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Kekova, il relitto più antico del mondo: anfore di 4.700 anni nel Mediterraneo

Mentre in Egitto si costruivano le grandi piramidi, una nave carica di anfore affondava al largo della costa meridionale dell’attuale Turchia. Oggi quel naufragio, vicino all’isola di Kekova, è considerato il relitto più antico conosciuto al mondo.

In questo articolo · 5 sezioni
  1. Dove si trova e chi lo ha scoperto
  2. Cosa c’è sul fondale
  3. Un’anfora con nove segni e l’ipotesi delle capre
  4. Perché conta per la storia del Mediterraneo
  5. Fonti
Incontro sull'Archeologia subacquea nella terra dei ciclopi organizzato dalla Soprintendenza del Mare

L’annuncio è arrivato il 14 ottobre dal ministro turco della Cultura e del Turismo, Mehmet Nuri Ersoy. Le anfore recuperate sono datate fra 4.400 e 4.700 anni fa, nell’Età del Bronzo Antico. Il record precedente apparteneva al relitto di Dokos, in Grecia, datato a circa 4.200 anni fa.

Archeologia subacquea, immagine di repertorio

Dove si trova e chi lo ha scoperto

Il sito si trova a circa 30 metri di profondità, al largo di Kekova, nella provincia di Antalya. È un tratto di costa già celebre per la «città sommersa» licia, i resti di un insediamento in parte finito sott’acqua dopo un terremoto.

Il relitto era stato documentato nel 2024 da un gruppo dell’Università di Akdeniz guidato dall’archeologo subacqueo Hakan Öniz. Gli scavi veri e propri sono iniziati nel 2026, sotto l’autorità della direzione del Museo di Antalya. All’inizio i ricercatori non avevano capito l’età delle anfore: si sono accorti dell’importanza del sito quando hanno riconosciuto le stesse forme in una pubblicazione di archeologia egiziana, e sono tornati a scavare.

Cosa c’è sul fondale

Lo scafo di legno non si è conservato. Restano il carico e l’attrezzatura:

  • più di 30 anfore di ceramica, datate in base a forma e decorazioni
  • tre ancore di pietra, due con tre fori e una con un foro solo
  • in alcune anfore, tracce ancora visibili del contenuto, un residuo vischioso e lucido sopravvissuto a circa 4.500 anni sott’acqua

Proprio quei residui sono la parte più promettente: le analisi potranno dire che cosa trasportava la nave. Fra le ipotesi preliminari ci sono olio d’oliva e vino.

Un’anfora con nove segni e l’ipotesi delle capre

Una delle anfore porta nove simboli incisi, ancora da interpretare. Un altro contenitore, di forma insolita, ha fatto avanzare un’ipotesi curiosa: che i marinai tenessero a bordo capre vive, per avere latte e latticini durante le traversate più lunghe. È per ora una congettura, ma racconta bene quanto poco sappiamo della vita quotidiana a bordo in quell’epoca.

Perché conta per la storia del Mediterraneo

A pochi chilometri, al largo di Kaş, negli anni Ottanta fu scavato il relitto di Uluburun, una nave del XIV secolo a.C. che ha cambiato lo studio del commercio nel Bronzo Tardo. Kekova sposta l’orizzonte indietro di oltre un millennio: dimostra che rotte commerciali fra Anatolia, Egeo e Mediterraneo orientale funzionavano già nella prima metà del III millennio a.C.

Il Mediterraneo continua a restituire relitti anche vicino a casa nostra: in queste settimane i Carabinieri subacquei hanno ritrovato a Camogli le anfore romane di Punta Chiappa, scomparse dal 1960. E per un quadro generale c’è la nostra guida Subacquea e archeologia nel Mediterraneo.

Fonti

  • DIVE Magazine, «Ancient shipwreck discovered off Turkey could be world’s oldest», 15 ottobre 2026
  • CBS News, «World’s oldest shipwreck found off Turkey», 14 ottobre 2026
  • Arkeonews, «A 4,700-Year-Old Shipwreck, Nine Mysterious Marks…», 14 ottobre 2026
  • Preliminary Report on the Early Bronze Age Shipwreck in the Kekova Region of Antalya, Journal of Maritime Archaeology 21, 41 (2026)
Marcello Guadagnino
A cura di
Marcello Guadagnino
Direttore e resp. scientifico del Giornale dei Marinai
Biologo marinoResponsabile Scientifico Oceanis

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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