Originario dell’Indo-Pacifico e del Mar Rosso, il pesce palla maculato è stato segnalato per la prima volta nel Mediterraneo nel 2003, in Turchia. In meno di dieci anni ha colonizzato tutto il bacino orientale, dove oggi è uno dei pesci più abbondanti sui fondali costieri. In Italia è comparso a partire dal 2013, a Lampedusa, e da allora è stato catturato in Sicilia, Calabria, Puglia e nel Tirreno meridionale. Nel 2024 un esemplare è stato pescato in Istria, la segnalazione più settentrionale mai registrata nel Mediterraneo.
È un predatore vorace di polpi, seppie, gamberi e pesci. Con il suo becco tagliente trancia lenze, ami, reti e palangari e strappa le prede già catturate: per i pescatori professionisti del Levante è diventato un problema economico serio, oltre che sanitario.
Come riconoscerlo: corpo allungato per essere un pesce palla, che si gonfia d’acqua quando è minacciato; una banda argentea netta lungo il fianco, dalla bocca alla coda; dorso grigio-verdastro coperto di piccole macchie scure regolari, tutte della stessa dimensione; una macchia scura alla base della pinna pettorale; ventre bianco; bocca con un becco formato da quattro grandi denti fusi, due sopra e due sotto. Comunemente misura 30-60 cm, ma può superare i 70 cm e i 3 kg.