Tecnica lancio

Cobia: che pesce è e come si pesca

Il cobia (Rachycentron canadum) è un grande pesce predatore dei mari caldi, famoso tra i pescatori sportivi per la forza con cui combatte e tra gli allevatori per la crescita rapidissima. In italiano non ha un nome comune diffuso: si usa il nome inglese cobia, a volte «rachicentro». Vediamo che pesce è, dove vive e come si pesca.

3 fonti citate
In questo articolo · 6 sezioni
  1. Che pesce è il cobia
  2. Dove vive
  3. Come pescare il cobia
  4. Il cobia in allevamento
  5. Domande frequenti
  6. Fonti
Pesca pesce cobia
pescare il pesce cobia

Che pesce è il cobia

VoceDato
Nome scientificoRachycentron canadum (Linnaeus, 1766)
FamigliaRachycentridae: è l’unica specie della famiglia
Altri nomiIn inglese anche ling, lemonfish, black kingfish, crab eater («mangiagranchi»)
DimensioniFino a 2 m e circa 80 kg
LongevitàOltre 15 anni
MaturitàMaschi a circa 2 anni, femmine a circa 3

Come riconoscerlo

  • corpo allungato e affusolato, con testa larga e appiattita;
  • dorso marrone scuro, ventre chiaro e due bande scure lungo i fianchi;
  • prima pinna dorsale formata da 6–9 spine corte e separate;
  • coda forcuta negli adulti, arrotondata nei giovani.
  • Nell’aspetto ricorda una grossa remora, ma senza la ventosa sulla testa.

Dove vive

Il cobia vive nelle acque calde e temperate dell’Atlantico occidentale e orientale, nei Caraibi, nell’Oceano Indiano e nel Pacifico occidentale, fino al Giappone e all’Australia. È un pesce pelagico che si avvicina a relitti, scogliere, piattaforme e boe, e spesso segue animali grandi come squali, tartarughe marine e mante, approfittando dei loro avanzi. Nel Mediterraneo orientale è segnalato dal 1978: probabilmente arrivato dal Mar Rosso attraverso il Canale di Suez o fuggito da impianti di allevamento. Lungo le coste italiane resta molto raro.

Cosa mangia

Si nutre soprattutto di granchi, da cui il soprannome di «mangiagranchi», oltre che di calamari e pesci.

Come pescare il cobia

Dove è abbondante, come in Florida, nel Golfo del Messico e in Australia, il cobia è una delle prede più ambite della pesca sportiva. Una volta allamato fa fughe potenti e cambi di direzione improvvisi.

  • Dove cercarlo: vicino a relitti, boe, piattaforme e secche, e intorno a mante e tartarughe; in primavera lungo le coste durante la migrazione.
  • Tecniche: lancio a vista dalla barca (sight casting), traina lenta con esche vive, pesca a fondo vicino alle strutture.
  • Esche naturali: granchi, gamberi, calamari e pesci vivi.
  • Artificiali: jig pesanti con coda in gomma (i classici bucktail), soft bait grandi e anguille artificiali.
  • Attrezzatura: canne robuste, mulinelli con buona frizione e terminali resistenti; di solito si usano lenze da 20–30 libbre, ma per gli esemplari più grandi serve di più.
pescare il pesce cobia

Il record

Il record mondiale IGFA con canna e mulinello è di 79,6 kg, per un cobia catturato vicino a Rottnest Island, in Australia Occidentale. Il precedente record, di circa 61 kg, apparteneva a un pesce pescato a Shark Bay, sempre in Australia.

Il cobia in allevamento

Il cobia cresce molto in fretta: in allevamento passa da poche centinaia di grammi a 6–8 kg in un anno o poco più. Per questo è considerato una delle specie più promettenti per l’acquacoltura in mare aperto nelle acque calde. Si alleva soprattutto in Cina, Taiwan e Vietnam, ma anche negli Stati Uniti, in Messico e a Panama. La carne è bianca, soda e saporita, adatta a crudo, alla griglia e al forno.

Domande frequenti

Che pesce è il cobia?

È Rachycentron canadum, l’unica specie della famiglia Rachycentridae: un grande predatore dei mari caldi che arriva a 2 metri e circa 80 kg.

Il cobia vive nel Mediterraneo?

È segnalato nel Mediterraneo orientale dal 1978, ma resta raro. Vive soprattutto nell’Atlantico, nell’Oceano Indiano e nel Pacifico occidentale.

Come si chiama il cobia in italiano?

Non ha un nome italiano diffuso: si usa cobia, a volte rachicentro, dal nome scientifico Rachycentron.

Fonti

Marcello Guadagnino
A cura di
Marcello Guadagnino
Direttore e resp. scientifico del Giornale dei Marinai
Biologo marinoResponsabile Scientifico Oceanis

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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