Siganus rivulatus — chiamato anche pesce coniglio striato — è una delle 4 specie alieno-tropicali monitorate ufficialmente da ISPRA e CNR nel Mediterraneo. Ecco come riconoscerlo, cosa fare in caso di puntura e come segnalarlo se lo trovi in rete o in immersione.
Cosa fare se lo peschi o lo trovi in rete
Non è (ancora) un pesce che devasta reti e allevamenti come il granchio blu — ma va gestito con attenzione, perché le sue spine sono velenifere.
- Non maneggiarlo a mani nude. Usa guanti spessi o un panno. Le spine su dorsale, anale e pinne pelviche restano pericolose anche dopo la morte dell’animale.
- Fotografalo prima di decidere cosa farne. Taglia, colore, zona e data della cattura sono dati preziosi per il monitoraggio scientifico.
- Segnalalo alla campagna “Attenti a quei 4!” (vedi sotto).
- Se decidi di consumarlo, rimuovi le spine con attenzione prima di manipolarlo in cucina.
Puntura: primo soccorso
Il veleno delle spine è composto da proteine termolabili — si disattivano con il calore.
- Se una spina è rimasta nella pelle, rimuovila con pinzette pulite, senza schiacciarla ulteriormente.
- Lava la zona con acqua di mare pulita (non dolce) per eliminare residui di veleno.
- Immergi la parte colpita in acqua calda ma non bollente, 43-46°C, per 30-90 minuti: il calore denatura le tossine e riduce dolore e infiammazione.
- Evita ghiaccio diretto, incisioni o il “succhiare” la ferita.
- Se compaiono gonfiore importante, difficoltà respiratorie o malessere generale, vai al pronto soccorso.
Come riconoscerlo (e non confonderlo con S. luridus)
In Mediterraneo circolano due pesci coniglio lessepsiani quasi identici per abitudini ma diversi per colore: il pesce coniglio striato (marezzato) e il pesce coniglio scuro.


| Carattere | S. rivulatus (striato/marezzato) | S. luridus (scuro) |
|---|---|---|
| Colore | Argenteo/grigio con linee dorate orizzontali | Bruno scuro, quasi uniforme |
| Somiglianza | Ricorda la salpa a colpo d’occhio | Nessuna somiglianza con specie native |
| Taglia massima | 27 cm (comune 18-20) | 30 cm |
| Prima cattura italiana | Milazzo, 2022 | Linosa, 2003 |
Il rischio di puntura è identico per entrambi.
Dove si sta espandendo in Italia (e cosa aspettarsi)
La rotta di colonizzazione segue un pattern chiaro: entra dal Mediterraneo orientale e risale verso ovest man mano che le acque restano calde più a lungo durante l’anno. Lo stesso schema si è visto con il pesce scorpione, che ha raggiunto lo Stretto di Sicilia.
- 1924 — prima cattura in assoluto, Haifa (Israele)
- Da decenni — popolazione stabile in Egeo, coste turche, Cipro, Libano, Egitto, Libia, Adriatico orientale (Croazia, Montenegro, Albania)
- Luglio 2022 — primo esemplare a Malta (Delimara)
- 5 febbraio 2022 — cattura al largo di Milazzo, Sicilia
- Ottobre 2025 — prima segnalazione in Mar Ligure, Riviera di Ponente, confermata dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn
- 2026 — seconda segnalazione nel Mar Nero (Balaklava, Crimea)
Se il pattern osservato per il pesce scorpione (1.840 segnalazioni a marzo 2025, concentrate nello Ionio) si ripete, ci si può aspettare una progressiva stabilizzazione del pesce coniglio striato anche lungo Sicilia orientale, Calabria e basso Tirreno nei prossimi anni.
È commestibile? Cosa sapere prima di cucinarlo
In alcune aree del Mar Rosso e del Mediterraneo orientale viene consumato regolarmente, ma vale la pena essere cauti:
- Le spine vanno rimosse con cura prima di manipolarlo in cucina — restano velenifere anche da morto.
- È documentato almeno un caso di intossicazione alimentare (Herzberg, 1973); alcune fonti segnalano, per i siganidi in generale, possibili disturbi gastrointestinali in caso di accumulo di tossine. Non è un rischio paragonabile al pesce palla maculato (letale), ma non è nemmeno un pesce a rischio zero.
- In Italia non esiste ancora una filiera commerciale dedicata: viene catturato solo incidentalmente.
Perché sta arrivando ora
Il Mediterraneo si è riscaldato di circa 2°C dal 1900, e le acque restano sopra le soglie tropicali per periodi dell’anno sempre più lunghi. Questo permette al pesce coniglio striato di spingersi verso ovest e stabilizzare popolazioni riproduttive anche in Adriatico, Ionio e ora Tirreno e Liguria.
Impatto ecologico: i fondali che diventano “nudi”
S. rivulatus è un brucatore vorace di alghe verdi e rosse. Dove i pesci coniglio si insediano in massa (come lungo alcune coste turche), si osserva la progressiva scomparsa della copertura algale sui fondali rocciosi, sostituita da roccia nuda — con effetto a cascata sugli invertebrati associati, incluse le praterie di Posidonia oceanica.
Compete direttamente con la salpa (Sarpa salpa), l’unico pesce erbivoro nativo del Mediterraneo, con fecondità maggiore, crescita più rapida e maggiore adattabilità.
Domande frequenti
È già presente stabilmente in Italia o solo di passaggio?
Ad oggi le catture italiane (Milazzo 2022, Liguria 2025) sono ancora avvistamenti isolati, non popolazioni riproduttive documentate come nel Mediterraneo orientale.
Fa male toccarlo da morto?
Sì. Le ghiandole velenifere restano attive anche dopo la morte dell’animale.
Devo ributtarlo in mare se lo pesco per sbaglio?
No — meglio fotografarlo, segnalarlo alla campagna di monitoraggio, e poi decidere se conservarlo o smaltirlo correttamente.
Cosa lo rende diverso dal granchio blu come “specie aliena”?
Il granchio blu ha già un impatto economico documentato (oltre 100 milioni di euro di danni alla pesca italiana). Il pesce coniglio striato è ancora nella fase di prima colonizzazione: il danno oggi è soprattutto ecologico, non economico.
Per il quadro completo: tutte le specie aliene del Mediterraneo.
di Marcello Guadagnino — Biologo marino · Fondatore di Il Giornale dei Marinai · ilgiornaledeimarinai.it
Fonti: ISPRA/CNR-IRBIM/AlienFish (campagna “Attenti a quei 4!”); Steinitz 1927; Ben-Tuvia 1964; Herzberg 1973; Vella et al. 2023 (BioInvasions Records); Environmental Biology of Fishes 2026; Stazione Zoologica Anton Dohrn; FishBase.