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Biologia Marina · Pesca · Tavola

Pesce Spada e Verdesca:
due predatori, un solo mare

Vengono pescati con lo stesso palangaro, venduti spesso vicini in pescheria, e confusi da milioni di consumatori. Ma il pesce spada e la verdesca appartengono a mondi evolutivi lontanissimi. Ecco tutto quello che devi sapere.

di Marcello Guadagnino · Biologo marino · OCEANIS · Aggiornato Maggio 2026
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Nel Mediterraneo convivono due dei grandi predatori pelagici più iconici: il pesce spada (Xiphias gladius) e la verdesca (Prionace glauca). Il primo è un pesce osseo, solitario, dotato di un rostro appiattito che usa come arma. Il secondo è uno squalo cartilaginoso, tra i più diffusi al mondo, capace di percorrere migliaia di chilometri attraverso gli oceani. Vengono catturati con gli stessi attrezzi, finiscono negli stessi mercati, ma biologicamente sono separati da centinaia di milioni di anni di evoluzione.

500 kg Peso max pesce spada
180 kg Peso max verdesca
3 m Lunghezza max spada
4 m Lunghezza max verdesca
Pesce spada (Xiphias gladius) nel Mediterraneo
Pesce spada adulto — notare il rostro appiattito e la corporatura massiccia
Xiphias gladius

Il Pesce Spada: anatomia di un cacciatore solitario

Il pesce spada è l’unico rappresentante vivente della famiglia Xiphiidae. Non è un marlin, non è un aguglia: è una specie unica, senza parenti prossimi tra i predatori pelagici. Il suo elemento più riconoscibile è il rostro piatto e affilato — non usato per infilzare le prede, come spesso si crede, ma per sferrare colpi laterali violenti che stordiscono o lacerano banchi di pesci.

Gli adulti perdono le squame e persino i denti durante la crescita: la pelle diventa liscia e resistente. Il corpo è fusiforme e potente, con una pinna caudale a mezzaluna rigida adatta agli scatti brevi piuttosto che alla migrazione continua. Può immergersi oltre i 600 metri di profondità, dove la temperatura dell’acqua scende sotto i 5°C — resistendo grazie a un organo termogenico dietro gli occhi che riscalda il cervello.

Nel Mediterraneo la specie è stanziale e migratrice parziale: si riproduce in acque calde (giugno-agosto), poi segue i banchi di cefalopodi e pesci azzurri in profondità. È un cacciatore notturno solitario. Raramente forma aggregazioni. Le femmine sono più grandi dei maschi — un dimorfismo sessuale marcato, comune nei grandi predatori apicali.

→ Leggi la scheda completa del pesce spada

Verdesca (Prionace glauca) squalo pelagico del Mediterraneo
Verdesca — dorso blu cobalto intenso, pettorali falciformi, tipica livrea pelagica
Prionace glauca

La Verdesca: lo squalo blu dell’oceano aperto

La verdesca appartiene alla famiglia Carcharhinidae, gli squali requiem — la stessa di specie come lo squalo leuca e lo squalo tigre. È un elasmobranchio cartilaginoso: niente ossa, cinque fessure branchiali visibili sul fianco, dentatura pluriseriale con denti triangolari seghettati. Sul piano evolutivo, è lontana anni luce dal pesce spada.

La sua livrea è inconfondibile: dorso blu cobalto intenso, fianchi più chiari, ventre bianco. Questa colorazione è adattativa — la cosiddetta contro-ombreggiatura — che la rende quasi invisibile sia dal basso (ventre chiaro verso la luce) che dall’alto (dorso scuro verso il profondo). Le pinne pettorali sono lunghe e falciformi, ottimizzate per la planata oceanica.

È uno degli squali più abbondanti al mondo, con una distribuzione che copre praticamente tutti gli oceani temperati e tropicali. Migratrice oceanica per eccellenza: esemplari marcati hanno percorso oltre 6.000 km in pochi mesi. Nel Mediterraneo è presenza regolare ma la popolazione è considerata in declino — entra come cattura accessoria del palangaro destinato al pesce spada.

→ Leggi la scheda completa della verdesca

Confronto diretto: spada vs. verdesca

Le differenze principali a colpo d’occhio

? Pesce Spada
Caratteristica
? Verdesca
Xiphiidae (pesce osseo)
Famiglia
Carcharhinidae (squalo)
Teleosteo (ossa)
Scheletro
Elasmobranchio (cartilagine)
Fino a 3 m / 500 kg
Dimensioni max
Fino a 4 m / 180 kg
Grigio-bluastro, pelle liscia
Colorazione
Blu cobalto dorsale, bianco ventrale
Rostro piatto appiattito
Elemento distintivo
5 fessure branchiali, denti seghettati
Solitario, cacciatore notturno
Comportamento
Pelagico oceanico, migratore a lungo raggio
Mediterraneo (riproduzione estiva)
Distribuzione
Tutti gli oceani temperati e tropicali
Oviparo (uova pelagiche)
Riproduzione
Viviparo placentare
Fino a 600 m di profondità
Batimetria
Superficie fino a 150 m (prevalente)
Carne bianca, pregiata, spessa
Carne
Carne rosa-biancastra, texture più fibrosa
⚠ Indagine · Frodi Alimentari

La truffa del trancio:
verdesca venduta come pesce spada

È una delle frodi ittiche più diffuse in Italia, documentata dal NAS dei Carabinieri in decine di operazioni nelle ultime due decadi. Il meccanismo è semplice: un trancio di verdesca — che al mercato all’ingrosso vale tra i 2 e i 5 €/kg — viene venduto al consumatore finale come pesce spada a 14-22 €/kg. Il margine fraudolento può superare il 400%. Succede in pescheria, ma succede anche — e forse più spesso — nella grande distribuzione organizzata.

Il divario di prezzo: i numeri della frode

Per capire il perché della frode basta guardare i prezzi medi rilevati nei mercati ittici italiani. Il pesce spada è una delle carni di pesce più costose del Mediterraneo; la verdesca è un prodotto di minor valore commerciale, spesso catturata come bycatch e venduta sottocosto quando abbonda. La differenza giustifica economicamente il rischio.

Specie Prezzo mercato ingrosso Prezzo dettaglio (pescheria) Prezzo GDO Differenza da spada
Pesce spada (Xiphias gladius) 8–14 €/kg 16–24 €/kg 12–18 €/kg —
Verdesca (Prionace glauca) 1,5–4 €/kg 5–9 €/kg 4–7 €/kg –70 / –80%
Smeriglio (Lamna nasus) Specie protetta vendita vietata vendita vietata —

Prezzi indicativi 2024-2026 rilevati su mercati ittici italiani (Catania, Mazara del Vallo, Ancona, Milano). Variazioni stagionali significative.

⚠ Attenzione: un trancio di “pesce spada” venduto sotto i 10 €/kg in pescheria o sotto i 8 €/kg al banco della GDO deve insospettire. Il prezzo è il primo segnale di allarme. Il pesce spada mediterraneo, soggetto a quote ICCAT e costi di pesca elevati, non può essere economicamente venduto a quelle cifre senza che ci sia qualcosa che non torna.

La GDO: dove la frode diventa sistematica

Nei supermercati la frode è strutturalmente più difficile da rilevare. Il trancio arriva già confezionato, spesso in ATM (atmosfera modificata), con etichetta stampata in automatico. L’identificazione visiva è compromessa dalla confezione, l’odore è attenuato dal freddo e dal packaging, e il consumatore medio non ha strumenti per verificare. Le operazioni del NAS hanno trovato, in diversi casi, prodotto etichettato come “pesce spada” contenente verdesca o smeriglio — con relativo sequestro e denuncia ai titolari.

? Il problema dell’etichetta

Il Reg. UE 1379/2013 impone nome commerciale, metodo di produzione, zona di cattura FAO e attrezzo. Ma l’etichettatura automatizzata nei grandi centri di lavorazione può essere falsificata a monte, prima del confezionamento. Il controllo è complesso senza analisi del DNA.

? Il DNA barcoding

L’unico metodo certo per identificare la specie su un trancio lavorato è il DNA barcoding (gene COI mitocondriale). Studi italiani (Università di Bologna, Napoli) hanno rilevato tassi di sostituzione specie tra il 15 e il 30% nei campioni analizzati nei mercati ittici nazionali.

⚖ Le sanzioni

La frode in commercio ittico è punita dal D.Lgs. 231/2001 e dal Codice Penale (art. 515 — frode in commercio). Le sanzioni vanno da ammende fino a 30.000 € a pene detentive nei casi più gravi. Le operazioni NAS operano in coordinamento con ICQRF e Capitanerie di Porto.

Come tutelarsi: la checklist pratica

Se acquisti tranci già tagliati — che siano in pescheria o al supermercato — questi sono i controlli da fare prima di comprare:

1. Odore: il pesce spada ha odore marino neutro e pulito. Un retrogusto di ammoniaca, anche lieve, indica quasi certamente un elasmobranchio (squalo). La verdesca non trattata lo ha sempre in misura variabile.

2. Colore e struttura della carne: il pesce spada ha carne bianco-avorio con fibre larghe visibili in sezione, e una banda di carne rossa scura sul bordo esterno del trancio. La verdesca ha carne più grigio-rosata, fibre più sottili e compatte, banda laterale meno marcata.

3. Prezzo: se è troppo basso per essere pesce spada, quasi certamente non lo è. Vedi tabella sopra.

4. Etichetta GDO: verificare zona FAO (il pesce spada mediterraneo ha zona FAO 37), metodo di cattura (longline/palangaro) e paese di origine. Prodotto generico “Oceano Indiano” o “Oceano Pacifico” a basso prezzo è sospetto.

5. Chiedere: in pescheria, chiedere di vedere il documento di trasporto o la bolla di accompagnamento. Un venditore onesto non ha problemi a mostrarlo. Chi si rifiuta categoricamente ha qualcosa da nascondere.

→ Leggi la guida completa alle frodi ittiche in pescheria →

Conservazione Marina

La verdesca non è solo un pesce:
perché gli squali ci riguardano tutti

⚠ IUCN: Vulnerabile (2020)

Nel dibattito pubblico italiano, la verdesca è quasi sempre presentata come un problema — il bycatch fastidioso, lo squalo che rompe le reti, quando non peggio. È una narrativa che non regge all’analisi biologica. La verdesca è un predatore apicale pelagico: la sua presenza in un ecosistema marino è un indicatore di salute, non di pericolo.

Il ruolo ecologico degli squali pelagici

Gli squali pelagici come la verdesca regolano le popolazioni delle specie preda — pesce azzurro, calamari, pesci di media taglia — impedendo che una singola specie domini l’ecosistema e collassi per sovrappopolazione. Questo effetto è noto in ecologia come controllo top-down: i predatori apicali modellano la struttura dell’intera rete trofica sottostante.

Studi condotti nell’Atlantico hanno dimostrato che il declino degli squali pelagici in alcune zone ha portato a esplosioni demografiche dei loro predatori medi (ctenofori, meduse, pesci foraggio), con conseguente crollo delle specie commerciali più pregiate che condividono le stesse prede. È un effetto a cascata trofica: rimuovi il predatore apicale e l’intero sistema si destabilizza.

Lo stato della popolazione nel Mediterraneo

L’IUCN ha classificato la verdesca come Vulnerabile a livello globale (2020, rivalutazione rispetto al precedente “Near Threatened”). Nel Mediterraneo la situazione è peggiore: la pressione del palangaro, il finning illegale residuale e la riduzione dell’habitat di foraggiamento stanno comprimendo la popolazione in misura preoccupante.

I dati ICCAT mostrano che le catture dichiarate di verdesca nel Mediterraneo sono cresciute progressivamente con l’aumento dello sforzo del palangaro, ma gli indici di abbondanza (CPUE — catture per unità di sforzo) mostrano un trend negativo costante dal 2000 ad oggi. Il che significa: si pesca di più, ma si cattura meno per unità di sforzo — segno classico di declino dello stock.

Il finning: la pratica più devastante

Il shark finning — la pratica di tagliare le pinne a bordo e rigettare il corpo in mare — è vietato nell’UE dal 2003 (Reg. CE 1185/2003) e rafforzato nel 2013 con il divieto assoluto di rimozione delle pinne a bordo (obbligo di sbarco intero). Tuttavia, il commercio internazionale delle finne — destinate principalmente al mercato della zuppa di pinne di squalo asiatica — continua attraverso rotte indirette, con paesi terzi che fungono da intermediari.

Una verdesca adulta vale 2-4 € al chilo per la carne. Le sue pinne, sul mercato asiatico all’ingrosso, possono valere 50-200 € al chilo. L’incentivo economico è devastante, e spiega perché il finning persiste nonostante i divieti.

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Controllo top-down dell’ecosistema

La verdesca regola le popolazioni di pesci foraggio e cefalopodi nel pelagico aperto. La sua rimozione causa cascate trofiche con effetti imprevedibili sull’intera rete alimentare del Mediterraneo.

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Riproduzione lenta = recovery lento

La verdesca raggiunge la maturità sessuale a 5-6 anni e partorisce 4-135 cuccioli ogni 2 anni. Tempi di recupero di uno stock collassato: decenni, non anni. Ogni femmina adulta è insostituibile nel breve termine.

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CPUE in declino costante dal 2000

Gli indici ICCAT di abbondanza relativa mostrano un trend negativo ininterrotto nelle acque mediterranee. La flotta pesca di più, ma cattura meno per unità di sforzo: il classico segnale di stock in esaurimento.

⚖

Normativa UE e buchi applicativi

Il Reg. CE 1185/2003 vieta il finning nell’UE. Ma il transshipment in acque internazionali e il commercio via paesi terzi aggira sistematicamente il divieto. I controlli in porto sono insufficienti rispetto al volume delle catture.

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Cosa può fare il pescatore sportivo

In pesca sportiva: catch & release per le verdesche, con ami a singola ancetta, senza arpione. La verdesca catturata viva e rilasciata in buone condizioni sopravvive. Ogni esemplare rilasciato è un contributo reale alla conservazione dello stock.

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Come consumatore: cosa scegliere

Preferire pesce spada certificato MSC o proveniente da flotte con programmi di riduzione del bycatch documentati. Evitare prodotti a basso costo di origine sconosciuta. Chiedere sempre zona FAO e metodo di cattura in pescheria.

Domande frequenti

Il pesce spada (Xiphias gladius) è un pesce osseo (teleosteo), mentre la verdesca (Prionace glauca) è uno squalo cartilaginoso (elasmobranchio). Sul piano evolutivo appartengono a classi completamente diverse: il pesce spada ha ossa vere, squame (assenti negli adulti), branchie coperte da opercolo. La verdesca ha scheletro cartilagineo, pelle denticolata e cinque fessure branchiali visibili. Il rostro appiattito del pesce spada è l’elemento più riconoscibile a colpo d’occhio.
La verdesca è considerata potenzialmente pericolosa ma non aggressiva di default. Gli attacchi documentati all’uomo sono rari e quasi sempre provocati (specie in contesti di pesca, quando lo squalo viene recuperato a bordo o è ferito). In acqua aperta, la verdesca tende a essere curiosa ma non predatoria nei confronti dei subacquei. Diverso il discorso in presenza di sangue o prede in acqua, dove il suo comportamento diventa meno prevedibile.
Se il pesce è intero, la distinzione è immediata: il pesce spada ha il caratteristico rostro piatto, la verdesca è uno squalo con fessure branchiali visibili. Sul trancio già tagliato, i segnali da cercare sono: l’odore (la verdesca può avere un lieve retrogusto ammoniacale tipico degli elasmobranchi), la texture della carne (più fibrosa nella verdesca, più compatta e con fibre larghe nel pesce spada), e la colorazione (il pesce spada ha spesso una linea di carne rossa sul bordo esterno del trancio, più marcata). Diffidare di tranci di “pesce spada” a prezzi molto bassi.
Secondo ICCAT (la commissione internazionale che gestisce i grandi pelagici atlantici e mediterranei), lo stock di pesce spada nel Mediterraneo è considerato sovrasfruttato, con biomassa riproduttiva al di sotto del livello di riferimento. La situazione è migliorata rispetto al picco di crisi degli anni 2000-2010 grazie a misure di gestione (taglie minime, fermi stagionali, limitazione del palangaro), ma rimane un obiettivo di conservazione attivo. La pesca illegale con il “spadare” (rete derivante vietata) è ancora un problema in alcune flotte mediterranee.
“Palombo” è un nome commerciale usato in Italia per diverse specie di squalo, principalmente Mustelus mustelus (palombo comune) e Mustelus asterias (palombo stellato). In alcune regioni e mercati, il termine viene usato impropriamente anche per la verdesca. La normativa UE impone che i pesci siano etichettati con il nome commerciale approvato per lo stato membro — in Italia la verdesca deve essere venduta come “verdesca” o “squalo azzurro”, non genericamente come palombo. Se avete dubbi, chiedete il nome scientifico o il certificato di origine.
Perché viola l’art. 515 del Codice Penale (frode in commercio) e il Regolamento UE 1379/2013, che impone l’etichettatura obbligatoria con nome commerciale verificabile, zona di cattura FAO, metodo di produzione e paese di origine. La sostituzione di una specie con un’altra — specialmente quando c’è un divario di prezzo significativo (la verdesca vale in media il 70-80% in meno del pesce spada al kg) — configura sia una frode in commercio che una violazione delle norme sulla tracciabilità ittica. Le sanzioni variano da ammende fino a 30.000 € a procedimenti penali nei casi più gravi.
La verdesca non è attualmente una specie protetta in senso assoluto nell’UE o nel Mediterraneo — può essere pescata e commercializzata legalmente. Tuttavia è classificata come Vulnerabile dalla Lista Rossa IUCN (2020) e i suoi stock mediterranei mostrano un trend di declino documentato da ICCAT. La pesca del finning (rimozione delle pinne a bordo) è vietata nell’UE dal 2003. In alcune nazioni e aree marine protette esistono restrizioni specifiche. Per la pesca sportiva in Italia non esiste un divieto generale, ma si raccomanda la pratica del catch & release in considerazione dello stato dello stock.
+
Entrambe le specie vengono catturate prevalentemente con il palangaro pelagico derivante (drifting longline): una lenza madre molto lunga (20-60 km in alcuni casi), tenuta in superficie da galleggianti e dotata di migliaia di ami innescati, lasciata derivare alla corrente per una notte. Il pesce spada è spesso target diretto nelle flotte siciliane, calabresi e spagnole. La verdesca è catturata sia come target (in alcuni mercati) che come bycatch del palangaro per pesce spada. Esistono anche catture con la rete a circuizione (cianciolo), ma è meno comune per queste specie.
MG

Marcello Guadagnino

Biologo Marino · Fondatore Il Giornale dei Marinai

Biologo marino specializzato in ecologia del Mediterraneo, gestione della fascia costiera e specie ittiche commerciali. Collabora con Oceanis Srl su ricerca applicata e monitoraggio delle risorse alieutiche. Fondatore de Il Giornale dei Marinai dal 2013, con esperienza di campo in Italia e Francia.

Fonti e riferimenti scientifici

  • ICCAT (2023) — Report of the Standing Committee on Research and Statistics (SCRS): Mediterranean Swordfish stock assessment
  • Froese, R. & Pauly D. (eds.) — FishBase: Xiphias gladius | Prionace glauca
  • Reg. UE 1379/2013 — Organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura (etichettatura obbligatoria)
  • IUCN Red List — Prionace glauca: Near Threatened (2019 assessment)
  • Tudela, S. et al. (2005) — Driftnet fishing and biodiversity conservation in the Mediterranean. Biological Conservation
  • ISPRA — Rapporti annuali sullo stato delle risorse alieutiche nel Mediterraneo italiano