Scheda scientifica marina

La ciprea porcellana – Luria lurida

Luria lurida

IUCN NE — Non valutata
Nome scientifico
Luria lurida
Stato IUCN
NE — Non valutata

La ciprea lurida (Luria lurida): la porcellana più grande del Mediterraneo

Se la ciprea sporca è la più piccola e la più curiosa dal punto di vista linguistico, Luria lurida è la sua controparte “maggiore”: la più grande e la più comune delle quattro cipree che popolano il Mediterraneo — insieme a Naria spurca, Zonaria pyrum e Schilderina achatidea.

Un nome che inganna

Anche qui l’etimologia riserva una sorpresa. Lurida deriva dal latino luridus, che indicava una tonalità di colore piuttosto ambigua per gli antichi — a metà tra il livido, il pallido e il giallastro, comunque un colore poco “sano” alla vista (da cui discende anche l’italiano “lurido”, nel senso di sporco o ripugnante). Un nome che stride non poco con l’aspetto reale della conchiglia da adulta, dai toni caldi che vanno dal beige al bruno-grigio: probabile che Linneo, nel 1758, si sia basato su esemplari giovanili o scoloriti, dal guscio ancora acerbo e più sbiadito rispetto alla livrea che la specie assume da adulta.

Il genere Luria fu istituito solo più tardi, nel 1884, dal malacologo francese Félix Jousseaume, ed è un genere cosmopolita: oltre alla specie mediterranea, conta rappresentanti nei Caraibi, in Africa occidentale, in Arabia, nell’Indo-Pacifico e nel Pacifico orientale.

Aspetto e riconoscimento

Il guscio, ovale e liscissimo, raggiunge mediamente i 4-5 cm di lunghezza, con esemplari che possono superare i 6 cm — la taglia più grande fra le cipree mediterranee. A differenza della sporca, punteggiata di macchie, il dorso di L. lurida è quasi uniforme: dal beige al marrone-grigio, talvolta con due sottili bande trasversali appena più chiare del fondo. Il tratto davvero diagnostico, però, sono le due macchie scure alle estremità del guscio, nette e ben visibili, che contrastano con il bordo dorsale chiaro. La parte ventrale è biancastra e leggermente appiattita, più da un lato che dall’altro. Il mantello, marrone-rossiccio uniforme e coperto di minuscole papille, quando l’animale è attivo arriva a ricoprire quasi per intero la parte dorsale della conchiglia. Le femmine tendono a essere più grandi e meno allungate dei maschi.

Abitudini e habitat

Come la sporca, è una specie sciafila e notturna: di giorno si rintana in grotte, anfratti e sotto le pietre, a profondità che possono arrivare fino a circa 40 metri, per uscire con il buio in cerca di cibo. La dieta è spiccatamente spongivora: si nutre soprattutto di spugne come Aplysina aerophoba e Chondrilla nucula, insieme ad altri organismi incrostanti.

Diffusione

È diffusa in tutto il Mediterraneo e lungo le coste atlantiche della Macaronesia — Azzorre, Canarie, Capo Verde — fino al Senegal e all’Angola sulla costa africana occidentale. Secondo alcune ricostruzioni biogeografiche, la presenza delle cipree mediterranee (compresa L. lurida) risalirebbe alla chiusura dell’antico corridoio della Tetide, milioni di anni fa: un’ipotesi affascinante, anche se andrebbe verificata con fonti più specialistiche prima di darla per assodata nel pezzo.

Come le altre cipree del bacino, anche Luria lurida è specie regolamentata e protetta nel Mediterraneo.

L'autore

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino

Biologo marino · GDM

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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