Un pilastro fondamentale per la sostenibilità della pesca e la gestione delle risorse marine
Le quote di pesca sono uno strumento centrale con cui l’Unione Europea regola l’attività della pesca professionale e tutela gli stock ittici. Ogni anno, i Paesi membri dell’UE concordano le quantità massime di pesce che possono essere catturate, con l’obiettivo di mantenere la pesca su livelli sostenibili, garantendo la sopravvivenza delle specie e la redditività del settore.
Cosa sono le quote di pesca
Con il termine quote di pesca si intendono le porzioni di Totali Ammissibili di Cattura (TAC) assegnate a ciascun Stato membro per una determinata specie ittica. I TAC sono stabiliti annualmente per la maggior parte degli stock commerciali e rappresentano il limite massimo di catture consentito.
Le quote vengono quindi ripartite tra gli Stati membri secondo il principio della stabilità relativa, ovvero in base a criteri storici che tengono conto delle catture passate e delle esigenze delle flotte nazionali.
Come vengono stabilite le quote di pesca

Il processo di definizione delle quote di pesca è complesso e si basa su dati scientifici, negoziazioni politiche e decisioni strategiche. Ogni anno:
- La Commissione europea propone i nuovi TAC basandosi sui pareri scientifici del Comitato Scientifico, Tecnico ed Economico della Pesca (STEFC) e di altri organismi.
- Le proposte vengono discusso e negoziate tra la Commissione e gli Stati membri.
- Il Consiglio dell’Unione Europea, nella formazione Agricoltura e pesca, approva i regolamenti che stabiliscono le quote per l’anno successivo.
Perché la pesca artigianale non ha quote per il tonno rosso
Uno dei punti più controversi nella gestione delle quote di pesca riguarda l’esclusione della piccola pesca artigianale dalla possibilità di pescare alcune specie pregiate, come il tonno rosso (Thunnus thynnus). In molti Paesi dell’UE, le quote per il tonno rosso sono state storicamente assegnate quasi esclusivamente alla grande pesca industriale, spesso legata a flotte con una lunga tradizione di catture documentate.
Il criterio della stabilità relativa, che assegna le quote basandosi sui dati storici di cattura, penalizza i piccoli pescherecci artigianali che, pur operando in modo sostenibile, non dispongono di un passato documentato di catture di tonno rosso. Questo ha creato una forte disparità di accesso alle risorse, con il paradosso che chi utilizza attrezzi selettivi e impatta meno sull’ecosistema marino si trova escluso da una risorsa preziosa.
La Commissione europea ha più volte riconosciuto la necessità di riequilibrare l’accesso alle quote a favore della piccola pesca, ma i cambiamenti sono lenti e spesso ostacolati dagli interessi consolidati delle grandi flotte. Diverse associazioni di categoria e ONG ambientaliste chiedono una redistribuzione più equa delle quote di tonno rosso, che tenga conto della sostenibilità degli attrezzi utilizzati, dell’impatto ambientale e dell’importanza socioeconomica della pesca artigianale nelle comunità costiere.
Chi decide le quote di pesca in Europa
La responsabilità ultima spetta al Consiglio dell’Unione Europea, che ha competenza esclusiva in materia di conservazione delle risorse biologiche del mare. Questo organismo:
- Fissa i Totali Ammissibili di Cattura
- Stabilisce i limiti dello sforzo di pesca
- Adotta misure di conservazione per proteggere gli stock
È importante notare che le decisioni sui limiti di cattura non seguono la procedura legislativa ordinaria, ma sono una prerogativa esclusiva del Consiglio.
Calendario decisionale delle quote di pesca
Le quote vengono aggiornate annualmente, con un calendario che varia a seconda delle zone marittime interessate:
- Mar Baltico: ottobre
- Mar Mediterraneo e Mar Nero: dicembre
- Atlantico e Mare del Nord: dicembre
- Acque profonde: ogni due anni, a dicembre
Cosa sono le acque dell’UE e cosa si intende per ZEE
Le acque dell’UE comprendono le Zone Economiche Esclusive (ZEE) di tutti gli Stati membri. Ogni paese ha diritto di sfruttare le risorse marine nella propria ZEE, ma nel contesto dell’Unione, queste zone vengono gestite collettivamente secondo le regole della Politica Comune della Pesca.
Le zone al di fuori delle ZEE rientrano invece nell’alto mare, secondo la definizione delle Nazioni Unite.
Perché le quote di pesca sono fondamentali
Le quote di pesca rappresentano uno dei principali strumenti per:
- Evitare il sovrasfruttamento degli stock
- Proteggere la biodiversità marina
- Garantire una pesca economicamente sostenibile
- Preservare la disponibilità di pesce per le future generazioni
