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Come pescare la spigola in apnea: la tecnica nel torbido | Il Giornale dei Marinai
Guida alla pesca in apnea

Come pescare la spigola in apnea

La “regina dell’inverno” si cattura dove nessuno vorrebbe immergersi: acqua torbida, mare mosso, foci di fiumi. La tecnica dell’aspetto capovolta.

La spigola (Dicentrarchus labrax) è tra le prede più ambite e più fraintese della pesca in apnea. Chi si avvicina a questa tecnica pensando alle acque cristalline della pesca ai saraghi o al dentice resta spiazzato: la spigola si pesca meglio proprio quando le condizioni sembrano peggiori — acqua torbida, mare mosso, visibilità ridotta a un metro o poco più. Non è un compromesso: è la tecnica.

Per questo motivo viene chiamata da molti pescatori in apnea “la regina dell’inverno” — il periodo in cui questa specie si avvicina di più alla costa e in cui le condizioni di torbido, tipiche delle mareggiate invernali, la rendono paradossalmente più avvicinabile.

La tecnica: aspetto in acqua torbida

Il contrario di quello che si insegna di solito.

La spigola è un pesce estremamente diffidente in acqua limpida, ma diventa molto più sicura di sé quando la visibilità cala: la sospensione mossa dal moto ondoso la fa sentire protetta, e proprio in quelle condizioni si avvicina di più alla riva per cacciare pesci e crostacei disorientati dalla risacca.

La tecnica principale è l’aspetto in acqua bassa: ci si appoggia sul fondale sabbioso, spesso a pochi metri di profondità, e si resta immobili aspettando che una sagoma allungata attraversi il campo visivo ridotto. Con visibilità così scarsa, non c’è tempo per valutare: il colpo va spesso sparato d’istinto, non appena la sagoma è riconoscibile.

Pescatore in apnea appostato sul fondale sabbioso in acqua torbida
Non abbandonare mai un pesce sparato In condizioni di scarsa visibilità, anche solo allontanarsi per un istante da un pesce appena catturato può significare perderlo di vista definitivamente, o vederlo sottratto da altri predatori. Va sempre recuperato e assicurato immediatamente.

Dove e quando cercarla

Zone e condizioni che sembrano scoraggianti — e che in realtà sono l’obiettivo.

Foce di fiume, habitat tipico della spigola in autunno-inverno

Le zone più produttive sono le foci dei fiumi, soprattutto tra ottobre e dicembre, quando la spigola vi si concentra per cacciare piccoli pesci e anguille in risalita. Utili anche le scogliere con depressioni del fondale, il ghiaione, i bordi delle praterie di posidonia e — in inverno — i relitti sommersi.

Le condizioni ideali sono controintuitive: dopo una mareggiata, con acqua ancora mossa e torbida, la spigola caccia più attivamente e con meno diffidenza. Le giornate di mare piatto e acqua cristallina, perfette per altre tecniche, sono spesso le peggiori per questa specie.

Il periodo migliore resta l’inverno, ma la specie frequenta la costa tutto l’anno. Per la biologia completa — habitat, alimentazione, distribuzione — la scheda dedicata alla spigola approfondisce gli aspetti che qui restano sullo sfondo.

L’attrezzatura

Pensata per il freddo e per la scarsa visibilità, più che per la profondità.

  • Fucile 75-90 cm — il più corto (75 cm) nelle giornate di torbido estremo, dove i tiri avvengono a distanza ravvicinata; il più lungo (90 cm) quando la visibilità lo consente
  • Muta invernale (6-7 mm) — le battute alla spigola si concentrano nei mesi freddi, spesso in acque a temperatura più bassa rispetto alla stagione estiva
  • Piombi mobili — utili per bilanciare l’assetto durante le lunghe soste in aspetto sulla sabbia, riducendo lo sforzo muscolare
  • Torcia subacquea — utile nelle condizioni di torbido più estremo, anche in immersioni diurne, per illuminare a distanza ravvicinata

Per la scelta tra arbalete e pneumatico, la guida alla scelta del fucile subacqueo resta il riferimento generale — per la spigola, in particolare, conta più la rapidità di ricarica che la potenza pura.

Gli errori più comuni

Pescatore in apnea in acqua torbida invernale

Evitare le giornate di torbido

È l’errore più diffuso tra chi arriva da altre tecniche: rinunciare a un’uscita perché “l’acqua è brutta” significa perdere proprio le condizioni migliori per questa specie.

Muoversi troppo in cerca del pesce

In acqua torbida l’agguato attivo raramente funziona: muoversi aumenta il rumore percepito e riduce ulteriormente le già scarse possibilità di avvistamento.

Sollevare sospensione dal fondale

Pinneggiate brusche o appoggi poco controllati sulla sabbia riducono ulteriormente una visibilità già minima, vanificando l’intera battuta.

Normativa sulla pesca della spigola

Taglia minima, limiti di cattura, e un obbligo nuovo dal 2026.

📏 Taglia minima
25 cm secondo il Reg. (CE) 1967/2006, valido in tutto il Mediterraneo.
⚖️ Limite di cattura
Rientra nel limite generale di 5 kg giornalieri per la pesca sportiva subacquea, salvo singolo esemplare più pesante.
🌊 Foci e aree sensibili
Le foci dei fiumi possono ricadere in zone con regolamentazioni specifiche o distanze minime da rispettare: da verificare localmente.
🎣 Taglia etica
Data la pressione di pesca sulla specie, molti pescatori in apnea rispettano una taglia minima personale superiore ai 25 cm di legge.
Novità 2026 Obbligo di registrazione RecFishing UE Dal 10 gennaio 2026 è entrato in vigore il Regolamento UE 2023/2842, che introduce la piattaforma digitale RecFishing per la registrazione delle catture nella pesca ricreativa. La spigola rientra tra le specie per cui la registrazione è specificamente prevista, insieme a tonno rosso, anguilla e altre specie sensibili — obbligo valido indipendentemente dalla tecnica usata, quindi anche per la pesca in apnea. L’Italia ha previsto una proroga per l’adeguamento dei tesserini tradizionali: prima di ogni uscita è comunque consigliabile verificare lo stato di applicazione aggiornato presso il MASAF o la propria Capitaneria di Porto, poiché la normativa è ancora in fase di attuazione graduale.

Per il quadro normativo trasversale della pesca subacquea — età minima, distanze di sicurezza, segnalazione — resta valido il regolamento generale della pesca subacquea.

Copertina del libro Pesca in Apnea: sicurezza, normativa, conoscenza
Per approfondire

Pesca in Apnea: sicurezza, normativa, conoscenza

Uscire in acqua torbida e con mare mosso, come richiede la pesca alla spigola, comporta rischi diversi da quelli di un’apnea in acque limpide e calme. Il libro affronta proprio la sicurezza in condizioni difficili, insieme alla normativa italiana spiegata in modo chiaro e alle basi di conoscenza dell’ambiente marino indispensabili per ogni pescatore in apnea.

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Domande frequenti

Perché la spigola si pesca meglio in acqua torbida?+

Perché la scarsa visibilità la fa sentire più protetta e la rende meno diffidente, portandola ad avvicinarsi di più alla costa e ai pescatori. In acqua limpida è invece uno dei pesci più sospettosi del Mediterraneo.

Qual è il periodo migliore per pescarla?+

L’inverno, soprattutto dopo mareggiate, quando la spigola si avvicina di più alla costa. Le foci dei fiumi tra ottobre e dicembre sono tra le zone più produttive.

Che fucile serve per la spigola?+

Un fucile tra 75 e 90 cm, scelto in base alla visibilità del momento: più corto nelle giornate di torbido estremo, dove i tiri avvengono a distanza ravvicinata.

C’è una taglia minima per la spigola?+

Sì, 25 cm secondo il Reg. (CE) 1967/2006. Dal 2026 si aggiunge anche l’obbligo di registrazione delle catture tramite la piattaforma europea RecFishing.

È una tecnica adatta a chi inizia la pesca in apnea?+

Non è la prima da affrontare: pescare in condizioni di scarsa visibilità e mare mosso richiede sicurezza e controllo dell’assetto che si costruiscono con l’esperienza. Meglio consolidare prima le basi in condizioni più semplici.

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino — Biologo marino

Fondatore e direttore scientifico de Il Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. ilgiornaledeimarinai.it

Fonti

  • Reg. (CE) n. 1967/2006 — taglie minime del pescato nel Mediterraneo
  • Regolamento (UE) 2023/2842 — sistema di controllo della pesca ricreativa e piattaforma RecFishing, in vigore dal 10 gennaio 2026
  • D.P.R. 2 ottobre 1968, n. 1639 — normativa italiana sulla pesca sportiva subacquea