
Il polpo che mangi
viene dall’Africa
Un terzo del polpo che l’Italia importa arriva direttamente da Marocco, Mauritania e Senegal. Un altro terzo arriva dalla Spagna, che a sua volta compra in Africa occidentale quasi otto polpi su dieci. In dieci anni il prezzo al chilo è quasi raddoppiato. Undici anni di dati Eurostat.
Il primo passo
Da dove arriva il polpo che compriamo

Il polpo è uno dei prodotti del mare più amati in Italia, ma quello pescato nei nostri mari copre solo una piccola parte dei consumi. Il resto arriva dall’estero, quasi sempre congelato. Per capire da dove, ho analizzato le importazioni italiane nella banca dati Comext di Eurostat dal 2015 al 2025, sommando le quattro voci doganali del polpo: fresco, congelato, altre preparazioni e conserve.
Nel 2025 l’Italia ha importato 55.000 tonnellate di polpo, per 506 milioni di euro. Il primo fornitore è la Spagna, con 17.783 tonnellate (32% del volume). Subito dopo c’è il Marocco, con 13.377 tonnellate (24%), poi Indonesia e Senegal (9% ciascuno), India e Mauritania.
Dal Marocco, dalla Mauritania e dal Senegal arriva solo polpo congelato. Insieme, i tre paesi coprono il 37% del volume importato dall’Italia. Nel 2020, con il Marocco al massimo, erano oltre il 42%.
Stessi chili, il doppio dei soldi
Il prezzo è quasi raddoppiato
In dieci anni l’Italia non ha comprato più polpo: nel 2015 erano 56.560 tonnellate, nel 2025 54.997. Ma ha speso molto di più: da 291 a 506 milioni di euro. Il prezzo medio all’importazione è passato da 5,1 a 9,2 euro al chilo.
L’aumento non è stato regolare. Il polpo marocchino, che nel 2015 costava 6,2 euro al chilo, è salito a 10,6 nel 2018, è sceso a 6,9 nel 2020 e ha raggiunto 11,2 euro nel 2025, il massimo del periodo. Gli anni più cari sono gli anni di catture scarse in Africa nord-occidentale: quando i pescherecci marocchini restano in porto più a lungo, o le quote scendono, il prezzo sale in tutta Europa.
È la stessa dinamica che si ritrova sul banco della pescheria. Ne ho parlato nella guida al prezzo del polpo al kg.
Fino al 2016 il polpo congelato rientrava in una voce doganale generica; dal 2017 ha un codice proprio. Per confrontare gli anni ho usato sempre la somma di tutte le voci del polpo, non i singoli codici.
Il passo indietro
La porta spagnola
Negli scambi tra paesi dell’Unione europea le statistiche registrano il paese da cui la merce viene spedita, non quello in cui è stata pescata. Il polpo che arriva “dalla Spagna” non è necessariamente spagnolo. Per sapere da dove viene, ho analizzato che cosa importa la Spagna, e da chi.
Tra il 2015 e il 2025 le importazioni spagnole di polpo sono cresciute del 31%. Nello stesso periodo le esportazioni sono passate da 32.500 a 49.900 tonnellate: la Spagna compra, lavora e rivende.
Nel 2025 la Mauritania è diventata il primo fornitore di polpo della Spagna, con il 39% del totale, davanti al Marocco. Dieci anni prima era meno di un quinto.
Marocco, Mauritania e Senegal insieme hanno fornito alla Spagna 58.278 tonnellate di polpo nel 2025, il 78% di tutto quello che ha importato. Nel 2015 erano il 66%.
L’Italia è uno dei principali mercati del polpo spagnolo: nel 2025 la Spagna dichiara di avervi spedito 15.916 tonnellate, quasi un terzo di tutto il polpo che ha esportato.
| Quota sul polpo importato (volume) | 2015 | 2020 | 2025 |
|---|---|---|---|
| Italia – direttamente da Marocco, Mauritania, Senegal | 39,0% | 42,4% | 36,6% |
| Italia – dalla Spagna | 23,4% | 24,1% | 32,3% |
| Spagna – da Marocco, Mauritania, Senegal | 66,3% | 81,2% | 78,3% |
| Spagna – dalla sola Mauritania | 19,5% | 31,2% | 38,9% |
Fonte: elaborazione su dati Eurostat Comext (DS-045409), quantità in tonnellate, codici CN 030751, 030752, 030759, 160555.
Il polpo mauritano non è sparito dall’Italia. Le importazioni dirette sono scese da 3.627 a 1.950 tonnellate, ma nello stesso periodo quelle della Spagna dalla Mauritania sono quasi triplicate. Il polpo mauritano arriva sempre di più passando dalla Spagna.
Fare i conti
Quanto polpo africano mangiamo davvero

I dati doganali non permettono di seguire ogni singolo polpo. La Spagna ha anche una propria flotta e una propria pesca, e una parte del polpo che importa resta sul mercato spagnolo. Ma l’ordine di grandezza si può stimare.
Se il polpo spedito dalla Spagna all’Italia avesse la stessa origine del polpo che la Spagna importa, circa 14.000 delle 17.800 tonnellate arrivate dalla Spagna nel 2025 sarebbero africane. Sommate alle oltre 20.000 tonnellate arrivate direttamente, l’Africa nord-occidentale coprirebbe circa sei polpi su dieci tra quelli importati dall’Italia.
È una stima, non una misura: va letta come un ordine di grandezza. Il punto fermo è un altro. Il 37% arriva direttamente da tre paesi della stessa regione, e il primo fornitore europeo dell’Italia si rifornisce lì per quasi l’80%. Il mercato italiano del polpo dipende, direttamente o indirettamente, da un unico tratto di costa atlantica.
In Galizia, attorno a O Carballiño, è cresciuta un’industria che cuoce e trasforma il polpo per l’export, usando in gran parte materia prima importata da Marocco e Mauritania, secondo un’inchiesta di El Español (2026).
Il rischio
Uno stock fragile, gestito a stagioni
Il polpo comune (Octopus vulgaris) vive poco, in genere uno o due anni, e la femmina muore dopo aver curato le uova, come ho raccontato parlando della riproduzione del polpo. Per questo le sue popolazioni oscillano molto da un anno all’altro, in base al reclutamento e alle condizioni dell’oceano.
In Marocco la pesca è aperta in due stagioni, invernale ed estiva, separate da periodi di riposo biologico, con quote fissate sulla base delle campagne scientifiche dell’Istituto nazionale di ricerca alieutica (INRH). Negli ultimi anni gli allarmi non sono mancati: a fine 2022 l’INRH ha segnalato un crollo dello stock in un’area chiave di pesca; a dicembre 2023 l’apertura della stagione è stata rinviata al gennaio 2024 per lo stato preoccupante dei cefalopodi, con catture composte in gran parte da esemplari giovani.
Nel maggio 2026 la FAO (GLOBEFISH) descriveva un mercato del polpo con offerta scarsa a causa della minore disponibilità da Marocco e Mauritania. Per l’Italia significa una cosa semplice: quando lì si pesca meno, qui si paga di più, perché non abbiamo alternative facili.
Il polpo pescato nei nostri mari, intanto, resta una quota piccola, mentre altrove nel Mediterraneo si parla di polpi in espansione, come racconta il caso del polpo che invade l’Inghilterra.
Una domanda per chi compra
Leggere l’etichetta

Per il pesce venduto fresco o surgelato, l’etichetta deve indicare la zona FAO di cattura. Il polpo pescato al largo del Marocco, della Mauritania e del Senegal proviene dalla zona FAO 34, l’Atlantico centro-orientale. Se sul cartellino c’è scritto “Spagna”, conviene cercare anche la zona di pesca: spesso racconta un’altra storia.
Questa inchiesta non dice di smettere di comprare polpo. Dice che il nostro mercato dipende da una sola regione, e che conoscere questa dipendenza è il primo passo per capire i prezzi e per chiedere una gestione sostenibile di uno stock da cui dipendono anche migliaia di pescatori africani.
Domande frequenti
FAQ — Il polpo importato

A cura di
Marcello Guadagnino
Biologo marino · Direttore scientifico Il Giornale dei Marinai
Direttore del Giornale dei Marinai e Responsabile Scientifico Oceanis
Fonti e riferimenti
- Eurostat, Easy Comext, dataset DS-045409 “EU trade since 1988 by HS2-4-6 and CN8” — ec.europa.eu/eurostat/comext (consultato il 3 novembre 2026; aggiornamento del 16 ottobre 2026).
- FAO GLOBEFISH (27 maggio 2026) — Strong squid catches lift trade while octopus supply remains tight.
- Undercurrent News (1 dicembre 2022) — Moroccan report on octopus stock status puts upcoming season in question.
- Blue Life Hub (22 dicembre 2023) — In Morocco, octopus fishing postponed.
- El Español (9 maggio 2026) — inchiesta sull’industria del polpo di O Carballiño.
- Foto: Diego Delso, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.