Biologia Marina

Un’orca di 65 anni scoperta grazie ai test nucleari: l’orologio nascosto nei denti delle balene

Nei denti delle balene c’è un orologio nascosto, e a caricarlo sono stati i test nucleari degli anni ’50 e ’60. Analizzando il carbonio radioattivo rimasto nei denti di cinque cetacei spiaggiati in Scozia, un gruppo di ricercatori scozzesi ha scoperto che un’orca maschio aveva almeno 65 anni: una delle orche maschio più vecchie mai documentate. E nei denti di un’altra orca, Lulu, ha trovato la firma di una centrale nucleare.

In questo articolo · 8 sezioni
  1. Un orologio atomico nei denti
  2. Lo studio: cinque cetacei spiaggiati in Scozia
  3. L’orca di 65 anni
  4. Lulu e la firma di Sellafield
  5. Cosa raccontano i denti sui capodogli
  6. Perché è importante
  7. Domande frequenti
  8. Fonti e riferimenti
Orca maschio al largo di Skaw, isola di Unst, Shetland
Un'orca maschio al largo dell'isola di Unst, Shetland. Foto: Mike Pennington, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons.

Un orologio atomico nei denti

Come gli alberi, i denti dei cetacei odontoceti crescono per strati: ogni anno si aggiunge un nuovo anello di dentina. Contare gli strati è il metodo classico per stimare l’età di un capodoglio o di un’orca. Ma negli animali molto vecchi gli strati più recenti diventano sottilissimi e si comprimono, e il conteggio sottostima l’età.

Qui entra in gioco il “bomb carbon”. Tra la fine degli anni ’40 e il 1963 i test nucleari in atmosfera hanno quasi raddoppiato la quantità di carbonio-14 nell’aria. Quel carbonio è passato negli oceani, nel plancton, nei pesci e infine negli animali al vertice della catena alimentare, restando registrato in ogni strato di dente formato in quegli anni. Se gli strati più interni di un dente non contengono il picco atomico, vuol dire che l’animale è nato prima che quel carbonio arrivasse in mare.

Dente di capodoglio
Un dente di capodoglio. Gli strati di crescita, come gli anelli di un albero, registrano la vita dell’animale anno dopo anno. Foto: Akrasia25, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Lo studio: cinque cetacei spiaggiati in Scozia

Il lavoro, pubblicato su Frontiers in Marine Science, è guidato da Kieran Tierney dello SUERC (Scottish Universities Environmental Research Centre), con le università di Glasgow, Edinburgo e St Andrews e i Musei nazionali di Scozia. I ricercatori hanno misurato il carbonio-14 con un acceleratore di particelle e lo hanno combinato con gli isotopi stabili di carbonio e azoto, che raccontano cosa mangiava l’animale e dove.

AnimaleSpiaggiamentoCosa hanno scoperto
Capodoglio “Moby”Firth of Forth, 1997almeno 43 anni
CapodoglioOrcadi, 1994più giovane; strati coerenti con il carbonio-14
Orca maschioShetland, 1995più giovane di Moby; dieta più a base di pesce
Orca maschioSouth Uist, 201565 anni o più (il conteggio degli strati diceva circa 50)
Orca femmina “Lulu”Tiree, 2016traccia di Sellafield; dieta ricca di mammiferi marini

L’orca di 65 anni

Il caso più sorprendente è il maschio spiaggiato a South Uist, nelle Ebridi, nel 2015. Contando gli strati del dente gli si davano circa 50 anni. Ma i suoi strati più interni non contenevano il picco dei test nucleari: era quindi nato prima, e doveva avere almeno 65 anni. I maschi di orca vivono in media molto meno delle femmine, e superare i 60 anni è eccezionale. Delle orche abbiamo raccontato le strategie di caccia più sorprendenti, dagli squali bianchi cacciati per il fegato al pesce luna usato come gioco.


Lulu e la firma di Sellafield

Lulu era una femmina della West Coast Community, il piccolo gruppo di orche che vive lungo la costa occidentale della Scozia. Nel suo dente il picco dei test nucleari non c’era, ma c’era un altro segnale: il carbonio-14 scaricato nel Mare d’Irlanda dall’impianto nucleare civile di Sellafield. Secondo i ricercatori è una delle prime dimostrazioni che il carbonio rilasciato da un impianto civile si ritrova nei denti di un cetaceo. Il dato conferma che Lulu cacciava soprattutto nelle acque scozzesi occidentali.

Lulu morì nel gennaio 2016 sull’isola di Tiree, uccisa dall’intrappolamento in una cima di nasse. L’autopsia rivelò nel suo grasso livelli di PCB circa 80 volte superiori alla soglia di tossicità per i mammiferi marini, tra i più alti mai misurati. Aveva almeno vent’anni e non aveva mai avuto piccoli. Il gruppo a cui apparteneva, che negli anni ’80 contava una ventina di individui, nel 2023 era ridotto a due.


Cosa raccontano i denti sui capodogli

Nei due capodogli i valori di azoto aumentano con l’età. È il segno di un cambio di dieta e di zona: i maschi nascono nelle acque calde subtropicali e, crescendo, si spostano verso latitudini più fredde, dove cacciano prede diverse. Il capodoglio vive anche nel Mediterraneo, nelle acque profonde del dominio pelagico e caccia calamari anche nei mari più profondi d’Italia.


Perché è importante

Conoscere l’età reale degli animali è fondamentale per capire quanto vivono, a che età si riproducono e quanto velocemente una popolazione può riprendersi. Il metodo funziona su esemplari spiaggiati anche decenni fa e conservati nei musei: ogni dente in una collezione è un archivio di dati ancora da leggere. Gli stessi autori ricordano che lo studio riguarda solo cinque animali, ma apre la strada ad analisi più ampie.


Domande frequenti

Come si calcola l’età di un’orca o di un capodoglio?

Contando gli strati di crescita dei denti, come gli anelli di un albero. Negli animali molto vecchi però gli strati si comprimono, e il carbonio-14 dei test nucleari aiuta a correggere la stima.

Quanto vive un’orca?

Le femmine possono superare gli 80 anni, i maschi vivono in media molto meno. Un maschio di 65 anni o più è eccezionale.

Chi era Lulu?

Un’orca femmina della West Coast Community scozzese, morta nel 2016 intrappolata in una cima da pesca, con livelli di PCB tra i più alti mai registrati in un mammifero marino.


Fonti e riferimenti

  1. Tierney K. e altri (2026). Integrating radiocarbon and stable isotopes in odontocete teeth to reveal life histories. Frontiers in Marine Science. Comunicato dell’Università di Glasgow.
  2. BBC Wildlife / Discover Wildlife (2026). Experts tested whales’ teeth for nuclear fallout.
  3. Hebridean Whale and Dolphin Trust (2017). Shocking levels of PCB chemicals in UK killer whale Lulu.
Marcello Guadagnino
A cura di
Marcello Guadagnino
Direttore e resp. scientifico del Giornale dei Marinai
Biologo marinoResponsabile Scientifico Oceanis

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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