Scheda scientifica marina

Lo squalo capopiatto o notidano grigio – Hexanchus griseus

Hexanchus griseus

Chondrichthyes IUCN NT — Quasi minacciata
Famiglia
Nome scientifico
Hexanchus griseus
Stato IUCN
NT — Quasi minacciata

Lo squalo capopiatto o notidano grigio (Hexanchus griseus) è uno dei più grandi squali del Mediterraneo: le femmine superano i 4,5 metri. Ha sei fessure branchiali invece di cinque, un carattere antico che lo lega agli squali di 200 milioni di anni fa. Vive in profondità e sale verso la superficie di notte.

Nomi comuni

In Italia è chiamato capopiatto, squalo piatto, notidano grigio, pesce bue o squalo a sei branchie. In inglese è il bluntnose sixgill shark. Appartiene all’ordine degli Hexanchiformes, insieme al notidano cinerino (Heptranchias perlo), che di branchie ne ha sette.

Come riconoscerlo

  • Sei fessure branchiali per lato, lunghe e ben visibili.
  • Testa larga e muso corto e arrotondato, da cui il nome capopiatto.
  • Una sola pinna dorsale, piccola e molto arretrata, quasi sopra la pinna anale.
  • Coda con il lobo superiore molto lungo.
  • Occhi verdi e luminosi, adattati alla poca luce degli abissi.
  • Colore grigio-bruno o olivastro sul dorso, più chiaro sul ventre.
  • Denti diversi tra le due mascelle: piccoli e appuntiti sopra, larghi e a pettine sotto, con molte cuspidi per tagliare.

Taglia e crescita

I maschi maturano intorno ai 3–3,2 metri, le femmine intorno ai 4–4,2 metri. Gli esemplari più grandi superano i 4,8 metri e diverse centinaia di chili. Cresce lentamente e matura tardi, a molti anni d’età.

Dove vive

È presente in quasi tutti gli oceani, nelle acque temperate e tropicali, e in tutto il Mediterraneo, compresi Mar Ligure, Tirreno, Stretto di Messina e Ionio. Vive lungo le scarpate continentali e nei canyon sottomarini, di solito tra 200 e 1.100 metri, ma può scendere fino a circa 2.500 metri. Di notte risale verso acque meno profonde per cacciare: per questo a volte viene catturato o avvistato vicino alla superficie. I giovani vivono più sotto costa degli adulti.

Cosa mangia

È un predatore e uno spazzino. Mangia pesci ossei come naselli e merluzzi, altri squali e razze, calamari e crostacei, e si nutre anche di carcasse di delfini e balene cadute sul fondo. Nuota lentamente ma è capace di scatti rapidi.

Riproduzione

È viviparo aplacentale: le uova restano nel corpo della madre e gli embrioni si nutrono del tuorlo. Le cucciolate sono tra le più numerose tra gli squali, da 22 fino a oltre 100 piccoli, che alla nascita misurano circa 60–70 cm. La gestazione dura probabilmente più di un anno. Leggi anche le strategie riproduttive degli squali mediterranei.

È pericoloso?

No. Vive quasi sempre lontano dall’uomo, in acque profonde, e non è considerato pericoloso. Gli incontri con i subacquei sono rari e di solito tranquilli.

Stato di conservazione

La IUCN lo classifica come quasi minacciato a livello globale. Cresce lentamente e si riproduce tardi, quindi le popolazioni recuperano con difficoltà. La minaccia principale è la cattura accidentale con palangari di fondo e reti a strascico profonde. Le linee guida per i pescatori consigliano di rilasciarlo vivo quando possibile.

Si mangia?

È commestibile e in alcune zone veniva venduto fresco o salato. Essendo un grande predatore che vive a lungo, però, accumula mercurio nelle carni. Per la salute e per la tutela della specie è meglio non consumarlo.

Fonti

Domande frequenti

Perché ha sei fessure branchiali?

È un carattere antico: gli esanchiformi sono tra gli squali più primitivi viventi. La maggior parte degli squali moderni ne ha cinque.

Lo squalo capopiatto è pericoloso?

No. Vive quasi sempre in profondità e non è considerato pericoloso per l'uomo; come ogni grande squalo va comunque rispettato se catturato.

Lo squalo capopiatto si mangia?

È commestibile e in passato veniva venduto, ma essendo un predatore longevo accumula mercurio. È meglio evitarlo, anche per non pesare su una specie che si riproduce lentamente.

Quanto è grande?

Di solito 3–4 metri da adulto; le femmine più grandi superano i 4,5 metri.

L'autore

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino

Biologo marino · GDM

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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