Acquacoltura

Cosa mangiano i pesci d’allevamento? Farina di insetti e soia al posto della farina di pesce

Un salmone d’allevamento può crescere mangiando larve di mosca invece di farina di pesce? Uno studio appena accettato su Frontiers in Aquaculture ha testato diverse combinazioni di farina di insetti e soia e ha trovato la miscela che favorisce meglio la digestione. È un tassello di una trasformazione che riguarda anche il pesce che compriamo: cosa mangiano oggi i pesci d’allevamento, e perché?

In questo articolo · 6 sezioni
  1. Il problema: pesce per nutrire il pesce
  2. Lo studio: larve di mosca soldato e soia
  3. Perché proprio la mosca soldato
  4. Cosa cambia per chi compra pesce d’allevamento
  5. Domande frequenti
  6. Fonti e riferimenti
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Il problema: pesce per nutrire il pesce

Molte specie allevate, come salmone, spigola e orata, sono carnivore. Per decenni i loro mangimi si sono basati su farina e olio di pesce, prodotti soprattutto da piccoli pesci pelagici come acciughe e sardine. È il punto più criticato dell’acquacoltura: usare pesce selvatico per produrre pesce allevato.

Le cose stanno cambiando. Secondo l’analisi dell’IFFO sul rapporto FAO The State of World Fisheries and Aquaculture 2026:

  • circa il 20% del pescato mondiale finisce oggi in farina e olio di pesce, contro circa il 32% al picco del passato;
  • nel 2024 il 34% della farina e il 54% dell’olio di pesce venivano già da sottoprodotti, cioè scarti della lavorazione;
  • la produzione mondiale è stabile da anni, intorno a 5 milioni di tonnellate di farina e 1 milione di tonnellate di olio, mentre l’acquacoltura ha raggiunto il record di 103 milioni di tonnellate.

Tradotto: l’acquacoltura cresce, la farina di pesce no. Il resto delle proteine deve arrivare da altro: soia e altri vegetali, sottoprodotti, alghe e, da qualche anno, insetti.


Lo studio: larve di mosca soldato e soia

Il gruppo dell’Università del Maine, con i laboratori del Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (USDA-ARS), ha allevato salmoni atlantici (Salmo salar) per 12 settimane in 21 vasche a ricircolo. Ha confrontato una dieta di controllo a base di farina di pesce con sei combinazioni:

  • farina sgrassata di larve di mosca soldato nera (Hermetia illucens) al 10%, 15% o 20%;
  • proteine di soia al 12% o al 19%.

I ricercatori non hanno misurato solo la crescita, ma anche la digeribilità di proteine e grassi, l’attività degli enzimi digestivi e l’espressione dei geni intestinali ed epatici coinvolti nell’assorbimento dei nutrienti.

Cosa hanno trovatoRisultato
Digeribilità delle proteineinfluenzata da insetti, soia e dalla loro combinazione
Digeribilità dei grassiinfluenzata solo dalla farina di insetti
Attività della tripsina (enzima che digerisce le proteine)massima con 15% insetti e 12% soia
Colesterolo nel sanguepiù alto con la soia al 12% che al 19%
Combinazione migliore15% insetti + 12% soia

La conclusione degli autori è che la combinazione di 15% di farina di insetti e 12% di soia può migliorare digestione e assorbimento dei nutrienti mantenendo l’equilibrio metabolico. Il messaggio pratico è che non basta sostituire la farina di pesce: conta come si combinano gli ingredienti alternativi. Troppa soia, per esempio, può peggiorare la digestione nei pesci carnivori.

Larve di mosca soldato nera (Hermetia illucens) che si nutrono di scarti vegetali
Larve di mosca soldato nera (Hermetia illucens) di nove giorni. Vengono allevate su scarti organici e trasformate in farina proteica per mangimi. Foto: Zenyrgarden, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Perché proprio la mosca soldato

La mosca soldato nera è diventata l’insetto più usato nei mangimi per alcune ragioni:

  • le larve crescono su scarti organici, trasformando rifiuti in proteine;
  • hanno un contenuto proteico elevato e, una volta sgrassate, una composizione adatta ai pesci carnivori;
  • in natura molti pesci mangiano insetti: per un salmone o una trota non è un alimento “estraneo”.

Nell’Unione europea le proteine di insetti sono ammesse nei mangimi per l’acquacoltura dal 1° luglio 2017, con il Regolamento (UE) 2017/893. Le specie autorizzate sono sette, tra cui la mosca soldato nera, la mosca domestica, il verme della farina (Tenebrio molitor) e alcuni grilli.


Cosa cambia per chi compra pesce d’allevamento

Il pesce allevato con mangimi a base di insetti o vegetali non è “meno pesce”: la carne resta quella di un salmone, di una spigola o di un’orata. Cambiano però alcuni aspetti, come il profilo dei grassi: gli omega-3, per esempio, i pesci li ricavano soprattutto dall’olio di pesce e dalle microalghe presenti nel mangime. Per questo la qualità dell’alimentazione è uno dei punti da guardare quando si sceglie tra pesce allevato e pescato.

Come abbiamo spiegato parlando di come pesca e acquacoltura non siano nemiche, il futuro del pesce in tavola passa proprio da qui: allevare di più usando meno pesce selvatico. Per il consumatore, il modo migliore per orientarsi resta leggere bene le etichette del pesce.


Domande frequenti

Cosa mangiano i pesci d’allevamento?

Mangimi in pellet composti da proteine e grassi di origine diversa: farina e olio di pesce, sempre più spesso da sottoprodotti, proteine vegetali come la soia, e in misura crescente farine di insetti e oli di microalghe.

La farina di insetti è permessa in Italia?

Sì. Nell’Unione europea è ammessa nei mangimi per l’acquacoltura dal 2017 (Regolamento UE 2017/893), per sette specie di insetti.

Il pesce nutrito con insetti è sicuro?

Le farine di insetti per mangimi sono soggette alle stesse regole di sicurezza degli altri ingredienti, e gli insetti autorizzati sono allevati su substrati controllati.


Fonti e riferimenti

  1. Meesala K.M., Adeyemi A., Burr G., Sealey W.M., Bouchard D.A., Habte-Tsion M. (2026). Interactive effects of defatted black soldier fly and soy protein meals on the digestion of Atlantic salmon. Frontiers in Aquaculture (accettato, 22 ottobre 2026).
  2. IFFO. The State of World Fisheries and Aquaculture 2026: analysis through the marine ingredients lens.
  3. EAAP Insects. July 1: a milestone for insect protein (Regolamento UE 2017/893).
Marcello Guadagnino
A cura di
Marcello Guadagnino
Direttore e resp. scientifico del Giornale dei Marinai
Biologo marinoResponsabile Scientifico Oceanis

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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