Pesca di frodo: Ecco come siamo finiti nella rete.

Il Giornale dei MARINAI La pesca professionalePesca di frodo: Ecco come siamo finiti nella rete.
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La pesca di frodo oggi è una grossa piaga per l’ecosistema marino. I paesi dell’est asiatico riescono anche ad immettere sui mercati migliaia di tonnellate di prodotti derivanti dalla pesca di frodo. Circa 1/3 del pescato asiatico proviene da operazioni illegali.

Anche il nostro “bel paese” è solito a queste furberie, un fenomeno che dilaga da nord a sud, non avendo cura delle regolamentazioni ed utilizzando raggiri nei confronti delle forze dell’ordine per destinare i risultati della pesca di frodo al consumo ed alla vendita.

Il Rendimento Massimo Sostenibile dell’ambiente mare in Italia è ancora un utopia, i quantitativi stimati dagli enti competenti hanno cifre sempre di molto inferiori alla quantità realmente pescata. A volte si hanno cifre che hanno dell’incredibile come nel caso delle acciughe. Lo scorso anno la pesca ha portato sui mercati circa 5000 Tonnellate di acciughe quando il rendimento massimo era meno della metà.

Il 90% degli stock ittici è al collasso, le strategie di ripopolamento degli ultimi anni non hanno avuto i risultati sperati e ci si avvia pian piano ad un esaurimento di tutte le risorse (e non solo a causa delle pesca di frodo).

Le conseguenze delle pesca di frodo sono legate sempre più spesso ai grossi pelagici come tonni o pesci spada, che rappresentano la fetta economica piu’ redditizia per la richiesta nei mercati italiani (in parte minore) e per quelli esteri; da notare che il Giappone importa dall’Italia circa l’ 80% del tonno pescato.

Un vero e proprio mercato nero del tonno rosso che ha investito tutta l’area Mediterranea dal nord Africa alle coste francesi e spagnole e che vale dai 4 ai 5 miliardi di euro.

I sistemi di pesca di frodo sono diversi, ed i modi per eluderne i controlli altrettanti. Spesso imbarcazioni non certificate, sprovviste di documentazione escono in mare a fare incetta di tonni e pesci spada. Il sistema di pesca è sempre lo stesso, i palamiti. Questo attrezzo da pesca lungo sino 5 km composto da una lunga lenza a cui vengono legati dei braccioli che riportano un amo innescato con sardine o calamari, è il sistema piu’ usato. Sistema utilizzato anche dai pescatori sportivi chè pero’ non posso utilizzare piu’ di 200 ami. Agli ami dei palamiti rimangono catturate tantissime specie, non si puo’ effettuare una selezione pre-pesca se non marginale. (Il palamito è comunque una tecnica di pesca antichissima e molto utilizzata, e non è vietata). Tonni rossi e pesci spada sotto misura rimangono vittime di questo attrezzo. I metodi per poi portarli a terra e di conseguenza trasferirli sui mercati sono tanti. Da trasbordi su veloci motoscafi, al taglio del tonno in barca a tranci per evitare il riconoscimento, alla conservazione del pesce in mare legato a delle boe per poi essere prelevati in momenti “piu tranquilli”.

Ma non è solo la pesca ai pelagici a fare paura, le famose “volanti” ovvero delle imbarcazioni che adoperano lo strascico sui fondali, sempre piu’ spesso fanno incetta di pesce sotto costa ove è la pesca è vietata. In questa maniera arano il fondale uccidendo le praterie di Posidonia che danno riparo e nutrimento a tutta la fauna marina che vive in quell’ecosistema.

La pesca di frodo è come un cancro per i nostri mari

Ancora le spadare, sebbene siano vietate da ormai 12 anni, vengono ancora utilizzate da pescatori di frodo soprattutto in alto adriatico catturando tutto ciò che vi nuota intorno, compresi cetacei, tartarughe e tutti i pesci sotto misura.

Pesca di frodoLa pesca delle larve, che avviene proprio in questo periodo sino ad inizio primavera è un’altra lacerazione dell’ecosistema marino. Milioni di larve di sardine, acciughe, pagelli e pesci vengono catturati subito dopo la schiusa con un sistema di pesca detto sciabica .

Tutto un sotterfugi notturno dove sia i pescatori di frodo che i rigattieri sono consenzienti all’illegalità per l’amato dio denaro. Una vendita fatta spesso di nascosto e che spesso non si riesce a rintracciare ed a controllare.

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Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

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