Il predatore del granchio blu é… il granchio blu
Uno studio durato decenni nella baia di Chesapeake ha rivelato un aspetto sorprendente del comportamento del granchio blu (Callinectes sapidus): questi animali sono fortemente cannibali, e questo comportamento gioca un ruolo centrale nella loro sopravvivenza.
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I ricercatori hanno analizzato per oltre trent’anni la popolazione di granchi blu, cercando di capire cosa determinasse le variazioni nel loro numero. In particolare, si sono concentrati sulla sopravvivenza dei giovani individui, che risultava estremamente bassa.
Una mortalità altissima tra i giovani
I dati hanno mostrato che la maggior parte dei granchi blu non raggiunge l’età adulta. Le perdite sono particolarmente elevate subito dopo la muta, quando il guscio è ancora morbido e gli animali sono più vulnerabili.
Inizialmente, gli scienziati hanno considerato le cause più comuni: predatori come pesci e uccelli, oppure fattori ambientali. Tuttavia, nessuna di queste spiegazioni risultava sufficiente a giustificare l’elevata mortalità osservata.

Chi è il predatore del granchio blu?
Per trovare una risposta bisogna spostarsi lontano, fino alla baia di Chesapeake, negli Stati Uniti. Qui il granchio blu è una specie locale, studiata da decenni.
Un gruppo di ricercatori lo ha osservato per oltre trent’anni, cercando di capire cosa regola davvero la sua popolazione. Non si trattava solo di numeri, ma di equilibrio: cosa fa crescere questa specie e cosa, invece, la riduce?
Col tempo è emerso un dato chiave: i giovani granchi scompaiono in quantità enormi, soprattutto dopo la muta, quando il guscio è ancora morbido e non possono difendersi.
Immagine : Un granchio blu maschio adulto tenta di cannibalizzare un granchio blu più piccolo legato a un filo.
Fisheries Conservation Lab / Smithsonian Environmental Research Center
Il ruolo del cannibalismo
La ricerca ha quindi evidenziato che il cannibalismo è uno dei principali fattori di mortalità. I granchi adulti si nutrono frequentemente dei più giovani, soprattutto quando questi sono indifesi dopo la muta.
Questo comportamento non è occasionale, ma diffuso e costante, tanto da influenzare in modo significativo la dinamica della popolazione.
Un meccanismo di regolazione naturale
Secondo lo studio, il cannibalismo rappresenta una forma di autoregolazione della specie. Riducendo il numero di giovani, i granchi blu limitano la competizione per le risorse e favoriscono la sopravvivenza degli individui più forti.
Questo equilibrio interno aiuta a mantenere stabile la popolazione nel loro ambiente naturale.
Una scoperta importante anche fuori dagli Stati Uniti
Questi risultati, pubblicati su Scientific American, sono particolarmente rilevanti anche per altre aree del mondo.
In contesti dove il granchio blu è una specie invasiva, come in Italia, la presenza di questo comportamento non è sufficiente a limitarne la diffusione. In assenza di altri predatori efficaci, la popolazione può comunque crescere rapidamente.
Specie invasiva in Italia: perché non basta
Questa scoperta, raccontata da Scientific American, è fondamentale anche per capire cosa sta succedendo in Italia.
Nel Mediterraneo, il granchio blu è una specie aliena invasiva. Si trova in un ambiente diverso, dove gli equilibri naturali non sono gli stessi del suo habitat originario.
Anche se esiste un controllo interno — il cannibalismo — questo non è sufficiente a fermarne la diffusione. Le popolazioni continuano a crescere, adattandosi rapidamente e causando danni economici ed ecologici.
Fonti
- Maryland’s Crabs Are Gluttonous Cannibals, Decades-Long Study Finds, Scientific American
- https://www.scientificamerican.com/article/marylands-crabs-are-gluttonous-cannibals-decades-long-study-finds/






