La competizione tra le specie lessepsiane e le specie indigene in Mediterraneo

Nonostante il Mediterraneo sia una delle aree più influenzate dall’ingresso attivo di specie non indigene, ben pochi sono gli studi fatti sulla effettiva competizione tra specie esotiche e specie autoctone. Nessuna specie locale sembra essere scomparsa a causa della migrazione lessepsiana, ma questi nuovi ospiti, entrati attraverso il Canale di Suez, possono interferire con il funzionamento, la dinamica e la stabilità delle comunità marine locali, come ad esempio nella modificazione di catene trofiche, nella semplificazione o nell’arricchimento della biodiversità locale. La competizione, che possiamo definire come un processo ecologico generato dalla sovrapposizione spaziale e temporale nell’uso delle risorse, è considerata un fattore di primaria importanza nell’organizzazione delle comunità ittiche . Una documentazione specifica sulla competizione diretta tra specie indo-pacifiche e fauna locale mediterranea è assolutamente carente e l’impatto delle specie lessepsiane è stato messo in luce da diversi autori in una forma piuttosto generica . Possono tuttavia essere citati molti esempi di cambiamento della biodiversità per i quali l’ipotesi della competizione risulta quella più plausibile. Molti di questi esempi provengono da specie di invertebrati, come la decimazione della stella marina autoctona Asterina gibbosa lungo le coste di israeliane che coincise con il rapido incremento della congenere indo-pacifica. Per quanto riguarda le specie ittiche, gli studi di questo genere sono ancora più scarsi e la mancanza di una serie storica di dati sulla pesca e sulla biodiversità nel bacino levantino impedisce un’analisi accurata degli eventuali cambiamenti avvenuti in seguito all’ingresso e diffusione delle specie lessepsiane.

Kit-Belen2-300x200 La competizione tra le specie lessepsiane e le specie indigene in  Mediterraneo
Scomberomorus commersonii

Le specie ittiche mostrano un ecologia particolarmente flessibile. Queste specie possono modificare il loro comportamento in presenza di competitori, al fine di ridurre l’utilizzazione delle stesse risorse. La competizione può, inoltre, causare shifts batimetrici tra popolazioni autoctone ed alloctone. Ad esempio, la triglia Mediterranea, Mullus barbatus e il merluzzo, Merluccius merluccius sembrano essersi “spostati” in acque più profonde e più fredde “lasciando il posto” ai loro rispettivi competitori indo-pacifici: Upeneus moluccensis e Saurida undosquamis. Altre ricerche sono state condotte da Golani sull’ecologia trofica delle triglie e sulla famiglia dei sinodontidi che mostrano un alto livello di competizione trofica. Alcuni casi eclatanti che avrebbero necessitato un approfondimento non sono stati oggetto di studio, come nel caso dell’ Argyrosomus regius e dei callionimidi nelle coste israeliane. A. regius, che rappresentava una delle specie ittiche commerciali più comuni in Israele sino agli anni ’80, è letteralmente scomparsa dalle catture locali in concomitanza con l’arrivo e della diffusione del migrante lessepsiano Scomberomorus commersonii. Entrambe le specie sono piscivore e potrebbero essere entrate in competizione condividendo la stessa nicchia trofica. Similmente la specie Lessepsiana Callionymus filamentosus, della famiglia dei callionimidi, rappresenta ora una delle specie più comuni nello “scarto” della pesca locale israeliana mentre le altre specie di Callionimus indigene, che occupavano un habitat simile, sono praticamente scomparse dalle catture locali. L’unica specie di callionimide ancora catturata è il Synchiropus phaeton che occupa acque molto più profonde. Alcuni autori ritengono che Il Mediterraneo sia scarsamente saturato rispetto agli ambienti tropicali indopacifici e che nuove nicchie ecologiche sarebbero disponibili e facilmente “conquistabili” da parte dei nuovi migranti.

Ad esempio, la carenza di specie notturne avrebbe facilitato la colonizzazione di tre migranti con abitudini notturne: Sargocentrum rubrum, Apogon nigripinnis e Pempheris vanicolensis ed un differente periodo riproduttivo e di reclutamento consentirebbe ai mullidi lessepsiani di evitare la competizione con i mullidi autoctoni (Mullus barbatus e M. surmuletus) . Nel caso dei siganidi, il successo di questa famiglia di specie erbivore nel bacino levantino è stato ricondotto alla scarsa presenza di specie erbivore autoctone . Le uniche specie erbivore obbligate che caratterizzano la fauna ittica autoctona del Mediterraneo sono infatti soltanto due: Sarpa salpa e Sparisoma cretense. Alcuni autori sostengono che nel bacino orientale la salpa sia stata soppiantata dai siganidi.  Di fatto, l’arrivo dei siganidi nel Mediterraneo orientale, ha suscitato la produzione di numerosi lavori  finalizzati allo studio delle caratteristiche biologiche di S. salpa e S. rivulatus, piuttosto che alla valutazione del grado di competizione tra i siganidi e le salpe .

Web Editor : Marcello Guadagnino. Io sono Marcello, sono nato a Palermo ed ho vissuto a Marinella di Selinunte (Tp). Sono stato a contatto di pescatori sia sportivi che professionali che mi hanno dato la spinta dopo le scuole superiori a studiare biologia marina per poi terminare gli studi con un master in gestione della fascia costiera e delle risorse acquatiche nelle Marche. Oggi vivo in Francia a Montpellier dove mi occupo di pesca. Rimango sempre in contatto con la mia Sicilia dove torno spesso in particolare in estate dove mi aspetta la mia barca. Qui a Montpellier pratico tanta pesca sportiva, faccio subacquea, vado in barca e la sera quando si spengono le luci del giorno mi dedico al giornale dei marinai andando alla ricerca di news, articoli, guide per cercare di sensibilizzare il grande pubblico sui temi legati al mare.

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