La pesca del cicerello

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La pesca del cicerello

La pesca del cicerello  è una pratica antica e tradizionale, riscontrabile attraverso numerosi documenti storici, quali gli Statuti di Noli del XVI secolo che stabiliscono le modalità di gestione della risorsa e dello svolgimento dell’attività di pesca e dell’utilizzo degli attrezzi. Questa pesca ha da sempre rappresentato una risorsa alimentare delle popolazioni costiere, come riprova il fatto che in quanto risorsa era strettamente regolamentata e tutelata, e ha costituito una importante ricchezza per le popolazioni locali.

Il cicerello (Gymnammodytes cicerellus) può essere consumato sia fresco, previa cottura, sia come prodotto trasformato, mediante un particolare processo sviluppato in sede locale; a tale proposito, la necessità di sviluppare una forma di conservazione del prodotto attraverso una sua trasformazione costituisce prova che da epoche storiche il cicerello ha dato sempre luogo ad abbondanti quantitativi di pescato, che non potevano essere totalmente destinati alla commercializzazione ed al consumo locale del prodotto fresco.

D’altra parte, sia le dimensioni, sia le caratteristiche morfologiche della specie, in particolare la mancanza di squame e il sottilissimo strato epiteliale, rendono particolarmente difficoltosa la sua conservazione, pur caratterizzandone la facilità di preparazione e le qualità organolettiche.

Come si pesca il cicerello

Il cicerello veniva pescato in passato con delle reti spesso azionate a mano dalla riva, con delle sciabiche da spiaggia quindi. Attualmente la cattura avviene con apposite reti denominate localmente sciabiche, tartanone, fonticella, sciabichello ed azionate a bordo di natanti. Tale rete può essere considerata una sciabica se prevalgono i piombi sui galleggianti e se si usano calamenti molto lunghi, oppure una rete a circuizione senza chiusura se prevale il galleggiamento ed i calamenti sono corti, utili solo per la manovra. Viene usata solo con maglia da 40 mm e fuori dalle tre miglia se salpata meccanicamente dal natante , se invece le reti sono del tipo a circuizione senza chiusura, essa può essere usata anche entro le tre miglia e con maglia da 10 mm. La rete viene calata sul banco individuato a vista, per questo sono necessarie particolari condizioni di mare e di luce per poter individuare i banchi attorno a cui calare l’attrezzo.

Se il banco non viene individuato con chiarezza, anche caso mai con l’ausilio dello “specchio”, non si cala la rete. É chiaro che in questo caso si ha la sicurezza della cattura del cicerello, non solo, ma considerato che i cicirelli si radunano in immensi banchi molto concentrati, diventa ben difficile trovare nella zona in cui si cala la rete pesci di specie diversa dal cicerello. La rete per cicirello finisce per non avere catture accessorie. Infatti, si tratta di uno dei rari tipi di pesca praticati in Italia con cattura monospecifica.

la pesca del cicerello

Morfologia del cicerello

Il corpo è allungato, subcilindrico; il muso è acuto, con mandibola prominente. Denti assenti sulle mascelle. Pelle liscia, senza squame. L’animale presenta delle pliche ventrolaterali che si estendono da sotto la pinna pettorale fin oltre l’inizio dell’anale. Le pinne pettorali sono piccole, quelle ventrali assenti; la linea laterale ramificata.Colore marrone dorato o azzurro-verdastro sul dorso, ventre bianco, fianchi argentei. Testa di solito blu (Bini, 1968).

Lunghezza massima: 17 cm (Fischer et al., 1987).

Il cicerello non presenta dimorfismo sessuale: i maschi sono, infatti, uguali alle femmine.

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