Manovra 2027: 100 milioni per rinnovare i pescherecci e cassa integrazione per i pescatori
Un fondo da 100 milioni per ammodernare i pescherecci e, per la prima volta in forma strutturale, una cassa integrazione per chi lavora in mare. Sono le due misure per la pesca contenute nel disegno di legge di bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei ministri a fine ottobre. Arrivano pochi giorni dopo i pescherecci fermi in porto per il caro gasolio. Ecco cosa prevedono, cosa manca ancora e quanto valgono davvero, barca per barca.
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Cosa c’è nella manovra per la pesca
1. Un fondo da 100 milioni per la flotta (articolo 88)
Il ddl istituisce un fondo per l’efficientamento energetico e l’ammodernamento della flotta peschereccia, con 100 milioni di euro divisi in due anni:
- 60 milioni nel 2027;
- 40 milioni nel 2028.
Le finalità indicate sono quattro: ridurre i consumi energetici delle barche, ammodernarle in modo sostenibile, migliorare la sicurezza e le condizioni di lavoro a bordo e rafforzare la competitività delle imprese. Chi potrà accedere, con quali requisiti e con quali procedure lo deciderà un successivo decreto del Ministero dell’Agricoltura. Per ora il testo non dice di più.
2. La cassa integrazione per i pescatori (articolo 49)
Dal 2027 anche il settore ittico potrà usare la CISOA, il trattamento che sostituisce lo stipendio nei periodi di fermo e che finora era riservato all’agricoltura. In sintesi:
- indennità pari all’80% della retribuzione;
- fino a 90 giornate l’anno;
- copre le giornate non lavorate per cause non imputabili né all’armatore né al lavoratore: maltempo stagionale, mancanza di lavoro, perdita consistente del prodotto, emergenze sanitarie o parassitarie e provvedimenti delle autorità nazionali o dell’Unione europea.
Quest’ultima voce è importante: in teoria fa rientrare tra le cause anche i fermi imposti dalle regole europee. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, la misura riguarderà gli imbarcati della pesca marittima, delle acque interne e lagunari, i soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca e anche armatori e proprietari armatori. La relazione tecnica la presenta come una tutela strutturale, che sostituisce le proroghe anno per anno.

La svolta sulla rottamazione, secondo il ministro
Presentando le misure, il ministro Francesco Lollobrigida ha insistito su un punto. Secondo lui, in passato i meccanismi di demolizione dei pescherecci finivano per premiare chi rottamava le barche più nuove, partendo dall’idea che fossero quelle che pescano di più. Il risultato è stata una flotta sempre più vecchia, poi criticata perché inquinante e meno sicura. Ora, sostiene il ministro, l’obiettivo è sostituire le barche più vecchie.
È una questione reale. I dati del Registro europeo della flotta che abbiamo analizzato nell’Osservatorio GDM sulla flotta peschereccia italiana lo mostrano bene:
- dal 2000 a oggi l’Italia ha perso un peschereccio su tre: da 18.257 a 12.235 barche (−33%);
- le barche a strascico si sono quasi dimezzate: da 4.472 a 2.328 (−48%);
- l’età mediana della flotta è arrivata a 40 anni, contro i 20 del 1992;
- il 70% della flotta è piccola pesca, con barche sotto i 12 metri.
Una flotta di quarant’anni consuma di più, è meno sicura ed è difficile da trasmettere a un giovane. Nel tuo porto puoi controllare quante barche sono rimaste con la mappa interattiva dell’Osservatorio.
Quanto valgono davvero 100 milioni
Facciamo un conto semplice. Se i 100 milioni fossero divisi in parti uguali tra tutte le 12.235 barche iscritte, ognuna riceverebbe circa 8.200 euro, e appena 4.900 euro con la sola quota del 2027. Bastano per un intervento mirato, come un motore più efficiente, l’elettronica di bordo o i dispositivi di sicurezza, ma non per costruire una barca nuova.
Nella pratica il fondo non verrà distribuito a pioggia: il decreto attuativo dovrà scegliere le priorità. Saranno le barche più vecchie, la piccola pesca o lo strascico, che è il segmento che consuma più gasolio? Il decreto dovrà anche rispettare le regole europee sugli aiuti di Stato alla pesca, che non permettono di aumentare la capacità di pesca della flotta. Si può quindi migliorare l’efficienza di una barca, ma non renderla più potente nel catturare pesce.
Il contesto: gasolio, scioperi e giornate di pesca
Le misure arrivano in un autunno difficile. Il 21 e 22 ottobre i pescherecci di buona parte dell’Adriatico sono rimasti in porto, da Termoli a Pescara, da Ancona a Civitanova Marche, contro il prezzo del gasolio. In alcuni casi il carburante supera il 60% dei costi operativi di una barca. Il governo aveva risposto con 10 milioni a fondo perduto.
Sullo sfondo c’è la partita europea. Al Consiglio Agrifish di Lussemburgo l’Italia ha chiesto di fermare ulteriori tagli alle giornate di pesca, e a dicembre i ministri dovranno fissare le regole per il 2027. I pescatori lamentano proprio questo: a fine anno non sanno ancora con quante giornate potranno lavorare l’anno dopo. È un tema che riguarda anche i nostri vicini, come abbiamo raccontato con i pescatori francesi in rivolta.

Le reazioni
Le associazioni di categoria hanno accolto le misure positivamente. Coldiretti Pesca parla di un passo importante per sicurezza, innovazione e investimenti. Confcooperative Fedagripesca sottolinea soprattutto il rinnovo della flotta. Le stesse marinerie che hanno protestato a ottobre ricordano però che il problema immediato resta il costo del carburante, e che i fondi per la flotta non arriveranno prima del 2027.
Cosa resta da capire
- I criteri del fondo: tutto è rinviato al decreto ministeriale, che non ha ancora una data.
- Il passaggio parlamentare: è un disegno di legge. Il Parlamento può modificarlo, e va approvato entro fine anno.
- Il costo della CISOA: le stime della relazione tecnica non sono ancora state rese pubbliche nel dettaglio.
- Il legame con le regole UE: se le giornate di pesca verranno tagliate ancora, la cassa integrazione potrebbe diventare l’unico paracadute per molti equipaggi.
Domande frequenti
Quanti soldi ci sono nella manovra 2027 per i pescherecci?
Il ddl di bilancio prevede un fondo da 100 milioni di euro, 60 nel 2027 e 40 nel 2028, per l’efficientamento energetico e l’ammodernamento della flotta peschereccia. I criteri di accesso saranno fissati da un decreto del Ministero dell’Agricoltura.
Cos’è la CISOA per la pesca?
È la cassa integrazione già usata in agricoltura, estesa dal 2027 al settore ittico. Prevede un’indennità pari all’80% della retribuzione, fino a 90 giornate l’anno, per le giornate perse a causa di maltempo, mancanza di lavoro, perdita del prodotto o provvedimenti delle autorità.
Quando si potrà fare domanda per il fondo flotta?
Non ancora. Il fondo parte nel 2027, e le modalità per presentare domanda dipendono dal decreto attuativo, che deve ancora essere scritto.
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Fonti
- Disegno di legge di bilancio 2027 e pluriennale 2027-2029, approvato dal Consiglio dei ministri (articoli 49 e 88), come riportato da SoldiOnline, Terra e Vita, Agrapress, Teleborsa.
- ANSA, «Lollobrigida, 100 milioni ai pescatori per sicurezza sul lavoro e flotta competitiva», 31 ottobre 2026.
- Pesceinrete, «Lollobrigida, dal no ai tagli UE ai 100 milioni per la flotta», ottobre 2026.
- TrapaniOggi, «Pesca, via libera alla CISOA e 100 milioni per ammodernare la flotta», 30 ottobre 2026.
- ANSA, «La protesta si estende alla pesca, pescherecci fermi in numerosi porti in Adriatico», 22 ottobre 2026.
- Osservatorio GDM sulla flotta peschereccia italiana, elaborazione su dati EU Fleet Register.






