Specie Aliena Invasiva — Banca Dati IAS Mediterraneo
Specie Aliena Invasiva

Nemiptero – Nemipterus randalli

Nemipterus randalli

⚠ Specie aliena invasiva Fam. Nemipteridae Acanthuriformes MED dal 2008

Nemipterus randalli non è ancora stato pescato nei nostri mari — ma è già regolato per legge. Un caso raro tra le specie aliene: il nome commerciale italiano esiste da prima ancora che il pesce arrivasse. Ecco cosa sapere, dove si sta espandendo e perché conviene tenerlo d’occhio.

Cosa c’è da sapere subito

  • Il Decreto Ministeriale 31 gennaio 2008 ha già stabilito la denominazione commerciale obbligatoria in Italia per tutte le specie del genere Nemipterus: “nemiptero”.
  • Non è tossico né velenoso: a differenza di pesce scorpione, pesce palla e pesce coniglio, non ci sono precauzioni sanitarie particolari da seguire.
  • Non è ancora stato segnalato lungo le coste italiane, ma la sua avanzata in Turchia negli ultimi 15 anni mostra un pattern di espansione verso ovest che vale la pena monitorare.
  • È già oggetto di studi scientifici sul suo impatto sulla rete trofica del Mediterraneo orientale, per la competizione diretta con il pagello fragolino (Pagellus erythrinus).

Come riconoscerlo

Corpo ovale, leggermente compresso, colore rosato con riflessi argentei, più scuro sul dorso. Il tratto distintivo sono quattro bande dorate pallide che corrono dall’opercolo branchiale fino al peduncolo caudale. La pinna caudale è biloba, con un lungo filamento che si diparte dal lobo superiore — anche se negli esemplari pescati questo filamento manca spesso, perché si rompe facilmente.

Bocca frontale con denti conici, quelli anteriori più grandi e caniniformi. Può essere confuso a prima vista con gli sparidi comuni del Mediterraneo (pagelli, occhiate) per la forma del corpo — la colorazione rosata a bande dorate è il modo più rapido per distinguerlo.

Dove si sta espandendo (e perché l’Italia è la prossima tappa plausibile)

La specie è originaria dell’Oceano Indiano occidentale, del Golfo Persico e del Mar Rosso. È entrata nel Mediterraneo tramite migrazione lessepsiana attraverso il Canale di Suez, ed è oggi comune lungo le coste da Israele al sud della Turchia. La sua avanzata verso l’Egeo occidentale è documentata con precisione dalla letteratura scientifica:

  • 2008 — prima descrizione della specie nel Mediterraneo orientale (Lelli, Colloca, Carpentieri, Russell) e prima segnalazione a Iskenderun, Turchia (Bilecenoglu & Russell)
  • 2013 — prima cattura nel sud dell’Egeo, Golfo di Gökova, Turchia (Gülşahin & Kara)
  • 2017 — comparsa nella Baia di Smirne (Izmir), Turchia, ancora più a ovest (Aydin & Akyol)

Il ritmo di avanzamento — circa una tappa ogni 4-5 anni verso ovest lungo la costa turca — segue lo stesso schema già visto con altri lessepsiani come il pesce coniglio. Se il pattern si conferma, l’Egeo occidentale e il Dodecaneso greco sono i prossimi candidati, con l’Italia (Puglia ionica, Sicilia orientale) come tappa successiva plausibile nel medio termine.

Il vero problema: non è tossico, ma è comunque un rischio

A differenza delle specie aliene più mediatiche (pesce scorpione, pesce palla, pesce coniglio), il nemiptero non rappresenta un pericolo diretto per la salute umana. Il rischio è tutto ecologico ed economico, ed è più subdolo perché nasconde un’apparente opportunità:

  • Competizione diretta con il pagello fragolino (Pagellus erythrinus), una specie nativa di reale valore commerciale per la piccola pesca mediterranea. Uno studio di modellazione della rete trofica nel Mediterraneo nord-orientale (2023) ha quantificato l’impatto della specie sulla dinamica dell’ecosistema costiero.
  • Crescita della cattura come bycatch: nel Mediterraneo orientale viene già pescato in abbondanza con reti a strascico e, in misura minore, con reti da posta e palamiti — senza che esista ancora una filiera dedicata.
  • Il paradosso economico: la specie ha un potenziale commerciale reale (in Asia il genere Nemipterus viene usato anche per la produzione di surimi), ma la letteratura scientifica avverte che i benefici economici a breve termine possono mascherare perdite maggiori nel lungo periodo, a causa del danno alle specie native.
  • Uno studio specifico (AS-ISK, Aquatic Species Invasiveness Screening Kit) ha valutato formalmente il potenziale invasivo della specie nel Mediterraneo.

È commestibile? Sì, senza avvertenze particolari

Nessuna tossicità nota, nessuna spina velenifera, nessun caso di intossicazione documentato. Se un giorno arriverà nelle acque italiane e finirà in pescheria, potrà essere venduto legalmente con il nome “nemiptero” — la denominazione è già in vigore dal 2008, ben prima che la specie mettesse piede nel Mediterraneo occidentale.

Domande frequenti

Il nemiptero è già presente in Italia?
No, ad oggi la sua distribuzione documentata resta limitata al Mediterraneo orientale — Israele, Libano, Egitto, sud della Turchia e, più recentemente, Egeo turco fino a Smirne.

È pericoloso da toccare o da mangiare?
No. A differenza di altre specie aliene lessepsiane (pesce scorpione, pesce palla, pesce coniglio), non presenta spine velenifere né tossicità nota.

Perché preoccuparsi di una specie non tossica e commestibile?
Perché il rischio non è sanitario ma ecologico: compete per le risorse alimentari con il pagello fragolino, una specie nativa di valore commerciale, e la letteratura scientifica lo classifica già come potenziale minaccia per la rete trofica costiera del Mediterraneo nord-orientale.

Ha già un nome commerciale ufficiale?
Sì — “nemiptero”, stabilito dal Decreto Ministeriale del 31 gennaio 2008 per tutte le specie del genere Nemipterus, incluso N. randalli.

Cosa lo differenzia da altre specie aliene come il granchio blu?
Il granchio blu ha già causato danni economici documentati e diffusi in Italia. Il nemiptero è ancora in fase di avvicinamento: il momento utile per monitorarlo è adesso, prima che diventi un problema conclamato.

Per il quadro completo: tutte le specie aliene del Mediterraneo.


di Marcello Guadagnino — Biologo marino · Fondatore di Il Giornale dei Marinai · ilgiornaledeimarinai.it

Fonti: Lelli, Colloca, Carpentieri & Russell (2008), Journal of Fish Biology 73:740-745; Bilecenoglu & Russell (2008), Cybium 32:279-280; Gülşahin & Kara (2013), Journal of Applied Ichthyology 29:933-934; Aydin & Akyol (2017), Journal of Applied Ichthyology 33:533-534; Uyan, Filiz, Top & Tarkan — AS-ISK invasiveness screening; studio di modellazione food-web sul Mediterraneo nord-orientale (2023, MDPI); Decreto Ministeriale 31 gennaio 2008 (denominazioni commerciali); FishBase; CIESM Atlas of Exotic Species.

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L'autore

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino

Biologo marino · GDM

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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