Il Mediterraneo rimane uno dei mari più complessi da gestire al mondo: una biodiversità ricchissima, flotte numerose, pressioni ambientali crescenti e stock ittici che, nonostante alcuni segnali positivi, restano per molti versi fragili. L’aggiornamento della Commissione Europea sulle possibilità di pesca 2026 offre un quadro chiaro della situazione attuale e delle sfide ancora aperte.
Contenuti
- Segnali di recupero, ma equilibrio ancora lontano
- Mediterraneo Occidentale: riduzioni di sforzo senza precedenti
- Riduzione dello sforzo a strascico
- Perché lo strascico è al centro del problema?
- Lotta al sovrasfruttamento: focus su tre risorse chiave
- 1. Nasello europeo (Merluccius merluccius)
- 2. Scampo (Nephrops norvegicus)
- 3. Gamberi profondi (Aristeus antennatus, Aristaeomorpha foliacea)
- Mediterraneo Centrale e Ionio: proroghe e riduzioni minori
- Le comunità costiere: tra adattamento e incertezza
- Uno scenario in evoluzione
- 1. Riduzioni dello sforzo di pesca (strascico)
- 2. Specie demersali – Stato biologico e misure
- 3. Limiti di cattura (deepwater shrimps)
- 4. Piccoli pelagici (Adriatico)
- 5. Pesca sportiva (ricreativa) – Lampuga
- 6. Misure trasversali
- 1. Proposta della Commissione Europea
- 2. Discussione tra i Ministeri della Pesca degli Stati Membri
- 3. Accordo politico nel Consiglio “Agricoltura e Pesca”
- 4. Adozione del Regolamento UE
- 5. Attuazione nazionale
Segnali di recupero, ma equilibrio ancora lontano
Secondo lo STECF, alcuni stock demersali del Mediterraneo occidentale — come i mullidi e i gamberi rosa in determinate GSAs — mostrano un miglioramento della biomassa e un calo della mortalità da pesca. In totale, 9 stock su 20 risultano in condizioni migliori rispetto al 2024.
Tuttavia, il dato centrale è un altro: 11 stock sono ancora sovrasfruttati, e 7 si trovano sotto il livello di precauzione biologica (BPA), tra cui:
- Nasello in entrambe le grandi unità di gestione
- Scampo (Nephrops norvegicus) in GSA 6, 9 e 11
- Gamberi (in particolare gamberone rosso e viola )
In alcune zone il nasello resta molto vicino al livello limite (Blim), mentre lo scampo in GSA 6 è già sotto Blim, una condizione che richiede interventi immediati.
Mediterraneo Occidentale: riduzioni di sforzo senza precedenti
La parte più rilevante del pacchetto riguarda proprio il Mediterraneo occidentale, dove si concentrano i problemi più gravi per le specie demersali.
Riduzione dello sforzo a strascico
La Commissione propone di ridurre i giorni di pesca:
- –65% in EMU 1 (GSAs 1–2–5–6–7)
- –64% in EMU 2 (GSAs 8–9–10–11)
Si tratta delle riduzioni più consistenti mai applicate da quando esiste il piano “West Med MAP”.
L’obiettivo è riportare gli stock al di sopra di BPA e avvicinare la mortalità a Fmsy entro il 2026.
Perché lo strascico è al centro del problema?
Perché è la marineria che esercita:
- la maggior parte della pressione sul nasello, scampo e gamberi profondi
- un impatto significativo sui fondali sensibili
- un livello elevato di catture accessorie (giovanili e specie non target)
Per questo le misure includono anche:
- chiusure temporanee stagionali
- chiusure permanenti in aree profonde, soprattutto oltre i 600 m
- incentivi a utilizzare attrezzi più selettivi (maglie più grandi, griglie di selezione, porte che riducono il contatto con il fondo)
Lotta al sovrasfruttamento: focus su tre risorse chiave
1. Nasello europeo (Merluccius merluccius)

Il nasello resta una delle specie più delicate del Mediterraneo. Nonostante lievi segnali di recupero in alcune aree, gli stock sono ancora sovrasfruttati.
Nell’area occidentale (GSAs 1–2–5–6–7) la biomassa è risalita appena sopra il livello critico, mentre nell’area centrale/orientale (GSAs 8–9–10–11) resta sotto il livello di sicurezza biologica (BPA). La mortalità da pesca rimane troppo alta, soprattutto per gli adulti riproduttori.
È la specie più problematica del Mediterraneo.
Nell’EMU 1, la biomassa riproduttiva del 2024 è appena sopra Blim dopo anni sotto il livello critico.
Nell’EMU 2, invece, lo stock è ben sotto Bpa, con mortalità ancora troppo alta.
- limiti di cattura per reti da posta (GNS, GTR, GND)
- controllo più severo del prelievo degli adulti riproduttori
- divieto delle reti twin-otter, che aumentano l’efficienza di pesca
2. Scampo (Nephrops norvegicus)
La situazione è critica in tre GSAs:
- GSA 6 (Spagna): stock sotto Blim
- GSA 9 e 11 (Italia): stock sotto Bpa
La Commissione introduce:
- taglia minima obbligatoria di 25 mm CL
- riduzioni severe dello sforzo
- monitoraggi rafforzati
3. Gamberi profondi (Aristeus antennatus, Aristaeomorpha foliacea)

Gli stock di gambero rosso (Aristaeomorpha foliacea) e gambero viola(Aristeus antennatus) rimangono in forte pressione in tutto il Mediterraneo.
Nonostante la riduzione dello sforzo negli ultimi anni, le valutazioni scientifiche mostrano che la mortalità da pesca è ancora sopra i livelli sostenibili, e la biomassa non sta crescendo abbastanza velocemente.
Gli stock di gambero nel Mediterraneo occidentale e centrale si trovano ancora in forte pressione.
Anche se la produzione commerciale rimane importante, lo STECF segnala che:
- gli stock non hanno ancora raggiunto livelli compatibili con MSY
- le precedenti riduzioni dello sforzo non sono state sufficienti
Per questo la Commissione combina:
- riduzione di sforzo per lo strascico
- limiti di cattura (rollover dei livelli 2025 nelle zone occidentali)
- chiusure bathimetriche profonde
Mediterraneo Centrale e Ionio: proroghe e riduzioni minori
Nel tratto centrale (Stretto di Sicilia GSAs 12–16) e nell’area Ionica/Levantina, la GFCM ha esteso di un anno il periodo transitorio dei piani di gestione.
Sono quindi previste:
- riduzioni del 3% dei livelli di cattura per gamberi profondi
- mantenimento delle giornate di pesca 2025 per il nasello nello Stretto di Sicilia
Questo approccio prudente mira a non peggiorare la situazione, lasciando più tempo per verificare l’efficacia delle misure attuate.
Le comunità costiere: tra adattamento e incertezza
Il documento della Commissione riconosce esplicitamente gli sforzi dei pescatori del Mediterraneo, che già da anni affrontano:
- riduzioni delle giornate di pesca
- aumento dei costi operativi
- obblighi tecnici e controlli sempre più severi
L’equilibrio tra sostenibilità e sopravvivenza delle flotte è quindi centrale nel dibattito.
Molte marinerie — soprattutto quelle basate nella pesca demersale — si trovano davanti a una stagione 2026 che comporterà:
- nuovo calo dei giorni effettivi in mare
- maggiore necessità di attrezzi selettivi
- un possibile calo del reddito nel breve periodo
Uno scenario in evoluzione
Il Mediterraneo resta un mare complesso, ma i segnali di ripresa di alcuni stock dimostrano che le misure degli ultimi anni stanno iniziando a produrre effetti.
La strada è ancora lunga, ma il 2026 rappresenta un passaggio cruciale: le decisioni prese ora potranno determinare lo stato delle risorse marine per il prossimo decennio.
Le conclusioni definitive arriveranno con il Consiglio dei ministri della pesca dell’UE, chiamato ad approvare il regolamento per il 2026.
Tabella riassuntiva – Possibilità di pesca 2026 nel Mediterraneo
1. Riduzioni dello sforzo di pesca (strascico)
| Area (GSAs) | Unità di gestione (EMU) | Riduzione sforzo 2026 |
|---|---|---|
| GSAs 1–2–5–6–7 | EMU 1 | –65% dei giorni di pesca |
| GSAs 8–9–10–11 | EMU 2 | –64% dei giorni di pesca |
2. Specie demersali – Stato biologico e misure
| Specie | Stato biologico secondo STECF | Misure previste 2026 |
|---|---|---|
| Nasello (Merluccius merluccius) | Biomassa < BPA in molte aree; stock ancora sovrasfruttato | Limiti di cattura; divieto reti twin-otter; riduzione sforzo; protezione spawners |
| Scampo (Nephrops norvegicus) | GSA 6 sotto Blim; GSA 9 e 11 sotto BPA | Taglia minima ≥ 25 mm CL; riduzione sforzo; chiusure mirate |
| Gambero rosso/blu (Aristeus antennatus) | Mortalità ancora oltre livelli sostenibili | Catch limits invariati (GSAs 1–7, 8–11) + riduzione sforzo |
| Gambero rosso gigante (Aristaeomorpha foliacea) | Pressione ancora elevata | –3% catture in GSAs 12–16 |
3. Limiti di cattura (deepwater shrimps)
| Specie | Area (GSAs) | Livello massimo di catture 2026 |
|---|---|---|
| Blue & Red Shrimp (A. antennatus) | 1–7 | 754,2 t totale UE |
| Same specie | 8–11 | 230,4 t totale UE |
| Giant Red Shrimp (A. foliacea) | 8–11 | 328,1 t totale UE |
| Blue & Red Shrimp | 12–16 (Stretto di Sicilia) | 95 t totale UE |
| Giant Red Shrimp | 12–16 | 829 t totale UE |
4. Piccoli pelagici (Adriatico)
| Specie | Area | Catture 2026 (t) | Variazione |
|---|---|---|---|
| Acciuga (Engraulis encrasicolus) | GSAs 17–18 | 23.808 t UE | –10% |
| Sardina (Sardina pilchardus) | GSAs 17–18 | 40.877 t UE | –10% |
5. Pesca sportiva (ricreativa) – Lampuga
| Regola | Valore 2026 |
|---|---|
| Periodo di pesca ricreativa | 15 agosto – 31 dicembre |
| Limite giornaliero | 5 pesci/pescatore oppure 10 kg/pescatore |
| Altre misure | Conferma chiusure & limiti GFCM |
6. Misure trasversali
| Tema | Misura |
|---|---|
| Attrezzi ad alta efficienza | Divieto twin-otter trawl |
| Protezione fondali | Chiusure > 600 m |
| Aree vulnerabili | Chiusure stagionali 4–6 settimane |
| Selettività | Maglie 45–50 mm; griglie 20 mm |
Chi decide adesso? Il percorso istituzionale verso l’approvazione
Una parte importante, spesso poco chiara per chi lavora in mare, riguarda il processo decisionale.
Il documento pubblicato dalla Commissione non è ancora la decisione finale, ma un testo tecnico che apre la fase politica.
Ecco come prosegue la procedura.
1. Proposta della Commissione Europea
Il documento analizzato è un non-paper, una base tecnica preparata dalla Commissione sulla base dei pareri scientifici e delle raccomandazioni GFCM.
2. Discussione tra i Ministeri della Pesca degli Stati Membri
Il dossier passa al Consiglio dell’Unione Europea (Pesca), dove siedono i ministri della pesca di ogni Stato membro.
Sono loro che:
- discutono il testo,
- presentano richieste o obiezioni,
- difendono le esigenze delle loro flotte nazionali,
- negoziano con la Commissione eventuali modifiche.
3. Accordo politico nel Consiglio “Agricoltura e Pesca”
Di solito avviene a dicembre.
Lì i Ministri:
- votano e approvano le possibilità di pesca definitive per il 2026,
- oppure chiedono ulteriori chiarimenti tecnici alla Commissione.
4. Adozione del Regolamento UE
Una volta trovato l’accordo:
- viene adottato formalmente il regolamento UE,
- pubblicato nella Gazzetta Ufficiale,
- e diventa applicabile dal 1° gennaio 2026.
5. Attuazione nazionale
Solo dopo l’approvazione europea, i Ministeri nazionali:
- emettono circolari e decreti attuativi,
- comunicano le nuove regole alle flotte,
- istruiscono autorità marittime e organi di controllo.








