Mar dei Sargassi, il tranquillo mare delle correnti

Mar dei Sargassi

Questa massa d’acqua di forma ovale si estende su un’ area pari a circa due terzi degli stati uniti, circondando le isole Bermuda, le cui famose spiagge sono le uniche terre che le acque del Mar dei Sargassi lambiscono. Il Mar dei Sargassi è delimitato dalle correnti dell’Oceano: a nord la corrente del golfo e a sud le correnti che scorrono verso occidente, lungo il tropico del cancro.

Mar dei Sargassi : non tutto e’ come sembra!

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Il Mar dei Sargassi è una vasta regione oceanica nell’Oceano Atlantico settentrionale, situata a est delle coste degli Stati Uniti e a sud-ovest delle Azzorre. La sua posizione approssimativa è compresa tra i 20° e i 35° di latitudine nord e i 40° e i 70° di longitudine ovest. È delimitato dalle correnti oceaniche che formano una sorta di “mare chiuso” circondato da correnti circolari.

Come conseguenza di questo “isolamento” vi è un lento movimento delle acque relativamente calde in superficie che ruotano in senso orario sopra quelle molto più fredde e più dense che si trovano in profondità. Questa stratificazione delle acque, causata dalla differenza di temperatura e quindi dalla densità, influisce profondamente sull’ecosistema. Infatti, il fitoplancton si sviluppa nelle acque di superficie ben illuminate, che si impoveriscono di sali come fosfati e nitrati.

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Prime Esplorazioni

Cristoforo Colombo è uno dei primi esploratori noti ad aver attraversato il Mar dei Sargassi. Durante il suo primo viaggio verso le Americhe nel 1492, Colombo notò le alghe galleggianti e pensò erroneamente di essere vicino alla terraferma.

A causa della differenza di densità tra le acque superficiali e profonde, nel Mar dei Sargassi non si ha un rimescolamento e questo provoca la mancanza di grossi predatori come anche di specie pelagiche. Ma grazie proprio ai sargassi, un alga che vive abbondantemente in quelle acque, si è creato un ecosistema del tutto particolare ricco di microrganismi che vivono a stretto contatto con le alghe. Sembra siano stati i primi navigatori portoghesi a dare il nome “sargassum” alle alghe. Grovigli di alghe marine galleggianti che fluttuano ovunque e che galleggiano grazie a delle vescichette piene di aria.

Geografia e Delimitazione

Posizione

Il Mar dei Sargassi è situato nell’Oceano Atlantico settentrionale, estendendosi tra i 20° e i 35° di latitudine nord e i 30° e i 70° di longitudine ovest. Questa vasta area è delimitata dalle principali correnti oceaniche che formano una gigantesca gyre o vortice.

Correnti Oceaniche

Le correnti che delimitano il Mar dei Sargassi sono:

  • Corrente del Golfo: A ovest e a nord-ovest.
  • Corrente del Nord Atlantico: A nord.
  • Corrente delle Canarie: A est.
  • Corrente Equatoriale Nord: A sud.

Queste correnti creano una zona centrale di acqua relativamente calma, dove si accumulano grandi quantità di alghe Sargassum.

Sargassum, l’alga che dava nostalgia del “vino di casa”

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Il Mar dei Sargassi è noto per la sua ecologia unica e per la presenza abbondante di una particolare forma di alghe galleggianti chiamate sargassum, da cui prende il nome. Il sargassum è un genere di macroalga bruna che può formare estese masse galleggianti, create dalle correnti che le spingono insieme. Queste masse galleggianti costituiscono un importante habitat per una varietà di organismi marini, comprese diverse specie di pesci, tartarughe marine, meduse e molte altre forme di vita.

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Acque Limpide

Le acque del Mar dei Sargassi sono note per la loro limpidezza, una conseguenza della bassa concentrazione di nutrienti che limita la crescita del fitoplancton. Questa limpidezza ha storicamente reso difficile la navigazione poiché i marinai potevano vedere il fondo del mare a profondità considerevoli, creando l’illusione di acque poco profonde.

Il nome sargassi  o sargassum sembra provenga proprio dai marinai portoghesi che sentendo la nostalgia del “vino di casa” chiamarono le alghe salgazo, perchè simili alla varietà d’uva da vino portoghese. Una grande varietà di organismi marini vive a stretto contatto con le alghe del mar dei sargassi. Piccole alghe incrostanti, piccoli idrozoi, vermi marini, briozoi ed altre forme di vita. Anche alcuni piccoli pesci abitano quell’universo cosi interessante. Le specie ittiche si possono suddividere in specie stanziali e specie migratorie. Tra i pesci stanziali c’è sicuramente il pesce lima, il pesce agi dei sargassi, che si mimetizzano superbamente tra gli steli delle alghe.

Nelle misteriose acque del Mar dei Sargassi, piccoli pesci guizzano tra le fronde delle alghe verdi e dorate svolazzando come in una fitta foresta pluviale. E, come gli alberi della foresta le alghe dei Sargassi offrono un riparo alle molte forme di vita che vi si sono stabilite.

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Un Mare Senza Coste

Il Mar dei Sargassi è unico tra i mari del mondo perché non ha confini terrestri. Invece, è delimitato da quattro correnti oceaniche: la Corrente del Golfo a ovest e a nord-ovest, la Corrente del Nord Atlantico a nord, la Corrente delle Canarie a est e la Corrente Equatoriale Nord a sud. Questo lo rende un mare completamente circondato da correnti e non da terra.

Tra le specie migratorie le più conosciute sono proprio le anguille che trascorrono la maggior parte della loro vita proprio lontano da quelle acque  e che ritornano nel Mar dei Sargassi solo per riprodursi, dopo lunghi ed incredibili viaggi.

Le anguille dei Sargassi

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Le anguille europee (Anguilla anguilla) e le anguille americane (Anguilla rostrata) viaggiano migliaia di chilometri per riprodursi nel Mar dei Sargassi. Le larve delle anguille, chiamate leptocefali, vengono trasportate dalle correnti verso le coste europee e americane dove maturano.

Il Mar dei Sargassi svolge un ruolo cruciale nel ciclo di vita delle anguille europee (Anguilla anguilla). È qui che le anguille adulte migrano per deporre le uova. Dopo un lungo viaggio dalle acque dolci, le anguille raggiungono il Mar dei Sargassi, dove si accoppiano e depongono le uova in acque profonde. Dopo la deposizione delle uova, le anguille adulte muoiono, e le uova fecondate vengono trasportate dalle correnti verso le acque costiere.

Le uova delle anguille europee si sviluppano in larve trasparenti chiamate leptocefali, che fluttuano in superficie nelle correnti oceaniche per diversi mesi. Durante questa fase, le larve si nutrono di plancton e subiscono una serie di trasformazioni morfologiche. Successivamente, le larve si trasformano in giovanili di anguilla, chiamati “anguille di vetro”, e iniziano la loro migrazione verso le acque dolci, dando inizio a un nuovo ciclo di vita.

La storia più interessante di queste acque cosi particolari è quella della vita delle anguille.  Il fatto che le anguille erano abbondanti nelle acque dolci d’europa nonostante non fossero mai state trovate uova o giovani esemplari aveva suscitato l’interesse di diversi studiosi. Tra cui anche Aristotele. Il filoso greco aveva addirittura suggerito l’ipotesi che le angulle si riproducessero spontaneamente nel fango sul fondo dei laghi. Fu solo all’inizio del ‘900 che lo scienziato danese Johannes Schmidt decise di risolvere l’antico mistero sulla riproduzione delle anguille.  Dopo anni di scrupolose ricerche riusci ad affermare che le anguille andavano a riprodursi verso le calde e tranquille acque del Mar dei Sargassi.

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