La differenza tra Pagro e Pagello

Marcello Guadagnino

Web Editor : Marcello Guadagnino. Io sono Marcello, sono nato a Palermo ed ho vissuto a Marinella di Selinunte (Tp). Sono stato a contatto di pescatori sia sportivi che professionali che mi hanno dato la spinta dopo le scuole superiori a studiare biologia marina per poi terminare gli studi con un master in gestione della fascia costiera e delle risorse acquatiche nelle Marche. Oggi vivo in Francia a Montpellier dove mi occupo di pesca. Rimango sempre in contatto con la mia Sicilia dove torno spesso in particolare in estate dove mi aspetta la mia barca. Qui a Montpellier pratico tanta pesca sportiva, faccio subacquea, vado in barca e la sera quando si spengono le luci del giorno mi dedico al giornale dei marinai andando alla ricerca di news, articoli, guide per cercare di sensibilizzare il grande pubblico sui temi legati al mare.

Potrebbero interessarti anche...

3 Risposte

  1. walter preitano ha detto:

    Seppure esista qualche difficoltà di riconoscimento tra Pagello fragolino (Luvaro) e Pagro, almeno quando le dimensioni di quest’ultimo sono modeste, a mio avviso è più importante saper distinguere tra Lanzardo e Sgombro. E ciò perchè, se Pagello fragolino e Pagro sono considerati in fondo entrambi pesci piuttosto pregiati, tra Lanzardo e Sgombro vi è un abisso. Ma i pescivendoli hanno l’abitudine di fare di tutta l’erba un fascio, soprattutto quando tra i pesci le differenze alla vista non sono poi così marcate. Lo Sgombro infatti è un pesce di tutto rispetto per ciò che concerne le carni e il loro gusto, e si presta ad essere cucinato in vari modi, il Lanzardo, fresco o meno che sia, è un pesce di assai poco valore culinario e dal sapore poco gradevole. Lo stesso dicasi tra l’Alletterato e il Tombarello: quest’ultimo è forse il pesce dal gusto meno gradevole del nostro mare. Ancora per dire che tali confronti sono possibili sulla cucina semplice, dove le carni del pesce debbono dimostrare ciò che valgono, ma per fortuna la cucina mediterranea ha tale fantasia da rendere gustoso perfino il Tombarello.
    Comunque, caro Marcello, la tua iniziativa è pregevole e merita un applauso.

  2. walter preitano ha detto:

    Amico Marcello, ricordo bene quell’articolo, ma allora non hai voluto, forse per modestia o forse per non far torto, parlare delle differenza al palato. Occhio al pesce quindi, ma occhio soprattutto al pescivendolo il quale proporrebbe una Salpa per Orata se chi compra non fosse in grado di distinguere le due specie (rispettivamente piombo e oro). Comunque queste tue argomentazioni illustrative sono molto interessanti.
    Ciao.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *