I nematodi marini: cosa sono, dove vivono e perché sono importanti
I nematodi sono vermi cilindrici non segmentati, per lo più microscopici, e sono tra gli animali più numerosi della Terra. In mare dominano i sedimenti dalla spiaggia agli abissi: in un solo metro quadrato di fondale possono essercene milioni. Vediamo cosa sono, come sono fatti, dove vivono e perché sono così importanti per l’ecosistema marino.
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Cosa sono i nematodi
I nematodi (phylum Nematoda) sono vermi a simmetria bilaterale, dal corpo cilindrico e non segmentato. Hanno caratteristiche comuni:
- una spessa cuticola di collagene che riveste il corpo;
- solo muscoli longitudinali, che insieme alla cuticola e al liquido interno funzionano come uno scheletro idrostatico: per questo si muovono con la tipica ondulazione a «S»;
- un tubo digerente diritto, dalla bocca alla faringe muscolosa, all’intestino, all’ano;
- una cavità corporea detta pseudoceloma, e nessun apparato circolatorio o respiratorio: grazie alle piccole dimensioni gli scambi avvengono per diffusione;
- una testa con setole sensoriali.
Le specie a vita libera misurano di solito meno di 2,5 mm, molte circa 1 mm; alcune specie marine arrivano a qualche centimetro.
Quante specie esistono?
Sono state descritte circa 27.000 specie di nematodi (Hugot et al., 2001, aggiornato da Holterman et al., 2019). Di queste circa 11.400 sono marine: circa 6.900 a vita libera e 4.500 parassite. Il numero reale è sicuramente molto più alto, ma le stime vanno da 50.000 a oltre un milione di specie e sono molto incerte.
«Se tutto scomparisse tranne i nematodi…»
Nel 1914 il nematologo americano Nathan A. Cobb scrisse che se tutta la materia dell’universo, tranne i nematodi, venisse spazzata via, il nostro mondo sarebbe ancora vagamente riconoscibile: montagne, colline, valli, fiumi, laghi e oceani sarebbero disegnati da un sottile velo di nematodi.
Dove vivono i nematodi marini
I nematodi marini vivono soprattutto negli spazi tra i granelli di sabbia e nel fango, dalla zona intertidale alle fosse oceaniche. Fanno parte della meiofauna, gli animali che passano attraverso un setaccio da 1 mm ma vengono trattenuti da uno molto più fine.
- Le densità superano a volte i 10 milioni di individui per metro quadrato; valori comuni sono tra 1 e 5 milioni.
- Sono spesso circa l’80% degli individui della meiofauna, e fino al 99% in alcuni sedimenti.
- Dominano anche i fondali profondi: nel Mediterraneo sono stati studiati tra 600 e 1.300 m in canyon, scarpate e coralli profondi, con comunità molto diverse da un habitat all’altro (Bianchelli et al., 2013).

Cosa mangiano: i quattro gruppi di Wieser
Nel 1953 lo zoologo Wilfried Wieser classificò i nematodi marini in base alla forma della cavità boccale, una classificazione ancora usata:
| Gruppo | Bocca | Alimentazione |
|---|---|---|
| 1A | Piccolissima, senza denti | Detritivori selettivi (batteri, particelle fini) |
| 1B | Ampia, senza denti | Detritivori non selettivi |
| 2A | Media, con piccoli denti | Raschiano diatomee e microalghe dalle superfici |
| 2B | Grande, con denti o mandibole | Predatori o onnivori |
Perché sono importanti
- Contribuiscono alla decomposizione della materia organica e al riciclo dei nutrienti nei sedimenti.
- Sono a loro volta cibo per altri invertebrati e per i pesci di fondo.
- Sono ottimi bioindicatori: l’indice di maturità di Bongers (1990) classifica le specie da «colonizzatrici», tolleranti all’inquinamento, a «persistenti», sensibili; un valore basso indica un ambiente disturbato o arricchito di sostanza organica.
- Negli abissi, secondo gli studi di Roberto Danovaro e colleghi su 116 siti profondi, il funzionamento dell’ecosistema cresce in modo esponenziale con la biodiversità del benthos.

Nematodi curiosi
- I nematodi con il «cappotto» di batteri: le Stilbonematinae, come Laxus oneistus dei Caraibi, sono ricoperte da uno strato di batteri che ossidano lo zolfo. Il verme si sposta tra gli strati ossigenati e quelli ricchi di solfuri del sedimento, portando ai simbionti ciò di cui hanno bisogno; probabilmente si nutre di loro. In Mediterraneo questi nematodi sono studiati nelle sabbie dell’Isola d’Elba dall’Università di Vienna.
- Il nematode più profondo: Halicephalobus mephisto, lungo mezzo millimetro, è stato trovato nel 2011 a 1,3 km di profondità nelle acque delle fratture di una miniera d’oro in Sudafrica. Non è marino, ma mostra fin dove arrivano i nematodi.
- I parassiti: non tutti i nematodi marini sono innocui. L’Anisakis vive da adulto nello stomaco di cetacei e pinnipedi; le larve passano dai crostacei ai pesci e ai calamari, e l’uomo può infettarsi mangiando pesce crudo non abbattuto.
Per conoscere altri invertebrati leggi i vermi marini e i parassiti dei pesci.
Domande frequenti
Cosa sono i nematodi?
Sono vermi cilindrici non segmentati, per lo più microscopici, con una cuticola esterna e solo muscoli longitudinali. Ne sono state descritte circa 27.000 specie, a vita libera e parassite.
Dove vivono i nematodi marini?
Nei sedimenti di tutti i mari, dalla spiaggia agli abissi, negli spazi tra i granelli di sabbia e nel fango, dove possono superare i 10 milioni di individui per metro quadrato.
Quali sono esempi di nematodi?
Tra i nematodi marini ci sono specie a vita libera come Laxus oneistus, con batteri simbionti, e parassiti come l’Anisakis; tra quelli terrestri il celebre Caenorhabditis elegans, usato in laboratorio.
Fonti
- Wikipedia – Nematode
- Hugot, Baujard & Morand (2001), Nematology 3(3)
- Holterman et al. (2019), Biological Journal of the Linnean Society
- Frontiers in Marine Science (2021) – Nematodi marini
- Cobb N.A. (1914), Nematodes and their relationships
- Bianchelli et al. (2013), Biogeosciences
- Danovaro et al. (2008), Current Biology
- Wieser (1953) – gruppi trofici
- Nemaplex – Indice di maturità
- Bulgheresi – Laxus oneistus, Symbiosis
- Live Science – Halicephalobus mephisto






