.
Aspetto e riconoscimento
Il guscio, fragilissimo, ha forma triangolare allungata a cuneo e raggiunge comunemente i 25-30 cm di lunghezza. Le valve, quasi simmetriche e prive di denti, sono trasparenti alle estremità e di colore bruno-rossastro. L’animale vive ancorato verticalmente al substrato — roccia o sedimento compatto — tramite numerosi filamenti di bisso che partono dall’estremità anteriore appuntita, mentre il margine posteriore, arrotondato, resta libero.
La confusione con Pinna nobilis è frequente, soprattutto perché gli esemplari giovani di quest’ultima hanno escrescenze simili e dimensioni paragonabili agli adulti di P. rudis. Il modo più affidabile per distinguerle resta però l’habitat: P. rudis predilige gli ambienti rocciosi, i detritici costieri e le grotte, mentre P. nobilis è legata soprattutto alle praterie di Posidonia oceanica.
Abitudini e habitat
Vive sui fondi mobili grossolani e sulle pareti rocciose dei piani infralitorale e circalitorale, dalla superficie fino a circa 60 metri di profondità, spesso in fessure e anfratti in ombra. Come tutti i bivalvi, è un filtratore, e proprio come P. nobilis offre riparo a piccoli organismi simbionti: in alcune popolazioni atlantiche (Azzorre), ad esempio, è stata documentata l’associazione con il gamberetto Pontonia pinnophylax.
Diffusione e stato di conservazione
È presente nel Mediterraneo — dove risulta piuttosto rara — e lungo le coste atlantiche orientali e occidentali, comprese le isole della Macaronesia (Azzorre, Canarie, Capo Verde) e il Senegal, oltre che nel Mar Rosso. Studi genetici recenti su popolazioni di Capo Verde hanno rilevato una forte strutturazione genetica tra le diverse isole, al punto da ipotizzare la presenza di specie criptiche ancora da chiarire tassonomicamente; in alcune aree la specie è considerata “vulnerabile” a causa del degrado dell’habitat.
Dal 2016 anche Pinna rudis è stata coinvolta, insieme alla più celebre P. nobilis, negli episodi di moria di massa legati al patogeno Haplosporidium pinnae che hanno decimato le popolazioni mediterranee di nacchere — pur con un impatto apparentemente meno devastante. Il ritrovamento, alle Isole Tremiti, di esemplari sani ha riacceso la speranza dei ricercatori, e si ipotizza perfino l’esistenza di ibridi tra le due specie potenzialmente più resistenti al parassita — un’ipotesi però ancora da confermare.


