La laguna di Venezia continua a sorprendere. Il 2 settembre 2025, durante una semplice battuta di pesca sportiva tra le fermate “Celestia” e “Bacini”, un pescatore veneziano ha catturato qualcosa che nessuno si aspettava: un pesce palla tropicale, appartenente al gruppo dei Lagocephalus.
Lo studio pubblicato da Jacopo Berardi (CESTHA – Università di Padova) e Francesco Tiralongo (Università di Catania / Ente Fauna Marina Mediterranea) documenta quello che potrebbe essere il caso più settentrionale mai registrato nel Mediterraneo del presunto Lagocephalus spadiceus — specie non indigena proveniente dal Mar Rosso, già nota per la sua tossicità e per la difficoltà di identificazione.
È anche la prima segnalazione dalla Laguna di Venezia e dall’intero Adriatico.
Un’identificazione complessa (e affascinante)
Il pesce, lungo circa 20 cm, è stato riconosciuto come Lagocephalus cf. spadiceus grazie a foto dettagliate che mostrano il tratto distintivo essenziale:
La pinna caudale leggermente lunata, con 2/3 del lobo superiore gialli e 1/3 del lobo inferiore bianchi.
Un carattere chiave riportato nella letteratura diagnostica e ritenuto affidabile per separare spadiceus dal simile L. guentheri.
Tuttavia, data la controversia tassonomica che ancora divide la comunità scientifica e l’assenza di analisi genetiche sul singolo esemplare, gli autori mantengono prudenzialmente la sigla “cf.”.
Perché è arrivato fino qui? Il ruolo del clima e della laguna

Nome: Lagocephalus cf. spadiceus
Origine: Mar Rosso (migrante lessepsiano)
Primo arrivo in Mediterraneo: decenni recenti
Rischi: tetrodotossina → non commestibile
Preferenze ambientali: acque calde e costiere
Perché è arrivato in Laguna: aumento temperature + correnti favorevoli
Il paper evidenzia due fattori chiave:
1️⃣ Le lessepsiane risalgono verso nord
Le specie provenienti dal Mar Rosso (migrazione “lessepsiana”) stanno avanzando rapidamente nel Mediterraneo, spinte dall’aumento delle temperature marine.
Il Nord Adriatico, particolarmente caldo negli ultimi anni, sta superando le vecchie soglie termiche che impedivano la sopravvivenza invernale di queste specie.
2️⃣ La Laguna di Venezia è un “laboratorio vivente”
Ambiente fortemente antropizzato, caldo, poco profondo e ricco di passaggi idrodinamici, la laguna agisce come stepping-stone naturale, facilitando l’arrivo e l’insediamento di specie aliene.
Una vera “porta d’ingresso” per nuove colonizzazioni.

Intervento del Dott. Francesco Tiralongo
«La presenza di questo pesce palla nella Laguna di Venezia è un segnale importante. Dimostra come il Mediterraneo stia cambiando rapidamente sotto la pressione del riscaldamento climatico e delle migrazioni lessepsiane.
Nonostante si tratti di un singolo esemplare, la segnalazione deve essere considerata un campanello d’allarme: questi pesci sono potenzialmente pericolosi a causa della tetrodotossina e la loro identificazione è spesso complessa.
È fondamentale rafforzare monitoraggi, coinvolgere la citizen science e garantire comunicazioni tempestive ai pescatori e alle autorità locali. Solo così possiamo prevenire rischi sanitari e comprendere l’evoluzione reale delle specie aliene nel nostro mare.»
Dott. Francesco Tiralongo, Università di Catania / EFMM








