Gecarcoidea natalis Christmas Island
Gecarcoidea natalis Christmas Island


Christmas Island è una piccola isola Australiana, situata nel bel mezzo dell’oceano indiano. Ogni anno tra novembre e gennaio un popolo di milioni di granchi rossi si sposta dall’entroterra verso la costa per deporre le uova.

Questa specie di granchi rossi, Gecarcoidea natalis, è tipica dell’Australia, all’inizio della stagione delle piogge migrano in massa per diversi km alla ricerca di una zona protetta dove accoppiarsi e depositare le  uova.

11931 I granchi rossi di Christmas Island
Gecarcoidea natalis in movimento

I granchi rossi della specie Gecarcoidea natalis, raggiungo delle dimensioni notevoli: il carapace arriva ai 10 cm di larghezza e le chele crescono forti e sproporzionate rispetto al corpo. Abituati a vivere nelle zone d’ombra durante le loro migrazioni ricoprono una ampia zona tale da poter essere individuata anche dall’alto.

isola_dei_granchi_6 I granchi rossi di Christmas Island
un granchio della specie Gecarcoidea natalis

Una volta attraversata l’isola e raggiunta la riva, infatti, avviene accoppiamento tra maschi e femmine: le uova, rilasciate in acqua, dopo circa un mese, si trasformano dapprima in megalopae e successivamente in piccoli granchi i quali incominciano la loro marcia al contrario, verso l’altopiano, fino a scomparire tra le rocce, fino a quando non saranno pronti per accoppiarsi e ripercorrere essi stessi il viaggio verso l’oceano.

La specie, i cui numeri superano i 40 milioni di individui, è di un marcato colore rosso, con chele di grandi dimensioni rispetto al resto del corpo; è diurna e prevalente erbivora, cibandosi di foglie, semi e frutti e, occasionalmente, uccelli o altri granchi morti, chiocciole giganti e rifiuti urbani. Il granchio rosso è una specie fondamentale per l’ecosistema e la biodiversità dell’isola, dato che influenza la crescita della foresta consumando determinati semi e germogli, rivoltando il suolo e fertilizzandolo con gli escrementi. La specie preferisce il clima umido, e si ritira nella tana durante la stagione secca, che dura circa due-tre mesi, coprendo l’entrata con foglie bagnate per mantenere costante l’umidità.

Migrazione e riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

La specie è nota soprattutto per l’imponente migrazione che svolge per accoppiarsi e deporre le uova fra ottobre e dicembre, la stagione umida. Normalmente il granchio rosso vive nel centro boscoso dell’isola, ma si accoppia sulla spiaggia: quindi, quasi tutti gli esemplari attraversano in massa e contemporaneamente l’isola diretti alla costa. Per sostenere i ritmi della migrazione, nel corpo del granchio avviene un aumento del glucagone che, combinato con il glucosio, fornisce loro energie sufficienti per compiere andata e ritorno.

La migrazione è guidata dai maschi, seguiti dalle femmine; i maschi ritornano all’interno dell’isola subito dopo l’accoppiamento, mentre le femmine rimangono nelle buche scavate nella spiaggia per 12-13 giorni facendo sviluppare le uova in una sacca situata fra l’addome e il torace; dopodiché, nei cinque-sei giorni successivi, depongono le uova in mare, fino a 100.000 ciascuna. Le uova si schiudono al contatto con l’acqua, e le larve nuotano verso la riva; milioni di esse vengono divorate da pesci che si nutrono di plancton, quali mante e squali balena; quelle che sopravvivono si sviluppano in acqua per circa un mese, fino a giungere ad uno stadio detto “megalopa” (in aspetto simile ad un gamberetto). Le megalope si raggruppano per un paio di giorni nei pressi della riva, trasformandosi in piccoli granchi, per cominciare quindi la marcia verso l’interno, che dura per circa nove giorni. Normalmente, il tasso di piccoli granchi che riescono ad emergere dal mare è nullo o quasi: annate eccezionali, che occorrono anche uno o due anni ogni dieci, sono però sufficienti a mantenere costante la popolazione.

Visti i grandi numeri della specie, gli insediamenti umani dell’isola, che è abitata, sono letteralmente invasi dai granchi; vengono prese diverse precauzioni per evitare che le attività umane (come il traffico) danneggino gli animali, come barriere per cercare di incanalarne il flusso, la chiusura di tratti di strada e anche la costruzione di sovrappassaggi e sottopassaggi progettati appositamente per far loro attraversare la strada.

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