Scheda scientifica marina

Il pesce pappagallo mediterraneo – Sparisoma cretense

Sparisoma cretense

Actinopterygii IUCN LC — Minor preoccupazione
Famiglia
Nome scientifico
Sparisoma cretense
Stato IUCN
LC — Minor preoccupazione

Il pesce pappagallo mediterraneo, conosciuto anche come scaro, è un pesce osseo appartenente alla famiglia degli Scaridae. Il suo nome scientifico è Sparisoma cretense.

Deve il suo nome alla particolare dentatura, formata da denti fusi che ricordano un piccolo becco di pappagallo. Questa struttura gli permette di raschiare le alghe dalle rocce e di nutrirsi anche di piccoli invertebrati presenti sul substrato.

È una specie tipica degli ambienti litorali rocciosi e delle praterie di Posidonia oceanica, dove può vivere fino a circa 50 metri di profondità. Nel Mediterraneo è più comune nelle aree meridionali, ma negli ultimi anni le segnalazioni verso nord sono aumentate, probabilmente favorite dal riscaldamento delle acque

Il pesce pappagallo mediterraneo - Sparisoma cretense

Perché il pesce pappagallo cambia colore?

Il pesce pappagallo lo si può’ osservare con colorazioni differenti. La stessa specie infatti può’ presentare un colore rosso acceso con zone di colore giallo (Femmine) o avere un colore meno vistoso come il marrone scuro (Maschi).

Dove vive

Il pesce pappagallo Mediterraneo, unico rappresentante del genere, vive tra le acque del Portogallo fino al Senegal e tra le acque del Mediterraneo del Sud. Presente infatti tra le acque del Nord Africa, Italia del Sud (presenza massiccia tra le acque costiere dell’isola di Lampedusa), il pappagallo oggi si sta spostando pian piano sino alle coste francesi e spagnole ove, anche se sporadiche, sono state segnalate delle catture.

Descrizione

Sparisoma Cretense, con il suo corpo allungato e lateralmente compresso, è un affascinante pesce che può raggiungere una lunghezza massima di 52 cm, ma la sua dimensione media si attesta intorno ai 30 cm. Il corpo è ricoperto da grandi e ben visibili squame cicloidali, mentre la bocca assume la forma di un becco di pappagallo, di colore bianco, risultato della fusione dei denti. Il muso è arrotondato. La singola pinna dorsale inizia al livello delle pinne pettorali e si estende fino al peduncolo caudale, che è abbastanza largo. La pinna caudale è leggermente arrotondata, ma spesso appare leggermente retratta, assumendo così una forma quadrata.

Come nella maggior parte degli Scaridae, la colorazione varia in base all’età e al sesso.

Nei giovani, il corpo e le pinne sono grigi-bruni o arancioni, con a volte due linee orizzontali bianche sui fianchi. L’occhio è di colore giallo. I maschi sono grigi, talvolta marrone-verdi, comprese le pinne, con a volte un’area più o meno nera sopra l’inserzione delle pinne pettorali. Il ventre è spesso un po’ più chiaro, con due bande nere. Le pinne pettorali e dorsali sono generalmente bordate di marrone-rossastro. L’occhio è grigio, talvolta tendente al rosso. Incredibilmente, è nelle femmine che si trova la colorazione più vivace. Il corpo è di un rosso acceso con una vasta area grigia rettangolare, che parte dalla fronte sopra gli occhi, si estende fino all’inizio dell’inserzione della pinna dorsale e scende fino all’inserzione delle pinne pettorali. Questa zona grigia è bordata anteriormente di giallo. Una macchia, anch’essa gialla, è presente sulla parte superiore del peduncolo caudale. Le pinne sono rosse tranne le pettorali, che sono grigiastre punteggiate di bianco. L’occhio è giallo.

Alimentazione del pesce pappagallo

Il pesce pappagallo è principalmente erbivoro, dotato di una dentatura perfettamente adattata al suo regime alimentare. Le sue mandibole con denti fusi a forma di becco di pappagallo gli consentono di sezionare le alghe, mentre i denti faringei e i potenti muscoli gli permettono di triturarle. Oltre a nutrirsi di alghe, talvolta si ciba anche di piccoli invertebrati.

Le sue particolari caratteristiche dentarie, sono fondamentali per il suo stile alimentare. Questo adattamento gli consente di affrontare efficacemente la sfida di recidere le alghe e di assorbire i nutrienti di cui ha bisogno dalla sua dieta prevalentemente vegetale. I denti faringei e i muscoli potenti, d’altra parte, gli permettono di effettuare la seconda fase del processo, macinando le alghe in parti più gestibili.

Il pesce pappagallo mediterraneo - Sparisoma cretense
Un esemplare femmina di pesce pappagallo. Foto di Giovanni Marcello Costa

Ciclo Riproduttivo

La riproduzione in Sparisoma cretense è uno spettacolo che si svolge durante l’estate, precisamente tra luglio e settembre. Ciò che rende questa specie particolarmente interessante è che i maschi e le femmine mature hanno approssimativamente la stessa età e dimensione (questo accade paradossalmente anche con i pappagalli ). Questo suggerisce che si tratti di una specie gonocorica, ovvero con sessi separati, a differenza della maggior parte degli Scaridi che sono ermafroditi protogini, cioè inizialmente femmine e poi maschi. Studi hanno dimostrato la presenza di maschi o femmine immaturi, ma mai individui con gonadi in transizione da un sesso all’altro.

La riproduzione avviene attraverso due modalità principali: all’interno di un harem di femmine guidato da un maschio territoriale che difende il suo territorio tutto l’anno, oppure tramite piccoli gruppi di maschi itineranti che fertilizzano le femmine casualmente durante i loro spostamenti. Questa variabilità nella strategia riproduttiva contribuisce alla diversità di comportamenti osservati in questa specie.

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I pesci ossei del Mediterraneo: Guida illustrata a 150 specie

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I gameti vengono rilasciati in acqua aperta, dove avviene la fecondazione. Gli ovuli e le larve sono pelagici, il che significa che si trovano nella colonna d’acqua e non sono legati al fondale marino. Questo adattamento comportamentale è fondamentale per la sopravvivenza e la dispersione delle nuove generazioni.

In conclusione, la riproduzione di S. cretense è una coreografia complessa che si svolge nei mesi estivi, coinvolgendo varie strategie di accoppiamento e adattamenti alla vita pelagica delle larve. Un esempio affascinante di come la biologia marina offra spunti di studio sempre più intriganti.

Specie aliena o Mediterranea ?

Anche se l’aspetto fisico e le abitudini alimentari possano far pensare ad una specie aliena proveniente dai mari tropicali, questo pesce e’ tipico del Mar Mediterraneo che abita da diverso tempo. Alcuni fossili sono stati ritrovati in un sito del VI secolo in Grecia. Le catture in Tirreno e nell’alto Mediterraneo no sono dunque date dalla Tropicalizzazione del Mediterraneo ma bensì da una Meridionalizzazione del Mediterraneo dato che specie di origine del basso Mediterraneo stanno migrando verso Nord raggiungendo le coste della Francia del Sud e della Spagna.

Il pesce pappagallo nella storia

Il pesce pappagallo mediterraneo - Sparisoma cretense

Già i romani ed i greci conoscevano questa specie, apprezzatissima in cucina. Sembra che questa specie abbia subito una sorta di estinzione tra le acque del mar egeo a causa della sovra pesca. Infatti oggi in mar Egeo questa specie e’ scarsamente presente ed in Mediterraneo si ha un periodo “buio” dove non si conoscono descrizioni ne note relative alla cattura di questo pesce. Ne parla anche Aristotele nel suo Historia Animalium soppranominando questo pesce “il ruminante“. L’ittiologo italiano Griffini, nel suo Ittiologia Italiana (1903), conferma l’abitudine di ruminare di questa specie, “erbivoro e rumina l’alimento”, ma Thompson (1947)3 sostiene che più probabilmente lo Scarus mastichi semplicemente il cibo più duro con i suoi denti grandi.

Gli stessi romani sembrano avessero tentato di allevare pesci pappagallo nei primi allevamenti ittici insieme a murene senza grandi risultati. A metà del primo secolo A.C. fu anche fatto un tentativo di introduzione nel Mediterraneo occidentale. La specie fu introdotta nel Tirreno trasportato dal Mar dei Carpazi. Il pesce fu liberato tra la foce del fiume Tevere e le coste della Campania.

A conferma che questo pesce era di grande importanza alimentare vi sono numerosi fonti letterarie descrivono anche il prezzo elevato. Il pesce pappagallo potrebbe essere rivalutato come fonte ricca di proteine ma anche per un potenziale sfruttamento in acquacoltura .

Sparisoma Cretense, con la sua straordinaria varietà di colori che dipendono dall’età e dal sesso, offre uno spettacolo unico negli abissi marini. Un esempio raro in cui le femmine, con i loro vibranti toni rossi e gialli, rubano la scena e dimostrano che la bellezza sottomarina può essere tanto sorprendente quanto delicata.

Domande frequenti

Il pesce pappagallo è autoctono?

Sì, Sparisoma cretense è l'unico pesce pappagallo nativo del Mediterraneo.

Perché è in espansione?

È termofilo e si diffonde verso nord con il riscaldamento.

Chi è più colorata, la femmina o il maschio?

La femmina, rossa e grigia; il maschio è grigio.

L'autore

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino

Biologo marino · GDM

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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