La differenza tra triglia di scoglio e triglia di fango

Il Giornale dei MARINAI Pesca e alimentazioneLa differenza tra triglia di scoglio e triglia di fango
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Quante volte vi sarete chiesti come distinguere la triglia di scoglio e la triglia di fango? Spesso si cade in confusione parlando di questi mullidi, cercando giustificazione in base all’ambiente che abitano. Ma non è sempre corretto!

Per sapere quale è la differenza tra le due triglie dobbiamo andare ad osservare entrambi gli esemplari e distinguerli in base a delle caratteristiche fisiche dalle quali differiscono le due specie. Ricordate comunque che entrambe le specie presentano i barbigli, ed hanno colori e forme molto simili.

I caratteri che permettono la distinzione sono in primis i colori: Nelle triglie di scoglio (Mullus surmuletus) la colorazione è bruno-rossastra con una serie di bande giallo dorato sia lungo i fianchi che sulla prima dorsale. L’altra specie, quella di fango (Mullus barbatus barbatus) manca di queste bande colorate e le pinne sono spesso incolori.

Mullus surmuletus

Il secondo carattere da osservare per capire la differenza è la presenza del numero di scaglie sulle guance: nella triglia di scoglio sono soltanto 2 mentre nella triglia di fango sono ben 3.

Triglia

Mullus barbatus barbatus

Altro carattere da cui differiscono le due triglie è la bocca. Nelle triglie di scoglio è piccola e protrattile, nella triglia di fango invece la bocca è terminale, tagliata orizzontalmente e poco protrattile.

* ancora un’altra differenza la potete trovare al mercato; le due specie hanno prezzi differenti e spesso viene venduta una specie per un’altra. Le due specie hanno costi completamente differenti. Riportiamo i prezzi al Kg per la triglia di scoglio e per la triglia di fango direttamente dal sito ISMEA

Le triglie di scoglio catturata in zona FAO 37, di taglia al pezzo compresa tra i 200 ed i 400 g ha un prezzo compreso tra i 15 ed i 25 euro al Kg (prezzo odierno) invece le triglie di fango di pezzatura da 100-200 g ha un prezzo nettamente inferiore: tra i 5 ed i 10 euro euro al Kg.

*I prezzi a livello nazionale possono variare da regione a regione, da paese a paese. Abbiamo cercato di stabilire un prezzo medio per le specie.

Il vermocane, dal nome scientifico di Hermodice carunculata è un polichete, un verme marino conosciuto anche con il nome di verme di fuoco o verme cane.

Sembra che il nome derivi dal fatto che gliantichigrecilidescrivevano come animali con due sembianze, poteva infatti essere un cane che strisciava senza le zampe o semplicemente un verme infernale che abbaiava.

Il vermocane, sebbene è una specie Mediterranea pian piano si sta spostando sempre piu’ verso nord, tanto da essere stato segnalato nella costa della Francia del Sud.

In Italia e specialmente in Sicilia e Calabria il vermocane lo trova facilmente su bassi fondali. Questo verme marino puo’ raggiungere facilmente i 25cm di lunghezza si nutre di organismi in decomposizione.

I subacquei ed i pescatori in apnea lo conoscono bene. Il vermocane infatti è dotato di setole urticanti che rilasciano aghi ad uncino. Il risultato dell’attacco di un vermocane è una dolorosa irritazione della pelle. Capita spesso tra i pescatori in apnea che sono alla ricerca di polpi o di ricci di toccare a mani nude un vermocane. Il dolore si acutizza rapidamente con forte prurito ed intorpidimento della mano. Lo stesso vale per i pescatori professionali che ogni tanto lo ritrovano nelle reti da posta.

I rimedi della nonna per il vermocane

In caso di contatto con un vermocane la cosa migliore da fare è di eliminare i piccoli aculei conficcatisi nella pelle aiutandosi con una pinzetta o con del nastro adesivo ed applicare una pomata antistaminica per il dolore. In ogni caso io consiglio di andare alla guardia media o ad un pronto soccorso per scongiurare infezioni dovute dal contatto con un vermocane.

Le immagini nell’articolo sono state scattate tra le acque della Riserva dello Zingaro a Castellamare del Golfo ed a Marinella di Selinunte (Tp).

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Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

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