Tre nuove specie di pesci abissali scoperte oltre i 3.000 metri

Negli abissi più remoti dell’Oceano Pacifico, a profondità comprese tra i 3.200 e i 4.100 metri, un team internazionale di ricercatori ha identificato tre nuove specie di pesci lumaca, appartenenti alla famiglia Liparidae. Si tratta di creature delicate, dall’aspetto sorprendentemente tenero, capaci però di sopravvivere in condizioni estreme di pressione e oscurità.

La spedizione negli abissi

Le scoperte risalgono a una campagna oceanografica del 2019, condotta nel canyon di Monterey e in altre zone profonde del Pacifico orientale. Grazie a sofisticate tecnologie di esplorazione — veicoli sottomarini a comando remoto, telecamere ad alta definizione e sistemi di campionamento innovativi — i biologi marini hanno potuto osservare questi pesci nel loro ambiente naturale e raccogliere alcuni esemplari per analisi genetiche e morfologiche.

Le tre nuove specie

I risultati hanno portato all’identificazione di tre specie mai descritte prima:

  • Careproctus colliculi, soprannominato “bumpy snailfish”. Piccolo, lungo meno di 10 centimetri, ha un corpo rosa pallido, grandi occhi e una pelle punteggiata da protuberanze caratteristiche. È stato osservato a circa 3.268 metri di profondità.
  • Careproctus yanceyi, detto “dark snailfish”. Di colore scuro, quasi nero, si distingue dalle altre specie della stessa zona per particolari morfologici unici, che lo rendono facilmente riconoscibile.
  • Paraliparis em, conosciuto come “sleek snailfish”. Più slanciato e affusolato rispetto agli altri, si differenzia per l’assenza del tipico disco adesivo ventrale, presente in molti pesci lumaca e utilizzato per ancorarsi al fondale.

Vita estrema negli abissi

I pesci lumaca vivono in ecosistemi che sfidano i limiti della vita: temperature vicine allo zero, buio assoluto e una pressione centinaia di volte superiore a quella atmosferica. Eppure, nonostante la fragilità apparente, queste specie hanno sviluppato adattamenti straordinari che permettono loro di cacciare piccoli crostacei e sopravvivere dove altre forme di vita fallirebbero.

Un patrimonio nascosto di biodiversità

Queste scoperte dimostrano come gli oceani custodiscano ancora segreti enormi. Anche in zone già esplorate, la biodiversità rimane in gran parte sconosciuta. Ogni nuova specie descritta non è solo una curiosità scientifica, ma un tassello fondamentale per comprendere come la vita riesca a prosperare in ambienti estremi e vulnerabili.

Secondo i ricercatori, lo studio di queste specie potrebbe rivelare nuovi dettagli sull’evoluzione e sull’adattamento degli organismi marini, oltre a rafforzare la necessità di proteggere gli ecosistemi profondi, sempre più minacciati da attività umane come la pesca intensiva e le future estrazioni minerarie sottomarine.

Marcello Guadagnino

Da Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino - Biologo Marino Biologo marino (Università di Palermo/Camerino) con 10 anni di esperienza nella pesca professionale in Francia per Pacific Peche. Collabora con Oceanis e enti di ricerca scientifica francesi per comunicazione e ricerca. Oltre 500 immersioni scientifiche nel Mediterraneo. Consulente scientifico ed esperto di pesca professionale. Linkedin : Visita il mio profilo LinkedIn

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