Pesca sportiva

Rec Fishing: cos’è e a che punto siamo in Italia

La pesca ricreativa entra ufficialmente nell’era digitale.Con l’introduzione della Rec Fishing, l’Unione Europea punta a raccogliere dati concreti sulle catture effettuate dai pescatori sportivi, trasformando una pratica diffusa in uno strumento utile per la gestione delle risorse marine.

Rec Fishing: cos’è e a che punto siamo in Italia

Ma cos’è esattamente la Rec Fishing?

Si tratta di un’applicazione per smartphone pensata per registrare le catture di alcune specie ittiche considerate “target”, tra cui lampuga, spigola, tonno rosso e orata. L’obiettivo non è il controllo del singolo pescatore, ma la raccolta di dati scientifici affidabili su specie particolarmente sensibili o rilevanti dal punto di vista gestionale.

Il funzionamento è semplice: una volta effettuata la cattura, il pescatore deve geolocalizzarsi e inserire nell’app le informazioni richieste. I dati vengono raccolti in forma anonima e utilizzati per monitorare lo stato delle popolazioni ittiche.

Secondo le normative europee, la Rec Fishing diventerà obbligatoria per i pescatori ricreativi in mare. La registrazione delle catture delle specie target non sarà quindi facoltativa: in caso di mancato utilizzo dell’app, si rischiano il sequestro del pescato e sanzioni che possono arrivare fino a 3000 euro.

Tuttavia, la situazione attuale presenta ancora alcune incertezze.
Sebbene l’app sia già disponibile e scaricabile, al momento non è ancora operativa. L’entrata in vigore, inizialmente prevista per il 10 gennaio 2026, è stata posticipata al 30 aprile 2026.

Un passaggio che lascia spazio a dubbi e interrogativi tra gli appassionati, ma che conferma anche la volontà di costruire un sistema più strutturato e basato sui dati per il futuro della pesca ricreativa.

“RecFishing è un’applicazione ufficiale dell’UE che consente ai pescatori dediti alla pesca ricreativa di registrare e gestire facilmente le loro attività.
In pochi passaggi è possibile registrare le catture, specificare gli attrezzi utilizzati, fotografare le specie catturate e tracciare la storia personale delle catture. L’app consente anche di generare dichiarazioni ufficiali delle catture, garantendo il rispetto della normativa europea e contribuendo alla gestione sostenibile delle risorse. per scaricare l’appa cliccare qui


Pesca sportiva internazionale: il 2026 parla italiano

Il 2026 si preannuncia come un anno particolarmente importante per la pesca sportiva italiana.
Il nostro Paese sarà infatti al centro del calendario internazionale, ospitando diversi eventi di rilievo mondiale.

Si partirà a maggio con due appuntamenti ravvicinati: il Campionato Mondiale di Long Casting, maschile e femminile, in programma a Coltano (Pisa) dal 9 al 16 maggio, e il Campionato Mondiale Master di surf casting (Over 55), che si terrà a Catanzaro dal 2 al 9 maggio.

Dopo l’estate, l’attenzione si sposterà a Marina di Carrara, dove dal 3 al 10 ottobre si svolgerà il Campionato Mondiale Under 16 e Under 21, un evento dedicato ai giovani atleti che rappresentano il futuro di questa disciplina.

A chiudere l’anno sarà infine la Sardegna, con il Campionato Mondiale di surf casting maschile e femminile ad Arborea (Oristano), in programma dal 7 al 14 novembre.

Un calendario ricco, che conferma il ruolo dell’Italia come punto di riferimento internazionale per la pesca sportiva, sia dal punto di vista organizzativo che tecnico.

Un’occasione importante non solo per gli atleti, ma anche per i territori coinvolti, che potranno valorizzare le proprie coste e rafforzare il legame con il mare.

In bocca al lupo agli Azzurri.

Arcangela T. Campanile
A cura di
Arcangela T. Campanile
Autore · Il Giornale dei Marinai
Il Giornale dei Marinai

2 Commenti

  1. Uno aspetta il momento di andare in pensione per andare a pescare ma a questo punto non puoi senno ti fanno la multa perchè ce lai troppo piccolo devi misurare il tuo pesce e stare attento che non abbia gli occhi come quelli dei tonni o delle lampughe a parte che non ne ho mai presi ma avere paura di andare a pescatre mi sembra propio esagerato e anche oppressivo nei confroti di pensionati non assassinini!

    1. Gentile Angelo,
      Capisco il suo pensiero, è comune a tanti e sono d’accordo sul fatto che la pesca debba restare prima di tutto una passione e un piacere, non una fonte di ansia. Proprio per questo i pescatori ricreativi, compresi tanti pensionati con grande esperienza di mare, sono una risorsa importante: la rec fishing serve anche ad aiutare la ricerca scientifica attraverso il censimento anonimo delle catture, contribuendo alla tutela del mare senza penalizzare chi lo vive con rispetto e passione.

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