Lo squalo verdesca o squalo blu – Prionace glauca

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Prionace glauca

Prionace glauca è il nome scientifico della verdesca, un pesce cartilagineo appartenente alla famiglia Carcharhinidae.

La verdesca, conosciuto anche come squalo blu o squalo azzurro è un elasmobranco appartenente alla famiglia dei carcarinidi come lo squalo bianco. Squalo epipelagico (che nuota principalmente in superficie anche se può andare alla ricerca di prede sul fondo), la si avvista in mare aperto seguita spesso da piccoli pesci. Difficilmente si immerge a più di 350m. In Mediterraneo la verdesca, soprattutto nel periodo invernale e primaverile si avvicina alla costa. P. glauca è diffusa in tutto il mondo in acque temperate e tropicali.

Ama le acque temperate e tropicali, una volta la specie era molto presente in Mediterraneo, oggi a causa della sovrapesca la verdesca è invece sempre piu’ rara. Escludendo l’Antartide, la verdesca abita tutti i mari e gli oceani del pianeta.

P. glauca riesce a raggiungere grandi velocità se si tratta di cacciare un pesce ferito, in caso contrario il suo nuoto è lento e sinuoso. La dieta della verdesca è costituita principalmente da calamari e pesci. Ama vivere in solitaria ma gli spostamenti avvengono in piccoli gruppi divisi per sesso e dimensione. Spesso è accompagnata da pesci pilota con cui ha un rapporto simbiontico. Lo squalo difficilmente si ciberà del pesce pilota perché questo piccolo pesce oltre a nutrirsi degli avanzi di cibo, ne elimina anche i parassiti oltre a mantenere in buono stato l’igiene orale della verdesca.

verdesca
La verdesca è un animale molto agile e veloce, e può raggiungere velocità fino a 70 chilometri all’ora.

Il rapporto di questo pesce con gli squali viene descritto come quasi simbiotico ed è estremamente raro che uno squalo si cibi di un pesce pilota tanto che si notano spesso piccoli pesci pilota che nuotano nella bocca degli squali per nutrirsi dei residui di cibo rimasti tra i denti, dei parassiti, degli avanzi di cibo e anche degli escrementi degli squali, fornendo in cambio un “servizio” di pulizia.

Morfologia della verdesca

Squalo longilineo e aereodinamico, la verdesca possiede due pinne pettorali lunghe e strette, una testa piuttosto a punta ed una bocca grande con denti superiori obliqui, curvati e triangolari e margini dentellati per poter strappare la carne più facilmente.

Mandibola con denti di verdesca

I denti dell’arcata superiore sono incurvati a forma di triangolo con una sola cuspide. I margini sono seghettati. I denti per lato. denti dell’arcata inferiore invece sono dritti e stretti. Da 13 a 15 denti per lato.

Le dimensioni della verdesca

Raggiunge i 3.5m di lunghezza e può pesare sino a 300Kg. I maschi della verdesca sono in generale più piccoli e la loro taglia non supera i 3m, sono le femmine che possono crescere notevolmente di piu. Ad oggi la P. glauca piu grande mai pescata pesava ben 391Kg.

La riproduzione della verdesca

Squalo ovoviviparo, si riproduce per accoppiamento esterno. Gli accoppiamenti delle verdesche sono spesso cruenti con il maschio che morde la femmina più volte. La femmina una volta fecondata riesce a dare alla luce sino a 100 piccoli dopo un periodo di gestazione che varia dai 9 ai 12 mesi

L’alimentazione di P. glauca

P. glauca è un predatore vorace e si nutre di una varietà di animali, tra cui pesci, calamari, crostacei, pesci e altri piccoli squali. Sono predatori insaziabili che possono ingoiare anche oggetti non commestibili.

Tempo fa nello stomaco di una verdesca che ha l’abitudine di seguire le navi per cibarsi dei resti gettati in mare , sono stati trovati: mezzo prosciutto, alcune ossa di pecora, la parte posteriore di un maialetto, una targa di un’automobile, un utensile di ferro, un mazzo di chiavi e un pezzo di corda.

Predatori e parassiti della verdesca

Sono prede delle grandi orche e vittime dei ben piu temibili squali bianchi e squali tigre.  P. glauca ospita parassiti come alcuni cestodi etre specie di copepodi (Kroyeria lineataPhyllothereus cornutus et Echthrogaleus coleoptratus) ma anche del nematode Anisakis.

La verdesca può compiere degli scatti repentini per attaccare la preda o per sfuggire i predatori. Alla velocità massima, la verdesca raggiunge i 70Km/h.

La verdesca si mangia ?

La pesca professionale cattura ogni anno con i palamiti tra 10 e 20 milioni di squali. La carne di P. glauca arriva sul mercato anche se non è particolarmente pregiata. Spesso viene spacciata per carne di pesce spada. Gli esemplari più piccoli vengono utilizzati per produrre farine di pesce e mangimi. Le pinne vengono utilizzate per preparare la shark soup, ovvero la zuppa di pinne di squalo. In realtà essendo un predatore a in cima alla catena alimentare, le carni della verdesca contengono molto mercurio, questo pesce secondo la Food and drug amministration non deve essere mangiata da bambini e donne incinte per i rischi legati alle intossicazioni da metalli pesanti.

P. glauca è classificata come “vulnerabile” dalla Lista Rossa IUCN. Le principali minacce per la sua popolazione sono la pesca, la cattura incidentale e la degradazione dell’habitat. Ogni anno 20 milioni di esemplari di verdesche sono uccise da palamiti e reti da pesca.

Grazie alle pressioni del CITES, la pesca degli squali è stata regolamentata. Basti pensare che le popolazioni di verdesche in Mediterraneo si sono ridotte del 97%. La verdesca risulta oggi specie protetta  in quanto molto vulnerabile e dunque presente nella Lista rossa dello IUCN.

La legge del 9 gennaio del 2012 vieta in Italia la cattura, lo sbarco e la commercializzazione della verdesca in qualunque stadio di crescita.

Rischi per l’uomo

  • La verdesca è considerato un pesce pericoloso per l’uomo. Gli attacchi di verdesca sono relativamente rari. Dal 1580 fino al 2013, è stato coinvolto in 13 incidenti, quattro dei quali mortali.

Intossicazioni da mercurio

  • La carne di verdesca può contenere alti livelli di mercurio. Le donne incinte e i bambini dovrebbero evitare il consumo di carne di verdesca.

Attacchi al’uomo delle verdesche

Gli attacchi all’uomo di verdesche sono rari ma possono avvenire. Sembra che banchi di questi squali abbiano attaccato naufraghi in mare. In realtà comunque un incontro con uno squalo azzurro non è pericolo se ci si trova sotto costa a fare il bagno. La maggior parte di attacchi avvengono infatti in mare aperto. Tra il 1580 ed il 2010 sono stati segnalati solamente 32 attacchi all’uomo. Molti dei quali sembra che non siano veri e propri attacchi ma piuttosto cio che gli scienziati chiamano mrsi esplorativi. Sembra che le verdesche mordano per capire se la preda sia commestibile. Ma visti i denti affilati e la forza del morso i danni riportati dalla vittima possono essere seri. Le persone morte a causa di un attacco di verdesca ad oggi sono solamente 4.

Squali e coronavirus

Durante il periodo del coronavirus gli avvistamenti nei porti o sottocosta si sono moltiplicati. Sembra che lo stallo della navigazione permetta a questi animali di riprendersi i loro spazi.

Ecco alcune curiosità su questo animale:

  1. Dimensioni: gli esemplari adulti possono raggiungere i 3,5 metri di lunghezza e pesare fino a 220 kg.
  2. Alimentazione: gli squali verdesca si nutrono di diverse prede, tra cui pesci ossei, cefalopodi e crostacei.
  3. Velocità: questi squali sono noti per la loro velocità, che può raggiungere i 60 km/h. Ciò li rende abili predatori, capaci di catturare le loro prede con grande facilità.
  4. Longevità: la durata della vita degli squali verdesca è ancora oggetto di studio, ma si stima che possano vivere fino a 25-30 anni.
  5. Pericolosità: nonostante sia uno squalo molto diffuso e spesso avvistato nelle acque costiere, gli attacchi all’uomo sono piuttosto rari. Gli squali verdesca sono generalmente timidi e tendono a evitare l’uomo.
  6. Conservazione: la popolazione di squali verdesca è attualmente considerata a rischio, a causa della pesca eccessiva. Questa specie viene spesso catturata come by-catch (ossia incidentalmente) nelle reti da pesca e nei palangari. Per questo motivo, è stata inserita nella lista delle specie vulnerabili dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).
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