Molluschi autoctoni vs molluschi alloctoni: impatti, rischi e convivenze

Nel Mar Mediterraneo, la crescente presenza di specie aliene – definite come quelle introdotte intenzionalmente o accidentalmente dall’uomo in aree al di fuori del loro habitat naturale – rappresenta una sfida crescente per l’ecosistema. Tra i gruppi più rappresentati spiccano i molluschi, con oltre 38 specie alloctone accertate, che si aggiungono alle già numerose specie autoctone. Questo articolo approfondisce il confronto tra molluschi autoctoni e alloctoni nel Mediterraneo, analizzandone impatti ambientali, economici, caratteristiche biologiche e dinamiche di convivenza.


Definizione: autoctoni vs alloctoni

I molluschi autoctoni sono originari del Mediterraneo e si sono evoluti nel bacino nel corso dei millenni. Tra essi figurano:

  • Mytilus galloprovincialis (cozza mediterranea)
  • Ruditapes decussatus (vongola verace autoctona)
  • Octopus vulgaris (polpo comune)

I molluschi alloctoni (o esotici) invece sono specie originarie di altre aree geografiche, spesso introdotte attraverso:


Elenco dei molluschi alloctoni nel Mediterraneo

Secondo i dati aggiornati, i molluschi alloctoni nel Mediterraneo includono: I molluschi gastropodi alloctoni nel Mediterraneo includono specie come Biuve fulvipunctata (Baba, 1938), Cerithium scabridum Philippi, 1848, Chromodoris quadricolor (Rüppell & Leuckart, 1830), Crepidula fornicata (Linnaeus, 1758), Cuthona perca (Er. Marcus, 1958), Favorinus ghanensis Edmunds, 1968, Godiva quadricolor (Barnard, 1927), Haloa japonica (Pilsbry, 1895), Indothais lacera (Born, 1778), Lamprohaminoea ovalis Pease, 1868, Littorina saxatilis (Olivi, 1792), Melibe viridis (Kelaart, 1858), Mitrella psilla (Duclos, 1846), Naria turdus (Lamarck, 1810), Polycera hedgpethi Er. Marcus, 1964, Polycerella emertoni A.E. Verrill, 1880, Rapana venosa (Valenciennes, 1846), Syphonota geographica (A. Adams & Reeve, 1850) e Turbonilla flaianoi Mazziotti, Agamennone, Micali & Tisselli, 2006. Per quanto riguarda i bivalvi alloctoni, troviamo Anadara kagoshimensis (Tokunaga, 1906), Anadara transversa (Say, 1822), Arcuatula senhousia (Benson, 1842), Brachidontes pharaonis (P. Fischer, 1870), Fulvia fragilis (Forsskål in Niebuhr, 1775), Isognomon legumen (Gmelin,1791), Magallana gigas (Thunberg, 1793), Malleus regula (Forsskål in Niebuhr, 1775), Mercenaria mercenaria (Linnaeus, 1758), Mya arenaria Linnaeus, 1758, Paratapes textilis (Gmelin, 1791), Pinctada imbricata radiata (Leach, 1814), Pinctada margaritifera (Linnaeus, 1758), Ruditapes philippinarum (Adams & Reeve, 1850), Saccostrea glomerata (Gould, 1850), Teredo bartschi Clapp, 1923, Theora lubrica Gould, 1861 e Xenostrobus securis (Lamarck, 1819). Infine, tra i cefalopodi alloctoni, si registra la presenza di Tremoctopus gracilis (Souleyet, 1852). Fonte SIBM

Gastropoda (19 specie)

  • Rapana venosa: predatore altamente invasivo, ha impatti negativi sulle popolazioni di bivalvi autoctoni.
  • Crepidula fornicata: competitiva per il substrato, altera la struttura dei fondali.
  • Melibe viridis, Biuve fulvipunctata, Haloa japonica e molte altre, spesso originarie del Pacifico e dell’Indo-Pacifico.

Bivalvia (18 specie)

  • Ruditapes philippinarum: introdotta a fini commerciali, ha quasi sostituito la vongola verace.
  • Arcuatula senhousia: crea tappeti fittissimi sul fondale, riducendo l’ossigenazione.
  • Brachidontes pharaonis, Xenostrobus securis, Magallana gigas (ostrica giapponese): tutte hanno importanti implicazioni per gli habitat e la biodiversità.

Cephalopoda (1 specie)

  • Tremoctopus gracilis: poco studiato, ma la sua presenza è recente e probabilmente legata al riscaldamento delle acque.

Impatti ambientali

L’introduzione di molluschi alloctoni comporta forti pressioni ecologiche:

  • Competizione: molte specie alloctone competono per spazio e risorse con le autoctone, spesso risultando più resistenti a stress ambientali.
  • Predazione: Rapana venosa ha decimato banchi di cozze e ostriche.
  • Alterazione degli habitat: come nel caso di Arcuatula senhousia, che forma tappeti che impediscono la crescita di altre specie bentoniche.
  • Ibridazione: in alcuni casi, come per le vongole, esistono rischi di ibridazione con le specie native.

Allevamento e commercio: convergenze e divergenze

L’introduzione di alcune specie alloctone è stata deliberata, per motivi commerciali:

  • Ruditapes philippinarum ha sostituito in gran parte R. decussatus per la maggiore resa produttiva, velocità di crescita e resistenza agli stress. Attualmente rappresenta oltre l’85% della produzione di vongole in Italia.
  • Magallana gigas, l’ostrica giapponese, viene coltivata soprattutto in Francia, Italia e Spagna, superando l’ostrica piatta autoctona (Ostrea edulis).

Tuttavia, il prezzo di mercato di alcune specie autoctone rimane più alto, per via del valore gastronomico e della tradizione:

SpecieOriginePrezzo medio al kgNote
R. decussatusAutoctona20-25 €Vongola verace, in declino
R. philippinarumAlloctona8-12 €Vongola più diffusa
M. galloprovincialisAutoctona3-5 €Cozza tradizionale
M. mercenariaAlloctona20-30 €
M. gigasAlloctona8-15 €Ostrica d’allevamento

Rischi economici e sanitari

Le invasioni biologiche comportano rischi economici per la pesca tradizionale e l’acquacoltura:

  • Diminuzione della biodiversità: le specie dominanti possono monopolizzare gli habitat.
  • Rischi di biofouling: molte specie si insediano su strutture artificiali, danneggiandole (es. Xenostrobus securis nei porti).
  • Potenziali trasmissioni di patogeni e parassiti.

Convivenza possibile? Strategie di gestione

Le autorità europee e nazionali stanno adottando strategie di contenimento e coabitazione sostenibile:

  • Monitoraggi costanti delle nuove introduzioni (ISPRA, EASIN – European Alien Species Information Network)
  • Promozione dell’allevamento di specie autoctone (progetti di recupero di R. decussatus)
  • Controlli sanitari e tracciabilità dei prodotti
  • Sensibilizzazione dei consumatori sull’origine delle specie

Biodiversità e scelte consapevoli

Il Mediterraneo è oggi un ecosistema profondamente modificato dall’introduzione di specie aliene, tra cui moltissimi molluschi. Alcune sono diventate risorse economiche, altre rappresentano una minaccia per la biodiversità autoctona. In questo contesto, è fondamentale:

  • promuovere la ricerca scientifica,
  • attuare politiche di gestione sostenibile,
  • orientare i consumatori verso scelte consapevoli e informate.

Fonti principali:

  • ISPRA – Specie aliene nel Mediterraneo
  • FAO – FishStat Database
  • Galil, B.S. et al. (2015). “Alien species in the Mediterranean Sea – updating the inventory.” Mediterranean Marine Science.
  • Zenetos, A. et al. (2012). “Alien species in the Mediterranean Sea by 2012: A contribution to the application of European Union regulation on invasive species.” Mediterranean Marine Science.

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Marcello Guadagnino

Da Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino - Biologo Marino Biologo marino (Università di Palermo/Camerino) con 10 anni di esperienza nella pesca professionale in Francia per Pacific Peche. Collabora con Oceanis e enti di ricerca scientifica francesi per comunicazione e ricerca. Oltre 500 immersioni scientifiche nel Mediterraneo. Consulente scientifico ed esperto di pesca professionale. Linkedin : Visita il mio profilo LinkedIn

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